Legislazione e Giurisprudenza, Animali -  Gasparre Annalisa - 2015-05-05

PECORA CON ZAMPE LEGATE NEL PORTABAGAGLI DELL'AUTO: E' REATO - Cass. pen. 20871/12 - A.G.

Trasporta una pecora con le zampe legate all'interno del portabagagli di un'auto, in condizioni incompatibili con la natura dell'animale e produttrici di gravi sofferenze. Il Tribunale di Roma lo condanna alla pena di un'ammenda.

L'imputato ricorre in Cassazione per censurare la asserita mancanza di prova in ordine alla sofferenza patita dall'animale. In proposito la Corte ha ritenuto che la sentenza di merito avesse dato conto della sofferenza desunta dalla gravità del fatto concreto.

Il reato, avente natura contravvenzionale, però è dichiarato estinto.

Cass. pen. Sez. III, Sent., (ud. 15-02-2012) 30-05-2012, n. 20871 - Pres. Mannino - Rel. Andronio

sentenza

sul ricorso proposto da:

1) Z.V. N. IL (OMISSIS);

avverso la sentenza n. 11834/2010 TRIBUNALE di ROMA, del 02/11/2010;

visti gli atti, la sentenza e il ricorso;

udita in PUBBLICA UDIENZA del 15/02/2012 la relazione fatta dal Consigliere Dott. ALESSANDRO MARIA ANDRONIO;

Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. IZZO Gioacchino, che ha concluso per l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, per prescrizione.

Svolgimento del processo

1. - Con sentenza del 2 novembre 2010, il Tribunale di Roma ha condannato l'imputato alla pena dell'ammenda in relazione al reato di cui all'art. 727 c.p., comma 2, per avere trasportato una pecora con le zampe legate all'interno del portabagagli di un'auto, in condizioni incompatibili con la natura dell'animale e produttrici di gravi sofferenze.

2 - Avverso la sentenza l'imputato ha proposto, tramite il difensore, impugnazione qualificata come appello, con la quale contesta: a) la carenza e manifesta illogicità della motivazione quanto alla mancanza di prova della sofferenza dell'animale conseguente alla detenzione in condizioni incompatibili con la sua natura; b) la carenza e contraddittorietà della motivazione, quanto alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, perché il Tribunale non avrebbe tenuto conto dell'incensuratezza e delle condizioni disagiate di vita dell'imputato, il quale vive presso un campo nomadi.

Motivi della decisione

3. - La sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio, perché il reato è estinto per prescrizione.

L'impugnazione proposta - che deve essere riqualificata come ricorso per cassazione, perché diretta avverso una sentenza di condanna alla pena della sola ammenda, inappellabile, ai sensi dell'art. 593 c.p.p, comma 3, - è infondata.

Il Tribunale ha fornito, circa la sussistenza della responsabilità penale dell'imputato e circa la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, una motivazione che, seppure molto sintetica, deve essere ritenuta sufficiente. Ha, infatti, desunto la grave sofferenza dell'animale da quanto riferito dagli agenti della polizia di Stato che hanno proceduto all'accertamento del reato e ha escluso l'applicabilità delle circostanze attenuanti generiche, tenuto conto della gravità del fatto concreto, come precedentemente ricostruito.

Nondimeno, deve rilevarsi che il reato, commesso il (OMISSIS), risulta prescritto alla data del 13 settembre 2011, trattandosi di fattispecie contravvenzionale per la quale è previsto, ai sensi del combinato disposto dell'art. 157 c.p., comma 1, artt. 160 e 161 c.p., un termine massimo complessivo di 5 anni e non essendo intervenute sospensioni del corso della prescrizione.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perchè il reato è estinto per prescrizione.



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