Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Redazione P&D - 2015-08-31

OSTACOLA IL DIRITTO DELLALTRO ALLINCONTRO CON I FIGLI: SANZIONE PECUNIARIA – Cass. 3820/2015 – Giorgia BACCHIN

Con la sentenza n. 3820/15 la Corte di Cassazione ribadisce il  principio secondo il quale il genitore che impedisce all"altro l"esercizio del diritto di visita ai figli deve essere sanzionato.

La decisione in commento trae origine dalla separazione personale di due coniugi, pronunciata con sentenza n. 2289 del 23.11.2010 dal Tribunale di Messina, con la quale le loro due figlie minori venivano affidate ad entrambi, con domiciliazione presso la madre, e venivano disciplinate le modalità di frequentazione con il padre.

Nella sentenza di separazione, inoltre, stante il loro rapporto conflittuale, entrambe le parti venivano ammonite ai sensi dell"articolo 709 ter c.p.c. ad agevolare il rapporto delle figlie con l"altro genitore e ad evitare che eventuali discussioni avvenissero alla presenza di queste ultime.

La madre proponeva quindi appello contestando l"ammonimento ad ella rivolto ma la Corte Territoriale, investita della questione, condannava d"ufficio la donna, che in più occasioni aveva effettivamente ostacolato il diritto di visita del padre, al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, ammontante ad euro 1.000,00, con «funzione disincentivante rispetto alla commissione di ulteriori violazioni» oltre alla rifusione delle spese processuali.

Avverso questa sentenza la donna proponeva ricorso per Cassazione che, però, è stato respinto in quanto le censure mosse dalla ricorrente (mancanza delle condizioni sostanziali e processuali della responsabilità civile quali la domanda della parte interessata ex art. 112 c.p.c. e la sussistenza dei requisiti di cui all"art. 2043 c.c.)sono state ritenute non pertinenti, in quanto afferenti alle ipotesi di cui ai nn. 1), 2), 3) dell"art. 709 ter c. 2 c.p.c. e non a quella di cui al n. 4).

La Cassazione ha precisato inoltre che l"ammonimento di cui all"art. 709 ter. c.p.c., essendo un provvedimento privo del carattere della decisori età e definitività, non sarebbe comunque ricorribile per Cassazione.



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