Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Storani Paolo - 2014-03-02

NULLA LA CESSIONE DI CREDITO RISARCITORIO AL NON ISCRITTO ALL'ALBO APPOSITO - GdP Palermo 24.12.13 - Paolo M. STORANI

Argomento di grande rilevanza ed attualità la cessione del credito risarcitorio.

La norma contenuta nel "Destinazione Italia" che contemplava la possibilità di vietarla è stata stralciata dal Governo Letta dal decreto legge ed inserita in un disegno di legge che dovrà percorrere l'iter parlamentare.

Muovendo da giurisprudenza di merito diligentemente riportata nell'impianto motivazionale, il GdP di Palermo, Dr. Vincenzo Vitale, abituale presenza del nostro Portale giuridico, con la sentenza prenatalizia (24 dicembre 2013) che Vi sottoponiamo dichiara l'inopponibilità del contratto di cessione del credito risarcitorio a chi non sia abilitato in base alle vigenti norme previste per l'attività finanziaria.

Il testo integrale della pronuncia è rinvenibile qui appresso.

Buona lettura. (Paolo M. Storani)

Il Giudice di Pace della VIII sezione civile di Palermo, Dott. Vincenzo Vitale

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

n. 4714/2013

nella causa iscritta al n. .../11 R.G. degli affari civili contenziosi, e promossa da

GU. e M. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentati e difesi dall"Avv. ..., presso il cui studio, sito in via ... n. ..., hanno eletto domicilio

attori

contro

HDI Assicurazioni S.p.a., in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa dall"Avv. ..., presso il cui studio, sito in viale ... n. ..., ha eletto domicilio

convenuta costituita

G. convenuto contumace

Oggetto : R. C. A.

Conclusioni : come in atti.

FATTO E DIRITTO

Con atto introduttivo del 14/11/2011, i suindicati attori citavano in giudizio i predetti convenuti – ciascuno per i propri diritti - e nello specifico la Sig.ra GU. ai fini del riconoscimento ed accertamento del credito ceduto alla M. s.r.l., mentre quest"ultima allo scopo di ottenere declaratoria di responsabilità in capo all"HDI Ass.ni ed al sig. G., per il sinistro avvenuto in data .../.../2011.

A tale riguardo, esponevano che quel giorno il veicolo Tg. ..., di proprietà e condotto dall"attrice, percorreva regolarmente a destra ed a velocità moderata la via F. Perez in Palermo allorquando veniva investito dall"autovettura Tg. ..., di proprietà e condotto dal convenuto G., il quale, provenendo da via Todaro, ometteva di rispettare il segnale di Stop ivi esistente.

A seguito del sinistro, il mezzo attoreo riportava danni alla carrozzeria, quantificati, a mezzo fattura, nella somma di € 7.297,00 (comprensiva di noleggio auto sostitutiva e perizia estimativa), credito che veniva ceduto alla M. dalla Sig.ra GU a titolo di cessione del credito futuro.

L"atto di cessione veniva quindi notificato alla compagnia assicuratrice del veicolo di proprietà del convenuto G.

Quest"ultima, costituendosi in giudizio (mentre il sig. G. rimaneva contumace), in via preliminare eccepiva, fra l"altro, la carenza di legittimazione attiva della M. s.r.l., rilevando l"inopponibilità alla stessa del contratto di cessione di credito, stante l"illecita attività di intermediazione finanziaria svolta in modo imprenditoriale (c.d. factoring atipico) posta in essere nello specifico dalla M. s.r.l., non essendo all"uopo abilitata né autorizzata dai competenti organismi autorizzativi e di vigilanza, preposti dalla legislazione vigente.

Nel merito evidenziava un concorso di colpa dell"attrice-interveniente GU. nella causazione del sinistro (come prospettato dai rilievi della Polizia Municipale di Palermo, che contestava a quest"ultima di non aver usato la massima prudenza, moderando la velocità in ore notturne) e contestava altresì il quantum richiesto.

Sul piano istruttorio si dava atto della mancata comparizione sia dell"attrice GU. che del convenuto G. a rendere gli interrogatori formali e si assumeva la testimonianza del sig. ... che, quale impiegato della M., confermava il noleggio dell"auto sostitutiva da parte dell"attrice.

Orbene, in ordine all"eccezione preliminare sollevata dalla convenuta HDI Assicurazioni S.p.a., volta alla declaratoria di inopponibilità del contratto di cessione di credito nei confronti della stessa, si ritiene la stessa giuridicamente fondata e dunque degna di accoglimento, sulla scorta delle considerazioni appresso svolte.

Va infatti affrontata la questione dell'abusivo esercizio di attività finanziaria svolta dalla convenuta costituita, ed in particolar modo della liceità dell'attività di acquisto dei crediti sorgenti da sinistri stradali e di anticipazione al danneggiato dei costi di riparazione dei beni sinistrati, al fine di comprendere se quest"ultima costituisca o meno "esercizio di attività finanziaria" riservata dall'art. 106 del TUB ai soli soggetti iscritti in un apposito albo.

In merito all'attività istruttoria svolta nel corso del processo, non possono, anzitutto, che ritenersi come ammessi i fatti e le circostanze dedotte nell"interrogatorio formale dell"attrice GU.: nello specifico, emergeva - in base al combinato disposto di cui agli artt. 232 e 116 c.p.c. e 2697 c.c. - che quest"ultima non pagava "somma alcuna per il ripristino del veicolo di proprietà a seguito del sinistro per cui è causa", oltre a non aver sottoscritto contratto di noleggio o pagato somme per il noleggio di auto o la redazione di perizia estimativa, avendo anzi avuto messo a disposizione gratuitamente un veicolo durante il periodo di fermo del mezzo incidentato, onde si ritiene che la M. S.r.l. abbia offerto alla sig.ra GU. la possibilità di ricevere l'anticipazione dei costi di riparazione del bene danneggiato a fronte della cessione, pro solvendo, del credito risarcitorio sorgente dal sinistro.

