Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2013-11-12

P.A. E COSE IN CUSTODIA: FRANE, RIFIUTI, UFFICI PUBBLICI, FAUNA, SEGNALETICA, CURVE E OSTACOLI NELLE STRADE - RM

Quanto alle problematiche sottese alla responsabilità della pubblica amministrazione per cose in custodia, si confrontino anche le seguenti pronunce rilasciate in ambito di

  • responsabilità in caso di frana (nella specie, a causa di una frana verificatasi a monte di una strada pubblica, un masso aveva colpito una vettura che transitava in quel momento, determinando la morte di una persona e il ferimento grave di un'altra; la Suprema Corte, nel cassare la sentenza che aveva confermato il rigetto della domanda di risarcimento proposta, ha affermato che la Corte di merito aveva erroneamente apprezzato l'applicabilità dell'art. 2051 c.c. non in relazione al tratto di strada interessato, ma all'estensione delle zone montuose sovrastanti le strade dell'intera regione, ed aveva condotto l'indagine sulla responsabilità della p.a. in relazione ai criteri di imputazione propri dell'art. 2043 c.c., anziché dell'art. 2051 c.c., al quale è estraneo ogni apprezzamento dell'elemento soggettivo della colpa, essendo la responsabilità del custode esclusa solo dal fortuito),

"in ambito di strade aperte al pubblico transito, ai fini del giudizio sulla prevedibilità o meno della repentina alterazione della cosa, occorre aver riguardo, per quanto concerne in particolare i pericoli derivanti da situazioni strutturali e dalle caratteristiche della cosa, al tipo di pericolosità che ha provocato l'evento di danno e che, ove si tratti di una strada, può atteggiarsi diversamente, in relazione ai caratteri specifici di ciascun tratto ed agli eventi analoghi che lo abbiano in precedenza interessato" (Cass. Civ., sez. III, 3 aprile 2009, n. 8157, GCM, 2009, 4, 584; AGCSS, 2009, 10, 823; GC, 2010, 12, 2887; GDir, 2009, 22, 66; GDir, 2009, 21, 77 - conforme, dove è stato deciso che anche a voler ritenere l'eccezionalità dei fenomeni piovosi scaturenti il crollo del costone, si deve considerare che lo stesso, avvenuto a più di dieci giorni di distanza dai fenomeni meteorici più significativi ed allarmanti, non fosse affatto imprevedibile. Gli eventi verificatisi nei giorni precedenti avrebbero dovuto mettere in allerta la p.a. locale e spingerla alla tempestiva adozione di misure precauzionali volte a scongiurare pericoli per la sicurezza di persone e di beni: Trib. Larino 20 settembre 2007, Redazione Giuffrè, 2007; CM, 2007, 12, 1399 – conforme, chiarendo che il segnale stradale sulla Statale non esonera automaticamente l"Anas dalle responsabilità in caso di frana: Cass. Civ., sez. III, 28 settembre 2009, n. 20754, Redazione Giuffrè, 2009 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012);

  • danni provocati da contenitore di rifiuti (a tal proposito, la pronuncia che segue ha evidenziato anche come gli obblighi di vigilanza, previsti dal codice della strada a carico dell'ente titolare della stessa, siano particolarmente cogenti, tali da imporre un continuo controllo ed in specie: la sussistenza di un pregnante obbligo di controllo delle sedi viarie e l'estensione dell'attività di vigilanza e controllo fino alle pertinenze della sede stradale e delle connesse attrezzature, impianti e servizi),

