Legislazione e Giurisprudenza, Pubblico impiego -  Giovanni Sollazzo - 2015-01-24

PERICOLOSITA' SOCIALE: IL GIUDIZIO DELL'AUTORITA' - C.d.S., Sez. I, Parere n. 163/15 - Carol COMAND

Misure di prevenzione, avviso orale

Asserita carenza dei presupposti per l'applicazione della misura

Sufficienza, ai fini della prognosi di pericolosità sociale, di condotta gravemente lesiva tenuta da soggetto armato unitamente ad altri riscontri

L'art. 1 del d.lgs 6 settembre 2011, n. 159 individua fra i soggetti destinatari delle misure di prevenzione applicabili dal questore coloro che, per il loro comportamento, debbano ritenersi dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica.

Nel parere che si segnala, rilasciato dal Consiglio di Stato a seguito di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da soggetto nei cui confronti era stato emesso un provvedimento di avviso orale, sono considerati, quali presupposti per l'applicazione della misura, il comportamento gravemente lesivo tenuto da soggetto armato, l'accertamento che il suo comportamento suscitasse timore nei suoi concittadini ed il fatto che fosse stato più volte controllato in compagnia di persone pregiudicate.

Nella relazione dell'amministrazione competente si riporta, in particolare, che il soggetto interessato, già noto all'autorità giudiziaria, fosse da ultimo stato denunciato con l'accusa di tentato omicidio.

Considerate le caratteristiche della misura adottata che, si precisa, viene posta in essere in presenza di situazioni comportamentali che differiscono dalle regole del vivere civile e non rispettose dei principi del comune sentire, si ritiene, sulla base di quanto emerso, che la serie notevole ed estesa nel tempo dei comportamenti particolarmente gravi tenuti dal ricorrente abbiano confermato la non inattendibilità del giudizio effettuato dalla Questura. (c.c.)

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 17 dicembre 2014                     (omissis)

OGGETTO:

Ministero dell"interno.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor (omissis), nato a (omissis) e residente a (omissis), per l"annullamento del provvedimento di avviso orale emesso a suo carico dal prefetto di Roma.

LA SEZIONE

Vista la relazione (omissis), con la quale il ministero dell"interno, dipartimento della pubblica sicurezza, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sul ricorso;

visto il ricorso, spedito alla presidenza della Repubblica il 27 marzo 2014;

esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Rocco Antonio Cangelosi.

Premesso:

Riferisce l"Amministrazione che il 25 luglio 2013 il questore di Roma, con avviso orale, disposto ai sensi degli articoli 1 e 3 del decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159, ha invitato il signor (omissis) a tenere una condotta conforme alla legge, avendolo ritenuto soggetto pericoloso per la sicurezza pubblica.

Il provvedimento in questione era stato adottato in quanto il signor (omissis) risultava indagato per tentato omicidio doloso, e inoltre annoverava precedenti di polizia per guida sotto l"influenza dell"alcol e per lesioni personali. Nei suoi confronti era stati poi acquisiti elementi di fatto tali da farlo ritenere dedito alla commissione di reati che mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica.

Il signor (omissis) ha impugnato l"ordinanza del questore con ricorso gerarchico al prefetto, il quale, con decreto dell"11 febbraio 2014, notificatogli l"11 marzo 2014, lo ha respinto.

Il signor (omissis) ha quindi presentato il ricorso straordinario in esame.

Il ricorrente contesta il giudizio di pericolosità emesso contro di lui, perché basato su un"erronea valutazione dei fatti e dei presupposti, e sostenendo in particolare che:

- a suo carico risultano soltanto due pendenze e non tre, come indicato dalla questura di Roma, in quanto non sarebbe ascrivibile alla sua persona la denuncia del 27 febbraio 2010 per lesioni personali;

- riguardo alle due pendenze effettivamente esistenti, la prima riguarda un fatto di lievissima entità, una guida in stato di ebrezza, avvenuto circa sette anni fa ed ancora in corso di giudizio, mentre la seconda, riferita alla denuncia in stato di libertà del 20 settembre 2012, per tentato omicidio, scaturisce da una situazione di concreto ed attuale pericolo di una offesa ingiusta, posta in essere da un pregiudicato, che suscitava una reazione da parte del ricorrente.

L"Amministrazione nella relazione afferma che la prognosi di pericolosità sociale trovava puntuale riscontro nell"attività d"accertamento posta in essere dalla Sezione misure di prevenzione della divisione anticrimine della questura di Roma, che evidenziava come, nel settembre del 2012, l"interessato fosse stato denunciato in stato di libertà dalla stazione dei carabinieri (omissis) per tentato omicidio. Nella circostanza il (omissis), armato di coltello, ingaggiava una lite con un altro giovane, attingendolo al corpo con più fendenti e riducendolo in condizioni di estrema gravità. Dagli accertamenti esperiti veniva rilevato inoltre come egli, con il suo comportamento, suscitasse timore nei concittadini e fosse stato, infine, più volte controllato in compagnia di persone pregiudicate.

Le riferite violazioni delle norme di legge – ed a prescindere dalle valutazioni e dalle iniziative adottate dall"autorità giudiziaria – deriva un fondato giudizio di pericolosità sociale, che l"autorità di pubblica sicurezza deve cercare di contrastare. con gli strumenti posti a disposizione dalla vigente normativa, nell"interesse della collettività.

Considerato:

L"avviso orale è un ammonimento che viene impartito a una persona quando si determinano alcune situazioni che lasciano intravvedere la possibilità che essa, se non messa appunto sull"avviso circa il suo comportamento, possa porre in essere comportamenti ancora più gravi.

Tale provvedimento, che di per se stesso non produce immediatamente alcun effetto negativo, è quindi posto in essere quando vi siano situazioni di comportamento che differiscono dalle regole del vivere civile e del rispetto dei princìpi del comune sentire. Né il provvedimento, per la sua funzione tipicamente cautelare e preventiva, dev"essere necessariamente preceduto dalla comunicazione di avviso di avvio del procedimento, né l"Amministrazione è tenuta all"audizione preventiva del destinatario.

Nella specie il ricorrente ha posto in essere una serie notevole ed estesa nel tempo di comportamenti di particolare gravità, che hanno confermato il giudizio di pericolosità a suo carico. Il provvedimento appare, dunque, alla luce dei fatti riportati, fondato su una valutazione non inattendibile. Conseguentemente il ricorso è infondato e va respinto.

P.Q.M.

esprime il parere che il ricorso debba essere respinto.

Pronuncia tratta dal sito ufficiale della giustizia amministrativa.



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