Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Bernicchi Francesco Maria - 2015-11-09

PARCELLIZZAZIONE DELLE AZIONI GIUDIZIARIE E 'ABUSO DEL PROCESSO' - Cass. Civ. 5491/2015 - F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sezione Terza Civile n. 5491/2015) relativa al tema della parcellizzazione del credito in fase giudiziale e della sua configurazione come "abuso del processo".

Il fatto, in breve: Tizio, titolare della ditta individuale che gestisce in convenzione parcheggi comunali con parcometri elettronici, conveniva in giudizio Alfa S.p.a. chiedendone la condanna per la somma di euro 35,69 come tariffa accessoria per il "mancato pagamento della sosta da parte di un'autovettura di proprietà della stessa convenuta".

Il Giudice di Pace con un primo provvedimento giurisdizionale accoglieva la domanda e condannava la società convenuta al pagamento della somma suindicata e delle spese di lite.

Il Giudice di seconde cure (Tribunale di Messina), dopo aver riunito numerosi appelli proposti contro altre sentenze emesse in identiche controversie tra le parti, confermava la decisione di primo grado condannando la società appellante (Alfa S.p.a.) alla rifusione delle spese di lite.

Contro questo ultimo provvedimento la società due volte soccombente in giudizio proponeva ricorso alla Corte Suprema evidenziando due motivi di doglianza.

Il secondo motivo di ricorso - che maggiormente ci interessa - segnalava la contraddittoria quanto insufficiente motivazione su un punto controverso e decisivo di causa.

Per il ricorrente, infatti, i giudici di merito non avevano considerato e rivelato la totale improponibilità della domanda attorea per violazione degli articoli 88 c.p.c. e 1175 c.c. nonché per "abuso del processo".

L'attore, infatti, avevo introdotto innumerevoli domande nei confronti della società Alfa (ben 290 citazioni) parcellizzando così una pretesa unitaria (mancato pagamento della tariffa di auto date a noleggio senza conducente) promossa in fase stragiudiziale da un unico atto (lettera di messa in mora) e derivante da uno stesso e esclusivo rapporto obbligatorio tra convenuta e ditta individuale che gestiva parcheggi in convenzione.

Per i giudici di Piazza Cavour, tuttavia, detta censura si dimostra infondata.

Citando innumerevoli precedenti (ex multis Cass. SS.UU. 23726/2007), infatti, la Corte medesima evidenzia che l'ipotesi di frazionamento del credito è un paradigma dell'abuso del processo atteso che in primo luogo "la scissione strumentale del contenuto dell'obbligazione porta un aggravamento della posizione debitoria senza che a ciò corrisponda un apprezzabile interesse del creditore" e, in secondo luogo, vi è pregiudizio del principio del giusto processo (tutelato con legge 89/2001 e, soprattutto, dalla Carta Costituzionale all'articolo 111) visto l'effetto che tutto può avere sul funzionamento degli organi di giustizia.

Il presupposto dell'abuso degli strumenti processuali ha già portato a numero pronunce di inammissibilità o improponibilità delle domande con ad oggetto una frazione dell'unico credito (Cass. Civ. 28286/2011 in materia di risarcimento del danno alla persona a seguito di sinistro stradale) e, infine la Corte di Cassazione non esclude una responsabilità disciplinare per l'avvocato che, in spregio all'articolo 49 del codice deontologico forense - omette di accorpare le posizioni in contestazione tra loro.

Vi è da chiarire, tuttavia, che la parcellizzazione del credito in fase giudiziale non porta ad un abuso del processo ex sé poiché non è illegittimo lo strumento della citazione in giudizio, quanto la modalità della sua utilizzazione.

E' frequente, infatti, che la fittizia proliferazione di cause introdotte in modo autonomo possa essere superata attraverso altri strumenti processuali del tutto legittimi come la riunione delle cause ovvero la liquidazione delle spese di lite da riguardarsi come se il procedimento fosse stato unico fin dall'origine.

La Corte, quindi, pur riconoscendo nel caso concreto la infondatezza della domanda perchè plurimi erano i contratti da adempiere da parte di Alfa s.p.a., afferma e ribadisce la configurabilità della parcellizzazione del credito in fase giudiziale come abuso del processo sanzionabile con la improponibilità o inammissibilità della domanda attore ab origine.



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