Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2013-10-28

OBBLIGO CARTA DEI SERVIZI E ASSOCIAZIONI CONSUMATORI – Tar Campania n. 2054/13 – Alceste SANTUARI

Con sentenza 16 ottobre 2013, n. 2054, il Tar Campania – Salerno, sez. I ha statuito in ordine all"obbligo per il comune di adottare la carta dei servizi, accogliendo in questo senso la richiesta-diffida di un"associazione dei consumatori.

Un"associazione di consumatori ha diffidato il comune di Salerno ad adempiere al disposto di cui all"art. 2, comma 461, L. n. 244/2007 ed a predisporre, in contraddittorio con la ricorrente associazione, ai sensi dell"art. 4 d.l. n. 138/2011, la carta dei servizi in sede di stipula dei contratti di servizio. Il comune di Salerno non dava riscontro alla diffida.

I giudici amministrativi in primis riconoscono la legittimazione processuale dell"associazione, la quale, essendo iscritta, ai sensi dell"art. 137 d. lgs. 206 del 2005 (Codice del Consumo), nell"elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti, rappresentative a livello nazionale, può agire – conformemente peraltro con i principi generali dell"ordinamento giuridico in materia di associazionismo – a difesa e tutela di interessi collettivi e diffusi, ivi compresi quelli nei confronti delle P.A. per quanto attiene l"erogazione di servizi essenziali.

Si ricorda che in attuazione dell"art. 3 della legge 4 marzo 2009, n. 15, l'art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 198/2009 dispone che "Al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio, i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori possono agire in giudizio, con le modalità stabilite nel presente decreto, nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari di servizi pubblici, se derivi una lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi, dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo da emanarsi obbligatoriamente entro e non oltre un termine fissato da una legge o da un regolamento, dalla violazione degli obblighi contenuti nelle carte di servizi ovvero dalla violazione di standard qualitativi ed economici stabiliti, per i concessionari di servizi pubblici, dalle autorità preposte alla regolazione ed al controllo del settore e, per le pubbliche amministrazioni, definiti dalle stesse in conformità alle disposizioni in materia di performance contenute nel decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, coerentemente con le linee guida definite dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 13 del medesimo decreto e secondo le scadenze temporali definite dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150". L"art. 1, comma 1-bis, precisa poi che, nel giudizio di verifica della lesione per inadempimento alle attività da attuare, il giudice tiene conto delle risorse strumentali, finanziarie e umane concretamente a disposizione delle parti intimate. L'art. 3, comma 2, del D.Lgs n. 198/2009 chiarisce, inoltre, che "Il ricorso è proponibile se, decorso il termine di cui al primo periodo del comma 1, l'amministrazione o il concessionario non ha provveduto, o ha provveduto in modo parziale, ad eliminare la situazione denunciata". Il successivo art. 4 del d. lgs n. 198/2009 così dispone "Il giudice accoglie la domanda se accerta la violazione, l'omissione o l'inadempimento di cui all'art. 1. comma 1, [.] "

In questa cornice, dunque, l"associazione dei consumatori istante, ha richiesto al comune di Salerno di adempiere all"obbligo di legge. Preme evidenziare che – come ha ricordato il Tar Campania nella sentenza in commento "la class action per l"efficienza della pubblica amministrazione, quindi, costituisce uno strumento di tutela di interessi diffusi, aggiuntivo rispetto a quelli previsti dal codice del processo amministrativo, azionabile da singoli "titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori" od anche da "associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri associati" comunque appartenenti a tale pluralità."

Tra gli interessi diffusi e collettivi tutelabili dalle associazioni dei consumatori rientra, dunque, quello relativo all"adozione della carta dei servizi, strumento che – come è noto – costituisce il "patto" tra P.A. ed utenza circa gli standard quali-quantitativi dei servizi erogati, le modalità di risoluzione delle eventuali controversie, le modalità attraverso cui i cittadini possono far conoscere lamentele, ritardi, ecc.

In quest"ottica, pertanto, la mancata adozione della carta dei servizi nel termine di novanta giorni dalla notifica della diffida di cui all'art. 3 del d. lgs n. 198/2009 è valutabile alla stregua di inadempimento dell"amministrazione pubblica locale. Si aggiunga che non è sufficiente che il comune presenti la carta dei servizi delle proprie partecipate: anche il comune deve dotarsi di una propria carta dei servizi, così come – nel caso di specie – richiedeva appunto l"associazione dei consumatori, richiesta che i giudici amministrativi hanno ritenuto di accogliere.



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