Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Bernicchi Francesco Maria - 2013-11-22

OMICIDIO PRETERINTENZIONALE ED ELEMENTO SOGGETTIVO - Cass. Pen. 27161/2013 - F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una sentenza della Corte di Cassazione (Sez. I Penale, n. 27161 depositata in data 20 giugno 2013) concernente il tema del delitto preterintenzionale e la imputabilità dell'elemento soggettivo relativamente all'evento non voluto.

Il fatto, in breve: con sentenza dell'Aprile 2012 la Corte d'Assise d'Appello di Milano alla quale aveva già rinviato la Corte Suprema, riformando una sentenza del Gup presso il Tribunale di Milano dell'Ottobre 2010 rideterminava la pena nei confronti di Tizio, già condannato dal Giudice per l'Udienza preliminare per il reato di omicidio preterintenzionale ex art. 584 cp in danno di Caio (deceduto nell'Ottobre 2009).

Tizio, infatti,  al fini di "regolare i conti" per un fallo di gioco avvenuto una settimana prima durante una partita di calcetto, aveva colpito con un pugno Caio, che, cadendo al suolo, aveva urtato violentemente la nuca contro il marciapiede: di qui il trauma cranico con ematoma intracerebrale e il successivo decesso. La sfida era stata consensuale ed entrambi i contendenti avevano in precedenza ecceduto insieme nel bere.

Ricorre contro la sentenza della Corte d'Assise di Milano l'imputato deducendo, per quello che ci interessa, "violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento dell"attenuante del concorso doloso della vittima determinativo dell"evento, essendo accertato che i due amici avevano deciso di comune accordo di affrontarsi in strada per picchiarsi"

I giudici di Piazza Cavour considerano il ricorso infondato.

In tema di elemento soggettivo, dapprima chiariscono il quadro richiamando numerosi precedenti della Corte Suprema che sanciscono: "L"elemento soggettivo del delitto di omicidio preterintenzionale non è costituito da dolo e responsabilità oggettiva né dal dolo misto a colpa, ma unicamente dal dolo di percosse o lesioni, in quanto la disposizione di cui all"art. 43 cp assorbe la prevedibilità di evento più grave nell"intenzione di risultato. Pertanto, la valutazione relativa alla prevedibilità dell"evento da cui dipende l"esistenza del delitto de quo è nella stessa legge, essendo assolutamente probabile che da una azione violenta contro una persona possa derivare la morte della stessa".(Cass. Pen. 791/13).

Ma anche sent. n. 40389/12: "L"elemento soggettivo dell"omicidio preterintenzionale è costituito unicamente dal dolo di percosse o lesioni, in quanto la disposizione di cui all"art. 43 cp assorbe la prevedibilità di evento più grave nell"intenzione di risultato".

A proposito, infine, della pretesa lievità della spinta (o buffetto) si veda Cass., V, sent, n. 16285/10,: "Ai fini della sussistenza dell"ipotesi criminosa del delitto di omicidio preterintenzionale è sufficiente che l"agente abbia posto in essere atti diretti a percuotere o ledere una persona e che esista un rapporto di causa ed effetto tra i predetti atti e l"evento morte, mentre proprio l"azione violenta (che può essere costituita anche da una spinta) - estrinsecandosi in una energia fisica, più o meno rilevante, esercitata direttamente nei confronti della persona - ove consapevole e volontaria, è rivelatrice della sussistenza del dolo di percosse e di lesioni, per cui quando da essa derivi la morte, dà luogo a responsabilità a titolo di omicidio preterintenzionale (art. 584 cp)".

Nulla rileva, quindi, nella fattispecie concreta il piano di parità in cui si potessero trovare i due contendenti.

Non è nemmeno da tenere in considerazione il preteso concorso doloso della vittima nella determinazione dell'evento posto che la giurisprudenza è netta nell'affermare che la circostanza attenuante comune ex art. 62 n.5 del concorso del fatto doloso della persona offesa "non è applicabile ai reati di rissa e a quelli connessi, non essendo invero concepibile che le vittime abbiano voluto, su di sé, lo stesso evento (morte o lesioni) voluto in loro danno dagli antagonisti" (v. Cass., n. 49966/2009)

P.Q.M.

rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.



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