Changing Society, Intersezioni -  Cendon Paolo - 2014-11-02

PASOLINI, UN RICORDO – Paolo CENDON

- Pierpaolo Pasolini

- Anniversario della morte, oggi

. Ricordo di una conferenza a Pavia

Quando Pasolini è morto abitavo a Venezia.

Venne un amico a casa mia, mi disse quel pomeriggio (2 novembre 1975) che l"avevano ucciso, non potevo crederci.

Mi venne subito in mente la volta che l"avevo conosciuto, direi tredici anni prima, o giù di lì, a Pavia,  che è la città in cui studiavo. Ero amico di una ragazza (Anna Lagomarzini) che faceva lettere, era allieva di Lanfranco Caretti, stava facendo una tesi su Calvino, mi pare soprattutto sul cavaliere inesistente.

Caretti organizzava incontri periodici con i grandi scrittori italiani emergenti o consolidati, fu così che potei ascoltare dal vivo scrittori che amavo molto, tipo appunto Calvino o Bassani. Nessuno dei due dal vivo facevano per la verità una grande impressione.

Arrivò la giornata in cui doveva venire Pasolini.

Allora non era già famosissimo per i suoi film, i libri sì, varie altre cose, fatto sta che la sera della conferenza c"era già una gran folla. Emozione, curiosità, calore, serpeggiamento.

Arrivò in ritardo, questo solo ricordo, quando cominciò a parlare. Il timbro della sua voce, il modo assolutamente selvaggio, libero, quotidianeggiante in cui si esprimeva. L"accoppiata di questa elementi  faceva un grande effetto.

La voce era infantile, come di un adolescente, dolce e ispida insieme, come un"albicocca strofinata su una raspa.

L"effetto sulla spine dorsali di tutti i presenti, moltissimi studenti, era pazzesco. Era anche una voce sottile, leggera, vulnerabile, ma siccome nessuno respirava in aula  si riusciva a sentire. Era qualcosa di lontano e di magico, un suono amichevole, di qualcuno che era solo, che veniva da un paese in cui  stava solo lui, ti entrava nella gola dolcemente, tiepida, addolorata, assetata, ti consolava, ti accendeva.

Andava dritto al sodo, se ne infischiava di tutto, cantava qualcosa di vagabondo e di sincero, raccontava di un mondo in cui le cose erano diverse,  ti  apriva gli occhi e ti prendeva con sé, impossibile resistere.



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