Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-08-07

ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO E GARE DAPPALTO – Cons. St. 3685/15 – Alceste SANTUARI

Da anni, ormai, la giurisprudenza comunitaria e quella nazionale si interrogano sulla partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle gare

La Corte UE ha in più occasioni riconosciuto che la partecipazione delle organizzazioni di volontariato è compatibile con il diritto eurounitario

Il Consiglio di Stato con la sentenza in commento conferma questo orientamento

Il Consiglio di Stato, con sentenza del 27 luglio 2015, n. 3685, confermando il giudizio espresso dal Tar Campania, Napoli, sez. V, sentenza n. 01184/2015, si è espresso a favore della possibilità (legittimità) per le organizzazioni di volontariato di partecipare (e risultare aggiudicatarie) di un affidamento triennale del servizio trasporti infermi in emergenza 118.

Il caso di specie è meritevole di attenzione non soltanto per quanto attiene alla legittimità delle organizzazioni di volontariato di partecipare alle gare, ma anche per l"interpretazione delle organizzazioni di secondo livello delle associazioni di volontariato fornita dai giudici di Palazzo Spada.

In tema di affidamenti alle organizzazioni di volontariato, il Consiglio di Stato ribadisce che le norme nazionali devono "essere lette alla luce" del quadro normativo UE. In particolare, richiamando la nozione di "operatore economico" contenuta nella direttiva 2005/18, il Consiglio di Stato conferma l"ascrivibilità "anche delle associazioni di volontariato, quali soggetti autorizzati dall"ordinamento a prestare servizi e a svolgere, quindi, attività economiche, ancorché senza scopi di lucro, al novero dei soggetti ai quali possono essere affidati i contratti pubblici[…], escludendo, quindi, il carattere tassativo dell"elenco contenuto nell"art. 34 d. lgs. n. 163 del 2006".

Si tratta, conseguentemente, di riconoscere una "dicotomia" tra scopi perseguiti e modalità attuative e concrete per realizzare quegli scopi. In quest"ottica, l"attività commerciale svolta risulta essere compatibile con il perseguimento di scopi non lucrativi. In termini formali, tale riconoscimento ha condotto il Consiglio di Stato ha disconoscere alla lex specialis valore in ordine al requisito obbligatorio dell"iscrizione al registro delle imprese. Alla organizzazione di volontariato o, nel caso di specie, all"organizzazione di secondo livello che la rappresentava nella gara per l"affidamento del servizio, deve riconoscersi "la titolarità di una posizione soggettiva che la legittima a ricevere l"affidamento di appalti pubblici, in ragione della necessità di assicurare l"effettiva applicazione del diritto europeo, che non prescrive una peculiare forma giuridica dei soggetti autorizzati ad assumere la veste di contraenti delle pubbliche amministrazioni e che riconosce la qualifica di operatori economici a tutti i soggetti abilitati ad esercitare attività economiche, anche se senza scopo di lucro".

L"altro profilo di indubbio interesse riguarda il rapporto tra singole organizzazioni di volontariato (le Misericordie) e la Confederazione Nazionale. Al riguardo, i giudici di Palazzo Spada, richiamando una precedente pronuncia dello stesso Consiglio di Stato (cfr Cons. St. Sez. III, 5 agosto 2011, n. 4692) hanno voluto rimarcare – contrariamente a quanto sostenuto da parte appellante – che "la peculiare struttura organizzativa della Confederazione[…] implica, invece, un"immedesimazione soggettiva delle singole associazioni locali in quella nazionale". La conseguenza operativa di tale immedesimazione – secondo il giudizio del Consiglio di Stato – ai fini dei requisiti per la partecipazione alla gara in oggetto, è che le singole realtà associative locali "concorrono con il personale e i mezzi a loro disposizione ad integrare i requisiti di capacità tecnica della Confederazione (che, infatti, si avvale, per espressa previsione statutaria, delle competenze e delle risorse degli associati)".



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