Legislazione e Giurisprudenza, Banca, servizi finanziari -  Mazzon Riccardo - 2015-01-27

PADRONI E COMMITTENTI: GIURISPRUDENZA INTORNO ALLA RESPONSABILITA' DELLE BANCHE - Riccardo MAZZON

è l'articolo 2049 del codice civile a disciplinare la fattispecie

quali i casi maggiormente testati dalla giurisprudenza?

carta di credito, prospetto informativo, tributi, funzionario in veste personale, atti nell'orario di lavoro e nei locali della banca

Si segnalano, in argomento, le seguenti pronunce, riguardanti fattispecie relative a smarrimento di carta di credito, dove è stato affermato che qualora venisse denunciato alla banca emittente ed all'autorità di p.s., lo smarrimento di carta di credito, di poi abusivamente utilizzata da soggetto interposto, l'emittente che addebitasse la somma pagata al conto corrente del titolare della carta, nella inottemperanza degli obblighi assunti contrattualmente dagli esercenti convenzionati,

"è obbligato a rimborsare, in favore del titolare della carta stessa, la somma non dovuta con gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, perché nessun debito scaturisca a carico del correntista" (GdP Palermo 26 giugno 2003, AC, 2004, 762 - cfr., amplius, il volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012 -),

negligente redazione di prospetto informativo, con l'osservazione secondo cui costituisce illecito extracontrattuale la condotta attiva e omissiva della società (nella specie istituto bancario) che ha indotto un terzo alla stipula di contratto di sottoscrizione di azioni della società medesima,

"qualora risulti accertata la negligente redazione da parte degli amministratori del prospetto informativo (nella specie anche dei bilanci societari), tale da indurre il terzo alla conclusione del contratto in parola, che altrimenti non sarebbe stato stipulato o lo sarebbe stato a condizioni meno onerose" (Trib. Napoli 18 settembre 2002, GNap, 2002, 445),

riscossione dei tributi,

"il rapporto tra i dipendenti della banca delegata alla riscossione dei tributi con lo svolgimento delle attività istituzionali pubbliche è un rapporto di occasionalità necessaria, con la conseguenza che l'amministrazione è responsabile in via extracontrattuale per i danni causati a terzi nell'esercizio delle loro funzioni" (Trib. Roma, sez. II, 21 maggio 2002, GM, 2003, 573),

atti compiuti dal funzionario in veste del tutto personale,

"l'istituto bancario risponde per il danno provocato dal funzionario, preposto nello svolgimento delle funzioni inerenti all'attività da lui svolta a nome e nell'interesse del committente, alle cui dipendenze è addetto, qualunque siano state le modalità della condotta lesiva, non essendo imputabili alla banca, sulla quale comunque incombe l'onere della prova liberatoria, soltanto gli atti compiuti dal funzionario, in veste del tutto personale, senza che le mansioni affidategli ne abbiano determinato l'occasione" (Trib. Perugia 30 settembre 2001, RGU, 2003, 70),

atti compiuti nell'orario di lavoro e nei locali della banca, laddove, in applicazione del principio di cui alla massima riportata, la Suprema Corte ha confermato la sentenza con cui il giudice di merito aveva ritenuto un istituto di credito responsabile dell'operato di alcuni suoi dipendenti - i quali, all'insaputa dell'istituto stesso, si erano fatti consegnare somme di danaro da alcuni clienti al fine di impiegarle in operazioni finanziarie definite di particolare redditività - sull'assunto che il comportamento dei funzionari infedeli era stato tenuto nell'orario di lavoro e nei locali della banca:

"in tema di responsabilità del debitore per il fatto degli ausiliari, l'art. 1228 c.c. - disposizione con cui è stata estesa nell'ambito contrattuale la disciplina contenuta negli art. 2048 e 2049 c.c., - postula, per la concreta applicabilità, l'esistenza di un danno causato dal fatto dell'ausiliario, l'esistenza di un rapporto tra ausiliario e committente (c.d. rapporto di preposizione), l'esistenza, infine, di una relazione di causalità ("rectius", di occasionalità necessaria) tra il danno e l'esercizio delle incombenze dell'ausiliario " (Cass. Civ., sez. III, 17 maggio 2001, n. 6756, NGC, 2002, I, 365; GC, 2003, II, 338; GCM, 2001, 988).



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