"nel caso di specie si rileva l'anomala, imprevedibile, collocazione di un contenitore di rifiuti in prossimità del centro della sede stradale; l'inevitabilità dell'ostacolo determinata dalla collocazione immediatamente dopo un'accentuatissima deviazione della sede viaria dall'asse rettilineo tale da incidere sulla possibilità di immediata percezione dell'ostacolo. Pertanto, si configura l'esistenza dei requisiti dell'insidia che integrano gli estremi di responsabilità, ex art. 2043 c.c., dell'ente titolare della strada, prescindendo del tutto dalle previsioni dell'art. 2051 c.c., relative alla responsabilità del custode" (Cass. Civ., sez. III, 14 luglio 2009, n. 16374, Redazione Giuffrè, 2009 – conforme, quanto a responsabilità a carico di società concessionaria del servizio di smaltimento rifiuti per i danni cagionati da cassonetto porta-rifiuti lasciato senza freni e trascinato dal forte vento: GdP Palermo 1 aprile 2008, AGCSS, 2008, 7-8, 672 – conforme, quanto a infortunata con ferita da taglio per la presenza di vetri del tipo finestra, sia interi sia rotti, abbandonati in prossimità di una campana raccogli-vetro nella quale si era avvicinata per riporvi alcune bottiglie, non potendo non rilevarsi come il luogo, risulti all'evidenza aperto al pubblico e al libero transito delle persone destinato proprio per recarvisi per provvedere allo smaltimento dei rifiuti domestici, ubicato in pieno centro abitato, sicché non pare che possa escludersi in concreto l'emergenza di elementi significativi della possibilità di un effettivo controllo e vigilanza della zona da parte dell'ente territoriale, per cui senza riserve deve applicarsi la previsione dell'art. 2051 c.c. e deve dichiararsi la responsabilità della p.a.: Trib. Milano, sez. X, 22 dicembre 2007, n. 14080, GiustM, 2007, 12, 85);

  • danni occorsi entrando o frequentando uffici pubblici (nella specie, la Corte ha respinto la tesi dell'amministrazione locale che aveva invocato la delibera comunale che imponeva il divieto di transito nell'area ai non autorizzati; il provvedimento, infatti, valeva per i soli veicoli e non per i pedoni, atteso che la rampa in oggetto era il tramite per accedere agli uffici dell'ente e costituiva una sorta d'interruzione del marciapiede),

"se il pedone cade sulla rampa d'accesso agli uffici comunali, spetta all'ente locale risarcire il danneggiato per l'incidente causato dall'ostacolo localizzato a terra" (Cass. Civ., sez. III, 22 aprile 2009, n. 9560, DeG, 2009 – conforme, quanto a soggetto scivolato su una pedana di un ufficio postale (in caso poi di pioggia, e di presenza all'esterno dell'edificio di un soggetto deputato alla vigilanza, si rafforza l'ipotesi della prevedibilità di una situazione di pericolo relativa al transito sulla pedana, che, accostata alla mancata adozione di alcun tipo di accorgimento per la salvaguardia dell'incolumità degli utenti, conferma la responsabilità del custode): Trib. Napoli, sez. IV, 21 aprile 2009, Redazione Giuffrè, 2010);

  • danno cagionato da fauna selvatica,

"al danno cagionato dalla fauna selvatica è applicabile la norma generale di cui all'art. 2043 c.c., anche in tema di onere della prova (e non è risarcibile in base agli artt. 2053 e 2051 c.c., inapplicabile per la natura stessa degli animali selvatici, il cui stato di libertà è incompatibile con un qualsiasi obbligo di custodia da parte della P.A.), che implica per il danneggiato l'onere di provare l'individuazione di un concreto comportamento colposo ascrivibile all'ente tenuto al controllo della fauna, nonché di dimostrare di aver messo in atto ogni possibile cautela al fine di evitare il danno (recinzioni o altro, riguardo le quali il ricorrente ammette di non averne adottate, attesa l'estensione della superficie interessata)" (T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 2 luglio 2008, n. 6370, FATAR, 2008, 7-8, 2051 - conforme, con la precisazione che è la Regione l'ente tenuto al controllo della fauna: Trib. Campobasso 23 marzo 2006, GM, 2006, 9, 1933 – conforme, nel caso in cui la causa immediata del sinistro è rappresentata dallo sterco dei volatili: Trib. Ascoli Piceno 24 novembre 2006, DLM, 2007, 2-3, 394);