Tornando al contenuto della normativa di riferimento, va osservato che l'art. 106 del TUB riserva ai soli intermediari iscritti in un apposito albo, tenuto dalla Banca d'Italia, "l'esercizio nei confronti del pubblico dell'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma"; mentre il D.M. 7 febbraio 2009, n. 29, emanato in attuazione della normativa primaria, specifica che costituisce attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma "ogni tipo di finanziamento connesso con operazioni di: ... b) acquisto di crediti" (art. 3); e che l'attività in questione si considera esercitata nei confronti del pubblico quando è svolta "nei confronti di terzi con carattere di professionalità" (art. 9).

Nel caso di specie, peraltro, come dichiarato in comparsa conclusionale, la M. s.r.l. "provvede alla riparazione del veicolo, riceve in garanzia per il pagamento dovutole la cessione del credito, ed in qualità di cessionaria ha infine diritto al riconoscimento della somma dovuta per la riparazione".

Passando, dunque, al confronto tra l'attività svolta dalla convenuta costituita ed il contenuto dell'art. 106 del TUB (così come specificato dalla normativa ministeriale) va rilevato che:
1. l'attività di anticipazione dei costi di riparazione dei beni danneggiati a fronte della cessione dei crediti sorgenti dal sinistro stradale costituisce effettivamente "esercizio di attività finanziaria" ex art. 106 TUB per un duplice ordine di ragioni.

La prima ragione, di tipo letterale, discende dalla previsione, contenuta nell'art. 3 del D.M. 29/2009 (connesso all"art. 106 del TUB), dell'attività di "acquisto di crediti" come attività finanziaria; la seconda ragione, di tipo sistematico, discende dal fatto che l'attività svolta dalla M. s.r.l. integra la definizione di attività finanziaria, elaborata dalla dottrina, come "attività diretta a porre in essere operazioni che tra le parti inizino e terminino con il denaro o con servizi offerti in altra forma";

2. l'offerta del servizio di anticipazione dei costi di riparazione dei beni danneggiati ai soggetti vittima di un sinistro stradale integra poi l'ulteriore condizione richiesta dall'art. 106 TUB, ovvero "l'esercizio nei confronti dei terzi con carattere di professionalità" dell'attività finanziaria.

In subiecta materia, non può che condividersi poi l"orientamento giurisprudenziale recentemente formatosi, secondo cui "è nulla la cessione del credito risarcitorio a chi non sia iscritto all"albo ex art. 106 TUB" (così, Trib. Venezia n. 2094/2012), atteso che "l"esercizio professionale di attività di cessione di crediti risarcitori, correlata all"assunzione dell"obbligazione di anticipare le spese di riparazione di veicoli danneggiati, anche in assenza di corresponsione di somme di denaro o di interessi da parte del cedente al cessionario, costituisce attività finanziaria, ai sensi dell"art. 106 TUB e dell"art. 3 D.M. 17 febbraio 2009 n. 29, come tale riservata ai soli intermediari iscritti nell"apposito albo tenuto dalla Banca d"Italia e da questa autorizzati, ed implica pertanto la nullità dei contratti di cessione di credito stipulati da un soggetto che non sia in possesso di tale requisito, per contrarietà a norme imperative" (così, Trib. Venezia cit.).

Analogo principio giuridico veniva espresso, in una fattispecie analoga a quella per cui è causa, dal Giudice di Pace di Palermo (sent. n. 8819/09, Dott.ssa Mantegna), secondo cui ove "l"attività di finanziamento è compiuta …in assenza della prescritta iscrizione, non può che ritenersi che il contratto di cessione di credito in oggetto, stipulato da un soggetto non abilitato ad esercitare tale tipo di attività, sia affetto da illiceità e dunque radicalmente nullo ex art. 1418 comma 1 c.c.".

Orbene, considerato che - continua il giudice di prime cure - "la legittimazione attiva costituisce un requisito della domanda, il giudice non può, ove ex actis emerga tale difetto, in quanto alla base di essa vi sia un contratto nullo, che rigettare quest"ultima, rilevando anche d"ufficio la nullità di tale contratto".

Risulta infatti "ammissibile, ai sensi dell"art. 1421 c.c., il rilievo d"ufficio di motivi di nullità del contratto diversi da quelli fatti valere dalla parte" (così, Tribunale Verona 11 luglio 2012, secondo cui "la nullità di un contratto può essere rilevata d"ufficio ai sensi dell"art. 1421 c.c ").

Alla luce delle suesposte considerazioni, va pertanto rigettata la domanda attorea, proposta dalla M. S.r.l., stante il difetto di legittimazione attiva della stessa ai fini del riconoscimento del contratto di cessione del credito stipulato con la sig.ra GU., contratto da dichiararsi nullo ex artt. 106 TUB, 3 D.M. 29/2009 e 1418 Cod. Civ.

In considerazione della specificità della controversia, involgente anche accertamenti di carattere presuntivo, si ritiene che ricorrano infine i presupposti processuali per compensare interamente fra le parti le spese di lite.

P. Q. M.

Visti gli articoli di legge citati ;

Rigetta le domande attoree, spiegate, in data 14.11.2011, da GU. e M. s.r.l. nei confronti dei convenuti HDI Assicurazioni S.p.a. e G.

Spese processuali compensate.

Cosi" deciso in Palermo, addi" 24/12/2013.

Il Giudice di Pace

(Dott. Vincenzo Vitale)



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