Articoli, saggi, Procedura penale -  Giovanni Sollazzo - 2016-09-18

Pena detentiva: la soluzione per il numero crescente di violenze sessuali - Carol Comand

Un periodo detentivo più lungo potrebbe rappresentare una soluzione.

Appresa da un periodico on-line, la notizia relativa ad una recente ricerca, desta qualche perplessità.

Senza alcuna intenzione di travisamento, - l'articolo risulta scritto con certa cognizione di causa - ci si permette di riportare, un breve passaggio:

"Tremila in carcere per violenze sessuali e abusi sui minori: "ma le pene sono troppo blande". Nei primi sei mesi del 2016 sono stati oltre 600 gli stupratori e i pedofili arrestati e portati in cella, 3400 il loro numero totale. Ma secondo alcuni ricercatori il problema è la durata troppo breve del periodo detentivo."

Si evidenzia, inoltre, che "l'alta percentuale dei nuovi ingressi rispetto al totale dei "sex offender" in carcere conferma un dato: la carcerazione per questi reati, mediamente è breve."

Non si trascura di considerare la stessa discrezionalità giudiziaria.

Senza porre in discussione la competenza di chi scrive, ci si permette di rilevare che il mero inasprimento delle pene difficilmente potrà sortire gli auspicati effetti dal momento che paiono potersi ottenere risultati più fecondi, innanzitutto sul piano rieducativo, da un'analisi concreta della situazione, la sola in grado di fornire la "misura della rilevanza e del disvalore sociale del comportamento esaminato".



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