  • mancata segnalazione di curva (allorché non si tratti, come nella fattispecie, di tornante o di curva stretta - secondo le definizione che ne dà il codice della strada -, ma di deviazione visibile anche prima che ci si trovi a ridosso della curva, è di palese evidenza come un guidatore medio a velocità media non possa non accorgersi della curva stessa; in siffatta situazione l'ente gestore della strada non ha alcuna necessità di segnalare la predetta curva né di porre in essere ulteriori accorgimenti oltre a quelli già presenti (cordolo di 20 cm.); deve, quindi, escludersi che il sinistro possa essere attribuito all'ente proprietario del bene, a titolo di responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c., in quanto la natura della strada, in relazione alla dinamica del sinistro, non consente l'attribuibilità dell'omessa vigilanza - ovvero la "culpa in custodiendo" - in capo all'ente stesso)

"nell'ipotesi di veicolo che dopo aver percorso un tratto rettilineo sia finito fuori strada in prossimità di una curva non segnalata e priva di barriera protettiva, non può affermarsi in capo alla p.a. proprietaria della strada alcuna responsabilità ex art. 2051 c.c. laddove sia emerso che il conducente, per una serie di fattori estranei alle caratteristiche oggettive della strada tra cui anche la velocità non adeguata, abbia determinato in via esclusiva l'evento lesivo" (Trib. Tempio Pausania 15 maggio 2007, n. 148, Mer, 2007, 11, 37 – si veda anche Trib. Bari, sez. III, 12 aprile 2007, n. 894, Giurisprudenzabarese.it, 2007, con "causa petendi" dedotta dall'attore, a fondamento della propria pretesa risarcitoria, consistente nella omessa manutenzione della strada e del guard rail, oltre che nella mancanza sul medesimo tratto di strada interessato della segnaletica idonea ad evidenziare la presenza di una pericolosa curva a gomito);

  • segnaletica orizzontale e verticale poco curata (nel caso di specie, è stato affermato che, se è pacifico che l'autista avrebbe dovuto fermarsi e dare la precedenza, è altrettanto da dirsi che la cattiva tenuta della segnaletica orizzontale e verticale di stop, sicuramente imputabile al gestore del cantiere, non contribuì come dovuto a richiamare l'attenzione del conducente sull'obbligo di stop e di dare la precedenza a destra; sussiste pertanto la responsabilità concorsuale della ditta per negligenza, che integra un illecito extracontrattuale ex art. 2043 e che deve essere prudenzialmente valutato con una incidenza causale di 1/4 nella produzione dell'evento),

"l'aver reso poco visibile la segnaletica orizzontale e distorta la segnaletica verticale per l'attività di un cantiere insistente nell'area di una rotatoria stradale, non consente di invocare l'operatività dell'art. 2051 c.c. dato che, perché si abbia detto tipo di responsabilità extracontrattuale, deve esistere un rapporto di causalità materiale fra il dinamismo intrinseco della cosa in custodia e l'evento lesivo: nella specie, invece, non è che i due segnali lasciati in condizione di diminuita efficienza abbiano materialmente prodotto il danno come frutto del loro dinamismo intrinseco (ciò sarebbe se, ad esempio, il segnale verticale di stop fosse caduto in testa a qualcuno o cadendo avesse danneggiato un veicolo). La diminuita segnaletica ha invece favorito una condotta di guida disattenta del conducente, che essa sì, può essere stata la causa dello scontro" (Trib. Milano, sez. X, 30 aprile 2007, n. 5112, GiustM, 2007, 5, 34);

  • presenza di ostacoli nella sede stradale (fattispecie nella quale la responsabilità è stata esclusa in considerazione del fatto che i pali erano di notevoli dimensioni e dunque visibili e che il danneggiato aveva tenuto una condotta di guida anomala):

"la responsabilità del Comune per il danno subito dall'utente di una strada (nella specie automobilista che ha urtato dei pali presenti sull'asse stradale) può essere affermata solo qualora ricorra una situazione di insidia, caratterizzata dal doppio e concorrente requisito della non visibilità e non prevedibilità del pericolo, che è onere del danneggiato provare" (Trib. Rimini 1 marzo 2007, CorM, 2007, 6, 706).



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