Legislazione e Giurisprudenza, Filiazione, potestà, tutela -  Mazzotta Valeria - 2014-10-10

OBBLIGATORIO L'ASCOLTO DEL MINORE/PARTE PROCESSUALE - CASS. 21101/214 - V. MAZZOTTA

E" obbligatoria l"audizione del minore -che abbia compiuto gli anni dodici ovvero seppure di età inferiore sia capace di discernimento - nei giudizi che vedono coinvolti i suoi interessi, e nei quali egli assume quindi il ruolo di parte.

Ciò vale anche per il procedimento di riconoscimento giudiziale della paternità, ma è fondamentale pure allorquando si discute dell"affidamento dei figli.

Lo sancisce la Corte di Cassazione civile con la sentenza n. 21101 del 7 ottobre 2014, accogliendo il ricorso di una madre che aveva denunciato l"omessa audizione del minore opponendosi al riconoscimento giudiziale di paternità autorizzato dal Tribunale di Brescia. La Suprema Corte enuclea alcuni fondamentali principi e specifica che l"audizione dei minori nelle procedure giudiziarie che li riguardano e in ordine al loro affidamento ai genitori è divenuta comunque obbligatoria con l'art. 6 della Convenzione di Strasburgo sull'esercizio dei diritti del fanciullo del 1996, ratificata con la L. n. 77 del 2003, per cui ad essa deve procedersi, salvo nei casi in cui  possa pregiudicare il minore stesso.

L"ascolto del minore consente a quest"ultimo di essere "presente" in quanto parte "sostanzialie del procedimento e degli esiti dell"ascolto non può ovviamente non tenersi conto.

Nell"ambito del procedimento di cui all'art. 250 c.c., comma 4, l"ascolto del minore è un adempimento necessario e la sua obbligatorietà è sempre stata riconosciuta sul presupposto che, pur non assumendo il minore la qualità di parte del procedimento, la legge impone che sia sentito al fine di valutare il suo interesse al riconoscimento, sempre che non ne sia incapace per ragioni di età o per altre cause, da indicare nella motivazione del provvedimento a fini istruttori.

In materia si è pronunciata anche a Corte Costituzionale con la sentenza  n. 83/2011 affermando che al minore vada riconosciuta la qualità di parte nel giudizio di opposizione. La giurisprudenza di legittimità si è così conformata all"interpretazione della Consulta, sancendo che l"ascolto del minore non corrisponde più a mere esigenze istruttorie, bensì deve essere disposto dall"Ufficio con conseguente vizio della pronuncia nel caso in cui venga omesso.



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