Changing Society, Generalità, varie -  Belotti Andrea - 2014-05-14

PAGINE BIANCHE - Andrea BELOTTI

Era solo un segnalibro. Un segnalibro nell"agenda sulla quale Mario segnava, con rituale pignoleria, tutto ciò che gli accadeva. Era una sua vecchia abitudine quella di tenere un diario che, nel corso degli anni, andava ad aggiungersi ai precedenti, in un gran mucchio di vecchie agende polverose conservate in un angolo della casa. Ma quel giorno era di maggio, con un gran sole che entrava dalla finestra e un"aria che avvolgeva i pensieri e stimolava i desideri, e il segnalibro non riusciva proprio a stare fermo. Pur essendo ormai vecchio sentiva la voglia di muoversi e correre.

Si tirò su a fatica, si sfilò lentamente dall"agenda dove era stato rinchiuso, e comincio a muoversi tra le pagine. Ritrovò gli avvenimenti di pochi giorni prima, che ben ancora ricordava. Li lesse con attenzione, uno ad uno. Cominciò però ad annoiarsi e perciò si spinse ancora più indietro, entrando e uscendo dalle agende, intrufolandosi tra le righe dei racconti, sempre più lontane nel tempo. Vi ritrovò giornate d"inverno grigie e senza allegria, dove Mario raccontava le uscite di casa al mattino presto, quando il buio e la nebbia erano ancora impastati con la noia e la tristezza. Poi nel corso della giornate il buio se ne andava e la nebbia scompariva con la tristezza, per tornare la sera, al  ritorno.

Si imbattè anche in giornate di primavera, raccontate come piene di speranza e di promesse, dove il grigio cambiava nel verde e nel colore dei fiori, e il buio diventava luce accecante e Mario si sentiva immerso in un mondo  dove la natura era innamorata dei gesti creativi. Le estati invece erano pigre e accecanti, ormai senza più desideri, inserite in piacevoli sensazioni di pienezza, di frutti ormai maturi, di obiettivi raggiunti.

Il segnalibro leggeva avido di ricordare e, con la lettura, tornavano le emozioni che lui aveva provato, giorno dopo giorno, quando Mario finiva di scrivere e chiudeva l"agenda.

Poi tornava l"autunno, e come ogni anno vi ritrovava descritte l"ansia di ricominciare e la incertezza delle mete raggiunte, la banale quotidianità dei gesti ripetuti, l"attesa inevitabile della stagione del buio e della nebbia.

Il segnalibro continuava a leggere e vi trovava cose già viste, emozioni già provate  ma rivissute con lo spirito del tempo trascorso, che allinea i fatti e li giudica comparandoli.

Ad un tratto si fermo bruscamente nel suo girovagare, attratto da una pagina completamente bianca. Si meravigliò moltissimo perché non ricordava di averne mai viste nel corso della sua attività di segnalibro. Era estremamente certo che giorno per giorno Mario avesse riempito ogni pagina, senza salti di spazio e di giorni.

Pensò fosse una sua dimenticanza e continuò il viaggio. Eppure, di tanto in tanto e sempre più mentre si allontanava nel tempo, incontrava pagine bianche, per settimane e mesi.

Stanco di quel suo girovagare decise di ritornare al punto di partenza, alla giornata appena trascorsa. E, per la prima volta, volle sbirciare anche la pagina successiva. Era una pagina bianca.  E tutte le pagine a seguire erano ancora bianche, da scrivere, ancora avvolte nelle possibilità, senza ancora la fatica di dimenticare.

Come, del resto, quelle già passate e ormai dimenticate, nelle pagine tornate bianche.



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