Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-12-09

OPPOSIZIONE A D.I. L'OPPONENTE DEVE ATTIVARE LA MEDIAZIONE - Cass. Civ. 03.12.2015 n. 24629 di Paolo F. CUZZOLA

Arriva la pronuncia della Cassazione a dirimere il contrasto che per qualche anno ha diviso la giurisprudenza di merito in materia di mediazione nell'ambito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo: da un lato chi sosteneva che, in caso di mancato avvio della mediazione, l'improcedibilità della domanda di opposizione non travolgesse il giudicato e l'esecutorietà del decreto ingiuntivo contestato; dall'altro lato chi credeva che l'improcedibilità riguardasse anche il decreto ingiuntivo.

Si tratta, dunque, di un'interessante pronuncia datata 3 dicembre 2015, n. 24629, Pres. Rel. Vivaldi, con la quale viene definito un giudizio vertente sul mancato pagamento di oneri di locazione: il decreto ingiuntivo veniva opposto ma parte opponente non si determinava ad introdurre il percorso obbligatorio di mediazione ai sensi del d.lgs. 28/2010, accettando così il rischio di subire le conseguenze dell'improcedibilità dell'opposizione nonché il relativo consolidamento deli effetti del decreto ingiuntivo.

Gli ermellini cristallizzano finalmente il principio secondo cui nel giudizio che si instaura per l'opposizione al decreto ingiuntivo, e solo dopo la pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione, l'onere di avviare la mediazione obbligatoria deve gravare sulla parte opponente proprio perché questa è la parte che intende precludere la via breve per percorrere quella più lunga: è, infatti, proprio l'opponente che ha il potere e l'interesse ad introdurre il giudizio di merito, cioè la soluzione più dispendiosa, osteggiata dal legislatore.

Secondo i giudici della Corte una diversa soluzione (che porrebbe a carico di parte opposta l'onere suddetto) sarebbe palesemente irrazionale poiché premierebbe la passività dell'opponente oltre che accrescerebbe gli oneri della parte creditrice.



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