Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2016-12-11

Paolo De Benedetti, il teologo degli animali – Maria Rosa Panté

Un pomeriggio di qualche anno fa andai a una conferenza, organizzata da un"amica, molto nota a P&D; Maria Rita Mottola. Ricordo che se ne parlava al telefono qualche giorno prima, doveva esserci un teologo io ero fresca della lettura di un libro di Vito Mancuso e parlavo di lui, Maria Rita mi disse che ci sarebbe stato invece Paolo De Benedetti. Io, ricordo, fui un po" delusa, perché, lo ammetto non sapevo chi fosse.

Il giorno della conferenza, con mio marito mi sedetti in fondo alla sala, arrivò Paolo De Bendetti, canuto, un po" curvo, minuto. Iniziò a parlare: una vocetta stridula che mi fece subito desiderare di essere altrove.

Durò un momento.

Dopo pochissimi minuti ero lì a prendere convulsamente appunti perché non volevo, non potevo perdere una sola parola di quel che Paolo De Benedetti andava dicendo.

Dopo ho comprato e letto molti suoi libri. Soprattutto quelli sulla teologia degli animali, di cui lui è stato il primo e più grande teologo.

Non sto a dirvi della sua biografia, di che confessione fosse, dove avesse insegnato. Dico solo che era un sapiente, così poi me l"avrebbe descritto la mia amica Lucilla Giagnoni, che invece lo conosceva.

Un sapiente e una persona di una cortesia e di una ironia eccezionali.

Lo rividi a un"altra conferenza alla sinagoga di Casale Monferrato, era come al solito con la sorella, che ora chissà come si sente, a lei soprattutto va il mio pensiero. Io avevo comprato un suo libro sulla Genesi e avevo chiesto l"autografo.

Ho qui davanti ora la sua firma, tremolante, eppure elegante, ci impiegò un"eternità a firmare, perché gli tremava la mano per via del Parkinson, ne scherzò con me la sorella togliendomi ogni imbarazzo. Doveva iniziare la conferenza, ma lui firmò il mio libro.

Questo è essere sapienti.

È morto oggi, 11 dicembre, Paolo De Benedetti, credo sia stato chiamato da Dio a istruire per bene il bue e l"asinello che nel presepio, Gesù Bambino a parte, sarebbero stati i suoi personaggi preferiti.

In un suo libro scrisse queste parole che io condivido totalmente e che assumo per me, perché agli animali pesi un po" meno aver perduto un così grande amico: "Scorrendo la mia vita come in un"autobiografia, posso affermare di aver sempre avuto una frequentazione, un contatto con gli animali: prima da bambino, nelle mie estati in campagna, ma anche nella mia vita trascorsa in città (…): sempre ho avuto questo contatto che mi ha fatto approdare, attraverso letture, riflessioni… a una inquadratura biblico-teologica di queste realtà vive, man mano che la riflessione mi portava non solo ad approfondire quei legami di affetto fra uomo e animale, ma anche e soprattutto a meditare su quell"enorme problema, che non esiterei a definire come il più grande che la teologia ha da affrontare, che è la sofferenza degli animali." (da Teologia degli animali)



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati