Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-07-01

NORMATIVA SULLE DISTANZE: INTERVENTI ESEGUITI SENZA (O IN DIFFORMITA' DA) DIA - RM

La violazione della normativa pubblica posta a tutela delle distanze e dei confini può inoltre configurare intervento edilizio in assenza della o in difformità dalla denuncia di inizio attività: in tal caso l"attività comporta la sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a 516 euro:

"le opere di recinzione del terreno non si configurano come nuova costruzione, per la quale è necessario il previo rilascio di permesso di costruire quando, per natura e dimensioni, rientrino tra le manifestazioni del diritto di proprietà, comprendente lo "ius excludendi alios" o, comunque, la delimitazione e l'assetto delle singole proprietà; tale è il caso della recinzione eseguita senza opere murarie, costituita da una semplice rete metallica sorretta da paletti in ferro, la quale costituisce installazione precaria e non incide in modo permanente sull'assetto edilizio del territorio; l'intervento in questione rientra, piuttosto nella portata residuale degli interventi realizzabili con il regime semplificato della d.i.a., a mente dell'art. 22 del t.u. dell'edilizia, la cui mancanza non è sanzionabile con la rimozione o la demolizione, previste dall'art. 31 del d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 per l'esecuzione di interventi in assenza del permesso di costruire, o in totale difformità del medesimo ovvero con variazioni essenziali, ma con l'applicazione della sanzione pecuniaria prevista dal successivo art. 37 per l'esecuzione di interventi in assenza della prescritta denuncia di inizio di attività" T.A.R. Piemonte Torino, sez. I, 15/02/2010, n. 950 P. ed altro c. (avv. Corsetti) c. Com. Locana c. (avv. Santilli) Foro amm. TAR 2010, 2, 342 (s.m.).

Quando le opere realizzate in assenza di denuncia di inizio attività consistono in interventi di restauro e di risanamento conservativo, di cui alla lettera c) dell'articolo 3 del T.U. dell"Edilizia, eseguiti su immobili comunque vincolati in base a leggi statali e regionali, nonché dalle altre norme urbanistiche vigenti, l'autorità competente a vigilare sull'osservanza del vincolo, salva l'applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, può ordinare la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile ed irroga una sanzione pecuniaria da 516 a 10329 euro; qualora detti interventi siano eseguiti su immobili, anche non vincolati, compresi nelle zone indicate nella lettera A dell'articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, il dirigente o il responsabile dell'ufficio richiede al Ministero per i beni e le attività culturali apposito parere vincolante circa la restituzione in pristino o la irrogazione della sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a 516 euro; se il parere non viene reso entro sessanta giorni dalla richiesta, il dirigente o il responsabile dell'ufficio provvede autonomamente; in tali casi non trova applicazione la sanzione pecuniaria da 516 a 10329 euro.

Ove l'intervento realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il responsabile dell'abuso o il proprietario dell'immobile possono ottenere la sanatoria

"La sanatoria prevista dall'art. 37 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 può essere richiesta unicamente per gli interventi edilizi, realizzati in assenza o in difformità della denuncia di inizio attività (d.i.a.), previsti dall'art. 22, commi primo e secondo, d.P.R. citato e non è estensibile anche agli interventi edilizi, di cui al comma 3 della richiamata disposizione, per i quali la d.i.a. si pone quale titolo abilitativo alternativo al permesso di costruire (c.d. Superdia), applicandosi in tale ultima ipotesi la sanatoria mediante procedura di accertamento di conformità di cui all'art. 36 del medesimo d.P.R." Cassazione penale, sez. III, 19/05/2009, n. 28048 Rigetta,App. Catanzaro, 03 novembre 2008 B. CED Cass. pen. 2009, rv 244580 Cass. pen. 2010, 6, 2415

dell'intervento versando la somma, non superiore a 5164 euro e non inferiore a 516 euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all'aumento di valore dell'immobile valutato dall'agenzia del territorio.

La denuncia di inizio di attività spontaneamente effettuata quando l'intervento è in corso di esecuzione, comporta il pagamento, a titolo di sanzione, della somma di 516 euro.

"sebbene la legge non contempli espressamente la d.i.a. in variante, la stessa deve ritenersi ammissibile in applicazione dell'art. 37, comma 5, d.P.R. n. 380 del 2001, che prevede la possibilità di presentare una d.i.a. in sanatoria in corso d'opera, la quale, con riferimento al comma 1 dello stesso articolo riguarda tanto l'ipotesi in cui la d.i.a. iniziale sia mancata del tutto, quanto quella in cui essa sia stata presentata ma i lavori siano stati realizzati in difformità dal progetto" T.A.R. Piemonte Torino, sez. I, 18.1.06, n. 109, FA TAR, 2006, 1, 2).

La mancata denuncia di inizio dell'attività non comporta l'applicazione delle sanzioni penali (cfr., amplius, parte terza del volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -) previste dall'articolo 44 del T.U. dell"Edilizia.



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