Legislazione e Giurisprudenza, Professionista -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-09-01

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO E FAMILIARE CONVIVENTE - Cass. Pen. 33428/14 - F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una recente sentenza della Corte di Cassazione (sez. IV Penale, sentenza 7 marzo – 29 luglio 2014, n. 33428) relativa al tema dell"ammissione al patrocinio a spese dello Stato e la differenza tra familiare convivente e familiare a carico.

Il fatto, in breve: il ricorrente propone ricorso per Cassazione avverso il decreto del Tribunale di Padova il quale, su istanza dell'Agenzia delle entrate, ha revocato il provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato pronunciato a suo favore, essendo stato ritenuto che, dalla documentazione prodotta dalla p.a. coinvolta, emerge che l'odierno ricorrente nell'anno 2010 era familiare a carico dei genitori con un reddito complessivo superiore a quello compatibile con il beneficio di cui trattasi.

Il ricorso si fonda sul fatto che Tizio asserisce di essere anagraficamente residente sin dalla 2006 in luogo diverso da quello in cui risiede la famiglia di origine e che è unico componente del proprio nucleo familiare.

Pertanto, essendo egli unico componente del proprio nucleo familiare nell'anno di riferimento, sia dal punto di vista fiscale che da quello anagrafico, ed avendo provveduto autonomamente al proprio mantenimento grazie al redditi occasionali percepiti e dichiarati nell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, chiede l'annullamento del provvedimento impugnato.

Per i giudici di Piazza Cavour, il ricorso è fondato.

Queste le motivazioni: l'articolo 76, comma 2 d.p.r. 115/2002 dispone che il reddito computabile ai fini della ammissione al beneficio in parola è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante, sul presupposto che l'interessato conviva con il coniuge o con altri familiari.

Nel caso di specie il provvedimento impugnato, dando seguito alla prospettiva indicata dall'Agenzia delle entrate con l'istanza di revoca, ha fatto perno sulla natura di familiare fiscalmente a carico non convivente; si tratta tuttavia di uno status non coincidente con quello (familiare convivente) che assume rilievo per l'ammissione e il mantenimento del beneficio in questione. Infatti, la disciplina del patrocinio a spese dello Stato, nel prendere in esame il familiare non convivente fiscalmente a carico, mira a dare rilevanza all'incidenza del peso determinato dal familiare, ancorché non convivente, sul contribuente dichiarante. La valutazione di favore nei confronti di quest'ultimo è manifestata dalla possibilità di godere delle detrazioni per i familiari e per le spese sostenute per questi; tali benefici trovano limite nella previsione di una determinata soglia reddituale del familiare non convivente, oltre la quale il medesimo non può essere considerato a carico. L'essere fiscalmente a carico non significa quindi essere soggetti privi di proprio reddito; al contrario, l'esistenza di quel tetto reddituale denuncia che il soggetto fiscalmente a carico non convivente ben può essere titolare di un reddito proprio.

Tanto rammentato, risulta ribadito che la "nozione rilevante ai fini dell'ammissione e della conservazione del beneficio in argomento non è quella di familiare a carico bensì quella di familiare convivente."

P.Q.M.annulla senza rinvio l'impugnato provvedimento e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Padova per l'ulteriore corso.



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