Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-01-26

PARTECIPATE: LA REVOCA DI UN AMMINISTRATORE COMPETE AL GIUDICE ORDINARIO – Tar Calabria 4/15 – Alceste SANTUARI

Una provincia revoca l"amministratore di una società partecipata

Differenza tra società che svolgono attività di impresa e quelle che svolgono attività amministrativa

Il Tar Calabria ha statuito che la competenza a dirimere la controversia tra revocato ed ente locale spetti al giudice ordinario e non a quello amministrativo (e quindi al diritto societario)

Un ente locale rimuove il vertice di una propria società interamente controllata e partecipata.

L"amministratore si rivolge ai giudici amministrativi calabresi che, con sentenza n. 4 del 15 gennaio 2015, stabiliscono che competente a decidere in ordine alla controversia è il giudice ordinario e non quello amministrativo.


Si analizzano di seguito le ragioni che sottendono alla motivazione del Tar Calabria, Reggio Calabria.

I giudici amministrativi si sono chiesti, in via preliminare, se il decreto di rimozione impugnato si atteggiasse "quale atto amministrativo autoritativo" o se invece lo stesso decreto fosse "sostanzialmente un atto assunto dal Presidente della Provincia, nell"esercizio, magari anche illegittimo, di un potere privato inerente lo statuto civilistico societario".

Dall"analisi dello statuto, il Tar ha fatto discendere il carattere privato della società in parola, che svolge attività di impresa, ancorché interamente controllata e partecipata dall"ente locale.

Conseguentemente, i giudici amministrativi hanno ritenuto che la società dovesse essere qualificata alla stregua di una "società esercente attività di impresa seppur di rilievo pubblicistico e la coerente applicazione del regime privatistico agli istituti della nomina e della revoca degli amministratori, istituti i quali devono soggiacere alle prescrizioni e alle regole organizzative[…] derivanti dall"applicazione delle regole di diritto privato".

In quest"ottica, il Tar ha disconosciuto in capo al presidente della provincia un autonomo potere pubblicistico di revoca (o di "cessazione dalle funzioni") e ha riconosciuto in capo all"amministratore revocato un diritto soggettivo dinanzi all"esercizio di una revoca (privatistica) da esercitarsi nelle forme e nei presupposti di legge (rectius: davanti al giudice ordinario).

Infine, il Collegio evidenzia che non è possibile nel caso di specie invocare l"art. 21 septies della l. n. 241/90, in quanto esso non è in grado di "catturare"[…] i casi in cui il potere difetti assolutamente e cioè laddove manchi del tutto una norma che intesti un determinato potere ad una pubblica amministrazione". Da ciò deriverebbe secondo i giudici amministrativi calabresi "più che la nullità dell"atto", "l"inesistenza dello stesso, come atto autoritativo, con conseguente devoluzione al G.O. della eventuale controversia che possa nascere quando questo, per così dire, simulacro di atto amministrativo intersechi posizioni di diritto soggettivo".

Ancora una volta, la natura giuridica delle società partecipate "oscilla" tra partecipazione/proprietà pubbliche, che attribuisce alle stesse un rilievo appunto pubblicistico, in specie per quanto attiene agli scopi da realizzare e attività di natura privatistica, che le rende soggette al diritto societario, anche per quanto attiene alle modalità statutarie riguardanti la revoca degli organi apicali.



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