Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-10-29

OPPOSIZIONE A D.I.: IL TERMINE PER PROPORRE L'ISTANZA DI MEDIAZIONE NON E' PERENTORIO - Sent. 14.10.2015 - Dr. Marzocchi di Paolo F. Cuzzola

Con sentenza del 14 ottobre 2015 il Tribunale di Pavia, nella persona del Dott. Marzocchi ritorna ancora una volta sul tema della mediazione delegata ex art. 5 comma 1 bis D.Lgs 28 del 2010 e affronta, nello specifico, due distinte questioni.

La vicenda processuale, avente ad oggetto un'opposizione a decreto ingiuntivo, si arresta alla prima udienza, quando il giudice invita le parti a tentare la mediazione. La parte, tuttavia, deposita l'istanza di mediazione oltre il termine di 15 giorni imposto dalla legge. Riguardo questa prima questione il Tribunale chiarisce come il ritardo suddetto non pregiudica la validità del procedimento che è da intendersi comunque valido.

Il giudice definisce, infatti, tale termine ordinatorio e non perentorio, sulla scorta del combinato disposto tra le norme contenute nel d.lgs.28/2010 che prevedono una mediazione dal carattere informale e l'art.152 c.2 del codice civile, secondo cui "i termini stabiliti dalla legge sono ordinatori tranne che la legge stessa li dichiari perentori".

L'altra questione affrontata dalla sentenza in commento riguarda l'eccezione sulla mancata indicazione dell'oggetto della mediazione nell'istanza di avvio della stessa. Posta la predetta informalità della procedura il tribunale chiarisce come tale circostanza non comporti l'invalida della tentata conciliazione dal momento che l'oggetto della mediazione può essere ricavato non solo dal modulo di avvio ma anche attraverso i documenti allegati o, ancora e soprattutto, dall'esposizione orale delle parti durante l'incontro di mediazione.

Sulla scorta di tali argomentazioni,  l'eccezione di improcedibilità dell'azione per la mancata indicazione dell'oggetto della procedura viene rigettata in quanto infondata e ritenuta dal Giudice pretestuosa e temeraria.



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