Legislazione e Giurisprudenza, Espropriazioni per pubblica utilità -  Span√≤ Giuseppe - 2013-07-25

OPPOSIZIONE ALLA STIMA: IL RITO SOMMARIO DI COGNIZIONE È COSTITUZIONALE - Giuseppe SPANÒ

La Corte d"Appello di Napoli, con due ordinanze del 13 luglio 2012, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 24, primo e secondo comma, 77, primo comma, e 111, primo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli articoli 29 e 34, comma 37, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell"art. 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui tali norme, sostituendo il comma 1 ed abrogando i commi 2, 3 e 4 dell"art. 54 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia espropriazione per pubblica utilità), prevedono che le controversie aventi ad oggetto l"opposizione alla stima di cui al comma 1 dello stesso art. 54 devono essere introdotte, trattate e decise secondo le forme del rito sommario di cognizione non convertibile, risultante dagli artt. 3 del decreto legislativo n. 150 del 2011, 702-bis e 702-ter del codice di procedura civile.
In particolare la Corte d'Appello di Napoli ha sollevato la questione di legittimità costituzionale delle menzionate norme per due distinti aspetti:
1) innanzitutto tale scelta sarebbe irragionevole, lesiva del diritto di difesa e del principio del giusto processo, in quanto applicata ad un giudizio destinato a sfociare in una decisione non appellabile e dunque non impugnabile per questioni di merito, ma ricorribile alla Corte di Cassazione soltanto per i motivi di cui all'art. 360 c.p.c. (con conseguente violazione degli articoli 3, 24, commi 1 e 2, e 111, comma 1, Cost.);
2) in secondo luogo la scelta sarebbe stata realizzata in contrasto con il principio previsto dalla legge-delega (art. 54, legge n. 69/2009), riferito ai soli procedimenti civili di cognizione «autonomamente regolati dalla legislazione speciale», secondo modelli essenzialmente diversi da quelli del rito del lavoro, del rito sommario di cognizione e del rito ordinario cui dovevano essere alternativamente ricondotti.
La Corte Costituzionale con ordinanza 12 luglio 2013 n. 190 ha dichiarato le censure in parte manifestamente inammissibili ed in parte manifestamente infondate.
La Corte si era già pronunciata sulla questione della legittimità della trattazione dei giudizi di opposizione alla stima con il rito sommario di cognizione con sentenza n. 10 del 2013.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati