Changing Society, Opinioni, ricerche -  Sisto Patrizio - 2015-05-04

PER UNA FENOMENOLOGIA DELLA TRUFFA: IL RAGGIRO IN AZIONE (TERZA PARTE) – Patrizio SISTO

Per comprendere davvero quali siano le possibilità di attuazione multiformi dei dispositivi che costituiscono le truffe non c"è di meglio che passare in rassegna un elenco breve ma significativo di modi tipici del raggiro, che può ben trasmettere l"idea di alcuni meccanismi fondamentali all"opera in quell"atto, al contempo ingegnoso e cinico, che consiste nel carpire la buona fede altrui per sfruttarla a proprio vantaggio.

Consideriamo a titolo esemplificativo alcuni tra i più frequenti ed eclatanti di questi meccanismi, il cui numero può essere limitato solo dal mix di fantasia, ingegnosità e spregiudicatezza dei truffatori stessi.

La misdirection

E" una delle strategie principi utilizzate dagli esperti illusionisti e caratterizza in modo trasversale un po" tutte le forme di truffa, a volte bastando a compiere il raggiro già di per sé, altre volte rafforzando gli altri meccanismi messi in gioco o predisponendo il terreno più favorevole perché questi funzionino a dovere. In sostanza consiste nello sviare l"attenzione, sul piano percettivo o mentale, dal punto cruciale sul quale avverrà la sottrazione di denaro o l"offesa alla vittima, per direzionarla su aspetti secondari dell"interazione, lasciando così il campo libero per il libero svolgersi della manovra manipolatoria, fuori dal controllo della vittima stessa. Il più evidente di questi modi consiste nell"attrarre lo sguardo della vittima in una determinata direzione, agendo poi indisturbati fuori dal campo visivo che è stato così deliberatamente delimitato.

Il cavallo di Troia

Ovvero il regalo avvelenato. Si tratta di un meccanismo che nella sua estrema semplicità fa leva sul potere del dono combinato con quello della sorpresa. ll potere del dono affonda le sue radici nel vincolo di reciprocità alla base del legame sociale, ben indagato per esempio da un padre dell"antropologia come Marcel Mauss, mentre la sorpresa rimanda a una delle reazioni istintuali di base che caratterizzano il nostro corredo reattivo agli stimoli sul piano filogenetico. La loro combinazione può avere un effetto dirompente e si esplica in una quantità di forme, come per esempio nel dare alla potenziale vittima la notizia che è stata fatta una inaspettata elargizione di una somma di denaro ingente da parte di un suo lontano parente, il classico zio d"America. Al destinatario della notizia, colto da eccitazione, viene poi subito chiesto un impegno in termini di denaro, presentato come necessario per ottenere il regalo promesso. Ma naturalmente questo si dissolverà ancora prima di materializzarsi, insieme a colui che lo aveva annunciato, dopo aver intascato il pedaggio richiesto.

Il piede nella porta

Corrisponde al processo per cui, come il ragno nella sua tela, il truffatore inizia a coinvolgere la vittima in modo inavvertibile, rivolgendole una piccola richiesta non impegnativa, in cui non si coglie nulla di nocivo né alcuna conseguenza non voluta, per poi però alzare la posta in gioco quando è troppo tardi perché la vittima stessa si possa accorgere di non riuscire più a tirarsi indietro. Viene sfruttata così la forte tendenza alla ricerca di coerenza che tutti abbiamo di fronte a noi stessi e all"immagine sociale che trasmettiamo agli altri, sicché il fatto di aver attuato un determinato comportamento ci induce a dargli seguito in modo da non smentirci. Tale meccanismo è ben illustrato dalla richiesta di porre la firma su una generica petizione motivata da scopi civici, a cui si farà seguire la richiesta di un impegno più specifico collegato a quel primo gesto di adesione, che potrà però avere questa volta implicazioni più specifiche e commerciali.

L"abito che fa il monaco

L"influenza del modo di presentarsi, nell"abbigliamento, nell"eloquio, nei gesti e movenze è determinante in molti casi di truffe. Serve infatti, sfruttando gli stereotipi sociali dell"attribuzione di ruolo, a rassicurare la potenziale vittima, facendole abbassare il livello di vigilanza e inducendola così a fidarsi. Può comprendere l"uomo in completo doppiopetto e cravatta, l"elegante signora ingioiellata, l"ufficiale in divisa delle forze dell"ordine, che evocano su un piano simbolico di volta in volta la persona affidabile, la persona ricca e facoltosa che non ha alcun bisogno di rubare o la figura di un"autorità protettiva, pronta a intervenire in aiuto, garante di sicurezza. In ogni caso l"effetto prodotto è quello di smantellare la naturale diffidenza di fronte a un estraneo che fa una richiesta insolita o varca i confini della nostra privacy, chiedendo informazioni personali ed entrando nello spazio più intimo della vittima.

Il richiamo della famiglia

Fare riferimento a un parente stretto in difficoltà -tipicamente il figlio o nipote di una donna anziana prescelta come potenziale vittima- è uno stratagemma che muove gli affetti più intimi attivando un istinto primordiale e una tendenza alla protezione che mettono in gioco la componente materna degli affetti. Si fa appello così a una potenza istintuale unilaterale che pone in secondo piano le valutazioni più razionali o la percezione più chiara dei segnali di minaccia che potrebbero evocare sospetti o perplessità per il carattere insolito delle richieste avanzate dal truffatore.

L"effetto nebbia

Rappresenta una delle tecniche più sofisticate, insieme alla mise en abime che comporta un avvolgimento del discorso su se stesso distanziante rispetto alla effettiva situazione in cui l"interazione avviene. Entrambe sono tecniche prese a prestito dal patrimonio di strumenti di cui si avvalgono le strategie di induzione ipnotica, capaci di creare un accentuato disorientamento spazio-temporale nel soggetto a cui si rivolgono.

Per effetto nebbia o inondazione intendiamo il processo di assunzione della vittima come bersaglio di un vero e proprio sovraccarico di input sensoriali, attraverso l"intensa sollecitazione contemporanea ed eventualmente anche la gratificazione, di più canali percettivi, come udito, vista, tatto, talora anche olfatto o gusto. Si pensi a un uomo avvolto da profumi sensuali o esotici, in un ambiente dai colori molto vivaci, in presenza di una ragazza avvenente e seduttiva dall"eloquio disinvolto e ammiccante, al quale magari venga offerto un drink. Una situazione ideale per favorire un possibile abbassamento della abituale lucidità e presenza a se stessi che caratterizzerebbero in altri contesti la stessa persona.

Il buon samaritano

Essere avvicinati da qualcuno che appare offrirci il suo aiuto disinteressato mentre ci troviamo in una situazione di difficoltà, in uno stato emozionale di paura, di disagio fisico o anche di imbarazzo, tende a renderci aperti e grati verso chi ci soccorre, collocandoci immediatamente, a un livello emozionale profondo, nella posizione del bambino vulnerabile e impotente che ricerca l"aiuto di una figura protettiva e la accoglie come un"ancora di salvezza. Ecco allora la situazione classica, in un esempio elementare, del truffatore che non visto macchia l"abito della vittima prescelta per poi offrirsi con solerzia di aiutarlo a pulirsi, approfittando del contatto fisico così creato per ripulire la vittima, più che propriamente pulirla.

Il gatto e la volpe

Quando la truffa è messa in atto da due complici si sfrutta la tendenza alla ricerca di una conferma sociale in situazioni di incertezza e ambiguità. Situazione tipica è quella in cui si fa una richiesta di informazioni o si segnala un problema e quando la potenziale vittima inizia a cercare di decodificare una situazione per lei insolita o comunque da decodificare, subentra il complice, apparentemente slegato dal primo personaggio, che rinforza la richiesta fatta da questi, confermando la cornice interpretativa che il primo truffatore ha imposto alla situazione. Immaginiamo per esempio un complice che fingendo di transitare per caso dove il primo truffatore a piedi sta chiedendo informazioni stradali a un"anziana che ha appena ritirato la pensione, si mostra informato e solerte nell"offrire un passaggio in auto ai due per condurli nel luogo in questione.

Uno su mille, ovvero la lusinga dell"unicità

Rivolgersi a chiunque esaltando la sua unicità come essere umano originale e irripetibile utilizza abilmente come un grimaldello per accedere alla fiducia della vittima la spinta a distinguersi presente in molti nella nostra società uniformizzante, e diventa particolarmente evidente al cospetto di un soggetto narcisista. Ecco che allora è relativamente facile creare un clima di simpatia e complicità ponendo la vittima su un piedistallo, permettendole di sentirsi riconosciuta come persona speciale, al di fuori della massa anonima. Si pensi a un"adulazione che può far leva su tratti fisici, caratteriali o morali della potenziale vittima,in tal modo indotta a ben disporsi e a colludere con le richieste che successivamente le saranno rivolte.

Un ipotetico decalogo di controstrategie adottabili per far fronte efficacemente alle mosse truffaldine di vario tipo come quelle elencate dovrebbe ricordare innanzitutto che nessuno è sempre e comunque al riparo da questi rischi, ma può anche fornire una serie di preziosi consigli che riducono in modo considerevole la vulnerabilità delle potenziali vittime.

Sinteticamente occorre ricordare innanzitutto la regola aurea, che di fronte a un possibile truffatore è fondamentale per la potenziale vittima rimanere in contatto con se stessa a livello emozionale e viscerale, concedendosi tempo, anche di fronte alle richieste pressanti di un interlocutore assillante e apparentemente in situazione emergenziale, e facendo così attenzione ai segnali corporei propri e altrui, in cui si incarnano le nostre espressioni emotive e istintuali più ancestrali, che ci fanno da guida affidabile se correttamente ascoltate.

In secondo luogo rappresenta uno strumento di difesa decisivo la decisione, che va assunta a priori, di mantenere il controllo delle situazioni in cui ci si trova coinvolti, scegliendo come e quando assumere determinati comportamenti e dare una certa risposta a una sollecitazione o richiesta che ci viene fatta.

Utile è poi tenere in mente il vecchio adagio cui prodest, per discriminare la reale finalità di proposte apparentemente gratuite di aiuto, donazione o benefici evocati.

Last but not least, ogniqualvolta sia possibile, occorre coinvolgere una figura terza, amica o perlomeno neutrale, che introduca un termine di riferimento esterno adatto a rompere la cornice persuasiva e manipolatoria totalizzante costruita dal truffatore attorno alla sua vittima.

Attenzione e presenza mentale, apertura ma anche disposizione critica, con un atteggiamento al contempo spontaneo e riflessivo. Insomma, requisiti soggettivi che non sono affatto ovvii e che meriterebbero di essere adeguatamente coltivati anche al di là dell"obiettivo circoscritto di diventare più attrezzati di fronte a eventuali truffe. E si potrebbe aggiungere che forse questa condizione di vigilante apertura è una raccomandazione che ha una storia antica, già ben descritta dal saggio passo evangelico che invita a essere semplici come colombe ma anche prudenti come serpenti...



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati