Legislazione e Giurisprudenza, Interdizione, inabilitazione -  Mazzotta Valeria - 2014-04-08

PATRIMONIO DIFFICILE DA GESTIRE: NO ALL'ADS, SI ALL'INABILITAZIONE - CASS. 7999/2014 - V. MAZZOTTA

Discutibile la decisione della Cassazione, che, con la sentenza n. 7999 depositata il 4 aprile, esclude la nomina di amministratore di sostegno per un soggetto particolarmente facoltoso e affetto da psicosi paranoidea, peraltro in stato di miglioramento grazie a una terapia farmacologica.

Gli Ermellini ritengono maggiormente consono a tutelare gli interessi del soggetto l"istituto dell"inabilitazione. Ciò che colpisce è la motivazione con cui si giunge a tale decisione: allorchè si tratti di adottare una misura a protezione della persona, ritiene la Corte che occorra valutare non solo le condizioni psico-fisiche o il grado di infermità, bensì le esigenze del soggetto bisognoso, sacrificandone nella minore misura possibile la capacità di agire. Evidenzia inoltre la particolare duttilità e flessibilità dell"amministrazione di sostegno, quale strumento idoneo ad adattarsi alle esigenze concrete della persona da proteggere: il suo ambito di applicazione si distingue dall'interdizione e dall'inabilitazione non già per il grado (diverso e meno intenso) di infermità o impossibilità di attendere agli interessi del soggetto, ma per la maggiore idoneità dello strumento a venire incontro alle esigenze della persona bisognosa, sacrificandone nella minore misura possibile la capacità di agire. E" il Giudice, precisa la Corte, a valutare la conformità di tale misura alle esigenze del soggetto, "tenuto conto essenzialmente del tipo di attività che deve essere compiuta per conto del beneficiario e considerate anche la gravità e la durata della malattia, ovvero la natura e la durata dell'impedimento, nonché tutte le altre circostanze caratterizzanti la fattispecie".

Fin qua tutto bene. Salvo concludere che, nel caso di specie,  più tutelante per il disabile è l"istituto dell"inabilitazione.

Ma qual era il caso all"esame della Corte ? Nulla di complicato e di straordinario: il soggetto da tutelare, affetto da parziale incapacità di intendere e di volere, era titolare di un consistente patrimonio mobiliare e immobiliare, di gestione particolarmente complessa, pervenuto in via ereditaria. Ci si chiede dunque: perché un curatore, e quindi l"inabilitazione, sarebbero più idonee a tutelare il soggetto debole, anziché un amministratore di sostegno, magari scelto nel novero dei professionisti esterni alla famiglia, ma di fiducia del Giudice Tutelare ?



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