Legislazione e Giurisprudenza, Persona, famiglia -  Storani Paolo - 2013-12-09

OBBLIGHI DI ASSISTENZA FAMILIARE, DISINTERESSE DEL PADRE E PENA DETENTIVA - Cass. Pen. 49134/13 - Laura PROVENZALI

Fresca di stampa la pronuncia penale della S.C. n. 49134/2013 che Laura Provenzali propone ai naviganti di P&D.

Infatti, la sentenza di inammissibilità, frutto della penna del relatore Angelo Capozzi sotto la presidenza di Antonio Agrò, scelta dalla nostra Autrice data 6 dicembre 2013 ed affronta un argomento delicatissimo, quello dell'obbligo di assistenza familiare ai sensi dell'art. 570, 2° co., c.p.

Ricordo che appena il 2 dicembre 2013 Laura si è dedicata al commento su queste stesse colonne di una pronuncia del Tribunale collegiale di Mantova in tema di ...anticaglie oppressive, per prendere a prestito le fulgide espressioni di Rita Rossi: inabilitazione e interdizione.

Tale lavoro compare alla voce 'Amministrazione di sostegno', architrave di questo Portale.

Buona lettura. (Paolo M. Storani)

L"assoluto disinteresse manifestato dall"imputato nei confronti della figlia minore affetta da grave handicap motiva il diniego del beneficio della sospensione condizionale della pena.

Questo il severo principio affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 49134/2013 (Cass. Pen. sezione VI, n. 49134, 6 dicembre 2013) che conferma sia la pronuncia emessa dalla Corte di Appello di Firenze che dal Giudice di Prime Cure (Tribunale di Siena, sezione Poggibonsi) in tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare ex art 570, secondo comma, c.p.

La fattispecie in esame punisce chi "fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore (…)" intendendosi , per elaborazione giurisprudenziale , "non soltanto i mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l"alloggio) ma altresì gli strumenti che consentano un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana " [1]

Il rigore con il quale le pronunce – di legittimità e di merito – hanno costantemente stigmatizzato le condotte contrarie ai precetti normativi derivanti dal rapporto di filiazione non è certo nuovo [2] , tuttavia quel che più colpisce nel caso di specie è l"attenzione posta dagli Ermellini alla condotta abbandonica del genitore in questione che, di fatto, ha "rimosso" la figlia (minore e) disabile dalla propria esistenza.

Condotta ritenuta talmente grave da aver indotto i Giudici del merito – "indimostrate le difficoltà economiche dell"imputato ed irrilevanti ai fini della sussistenza del reato qualora non si dimostri una vera e propria indigenza impeditiva della ottemperanza all"obbligo" (cfr. sent. in commento) - a subordinare la sospensione condizionale della pena all"integrale risarcimento del danno, evidentemente non avvenuto, da parte dell"imputato.

Chi ha dimestichezza con il tema della disabilità sa bene quanto l"amore e l"accudimento siano il vero pane quotidiano e quanto possano definirsi bisogni essenziali della Persona, a maggior ragione in tenera età.

Non è certo nei poteri di una sentenza, per quanto autorevole, cambiare la sensibilità del singolo ed è verosimile ipotizzare che la genitorialità atrofizzata di questo padre difficilmente troverà nuovo respiro a seguito della pronuncia in commento .

Il monito della Corte, questo sì, resta (e sarà bene tenerne conto a venire), unitamente al senso della giustizia resa alla Bimba, almeno quella delle risultanze processuali.


[1] ( cfr. Cass Pen, Sezione VI, n.2736 del 13/11/2008 , dep. 2009 ; analogamente Cass. Pen., Sezione VI, n. 49755 del 21/11/2012

[2] (ancora recentemente cfr. Cass. Pen., Sezione VI, n.44629, 5 novembre 2013 : "il genitore separato che fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori, omettendo di versare l"assegno di mantenimento, commette il reato previsto dall"art.570, secondo comma, C.P." )



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