Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-08-25

OMESSO SOCCORSO ALLA VITTIMA DELLA STRADA E SUOI REQUISTI - Cass. Pen. 33408/14 - F. M. BERNICCHI

Si prende in esame una recente sentenza della Corte di Cassazione (sez. IV Penale, sentenza 28 maggio – 29 luglio 2014, n. 33408) relativa ai reati di cui all'art. 189, commi 6 e 7, del codice della strada.

Il fatto, in breve: Il Tribunale di Udine, confermato dalla Corte di Appello di Trieste, ha affermato la responsabilità dell'imputato in ordine ai reati di cui all'art. 189, commi 6 e 7, del codice della strada.

Ricorre, dunque, per cassazione l'imputato assumendo che non esisteva una situazione di bisogno effettivo dell'investito motociclista e pertanto, mancava la consapevolezza della necessità di assistenza

Per i legali dell"imputato i giudici di seconde cure parlano di sommarietà, di frettoloso allontanamento, concetti ì che evocano la colpa e non il dolo. I giudici non hanno minimamente preso in considerazione il colposo errore sul fatto.

Tuttavia per i giudici di Piazza Cavour il ricorso è infondato.

La sentenza impugnata considera che la giurisprudenza impone l'obbligo di fermarsi a seguito di un sinistro per prestare l'assistenza eventualmente corrente nei confronti di chi abbia potuto subire danno, indipendentemente dal fatto che tale danno si sia verificato in concreto. L'imputato, in modo diametralmente opposto, di fronte al motociclista investito e caduto si è limitato ad attribuirgli la responsabilità dell'incidente con espressioni virulente.

La vittima versava in una situazione di indubbia e visibile difficoltà, essendo caduta dal proprio motociclo a seguito dell'urto, tanto che alcune persone erano intervenute per soccorrerla. In tale situazione correttamente si è ritenuto che l'imputato sia venuto meno al "suo fondamentale dovere di solidarietà (ex art. 2 Cost. n.d.a.) per aver inveito contro la vittima, per non essersi sincerato della sua reale condizione, per essersi allontanato inopinatamente e senza dare conto di sé. "Tutti comportamenti che con apprezzamento immune da vizi logici il giudice di merito riconduce alla sfera del dolo..

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.



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