Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-05-10

Nostalgia di Umberto Bellintani - Maria Beatrice Maranò

L'almanacco di oggi ci fa riscoprire Umberto Bellintani nato il 10 maggio del 1914 a S. Benedetto Po, in provincia di Mantova.

Il poeta era molto legato alla sua terra mantovana e tale legame non si interruppe nè dopo l'esperienza della guerra in Africa, nè dopo la prigionia in Germania e nemmeno dopo aver frequentato il mondo intellettuale milanese negli anni '50 e '60, che lo accolse con entusiasmo ed esaltó la sua originale voce poetica. Ritornó al suo paese e vi rimase fino alla fine dei suoi giorni e ivi, per vivere, lavoró come segretario in una scuola. Si diplomó in scultura all'Istituto d'arte di Monza con il maestro Marino Marini.

La sua vita seguì la monotonia del quotidiano, ma si accese sognando viaggi dall'altra parte del mondo. Protagonista della prima raccolta poetica di Bellintani è la pianura mantovana, con il grande fiume, lungo le cui rive e dentro le cui acque si vive e si muore. Ricorrono racconti di giochi d'infanzia, di compagni d'avventure, di notti incantate , ma anche di lamenti delle madri di bimbi annegati, di rimandi ad altri fiumi sugli scenari di guerra, di memoria mitizzata di paesaggi e genti d'Africa; e sopra tutto ciò il riconoscimento dell'esistenza di un Dio con il quale ha un rapporto desultorio: spesso lo invoca ma contro il quale, altrettanto spesso, violentemente inveisce. Anche la sua formazione artistica si riconosce nella plasticità di molte sue immagini poetiche.

La poesia di Bellintani sfugge ad una collocazione in una scuola o in una corrente; è molto di più: concretezza e fragilità, umiltà e grandezza, crudeltà della vita e tenerezza di sguardo.

Torna un lamento,

e ne dà l'eco la pallida

ombra del monte al capo viola

Vedo gli uccelli

sui comignoli dei tetti

di un paese dell'Epiro

e scroscia un fresco scintillato di rugiada.

E mentre trebbiano il grano

dei fulvi cavalli arrivo

ove l'oracolo di Delfo era
nel volto corrucciato del greco

fiero di odiarmi.

Non sarò forse mai,

non avrò più ritorno

a quelle terre ove
di me in cerca s'aggira

un ebbro momento.

Oh triste

esser dispersi nel tempo

e per terra divisi

in parti ed ogni parte la sorella

chiamare vanamente.( Nostalgia)...Umberto Bellintani



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immagine A3M

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