Fragilità, Storie, Diritti, Generalità, varie -  Cendon Paolo - 2015-07-03

PICCOLA GALLERIA DI SFIGATI – Paolo CENDON

Il parsimonioso no-global - Le tipologie della meschinità, agli effetti narrativi, possono essere più d"una.

C"è il quasi romanziere, ancor giovane, che non ha pubblicato finora cose serie: parla sempre di purezza letteraria, non ha dubbi circa il proprio talento, legge Engels in originale, teorizza che d"inverno non bisogna mettere il paltò ("Coprirsi fa male"); bolla gli autori del suo paese come provinciali (con l"aria di elogiarli), vede seriamente un Nobel nel suo futuro, chiede di continuo micro-prestiti. C"è il proboviro della Cooperativa di solidarietà ex OPP: arancione, concentrato sul suo respiro (sul punto in cui gli entra ed esce dalla bocca), parla esclusivamente del Nepal, canta i meriti della lentezza, anzi dell"assenza di gesti: vegetariano, si fa il pane in casa, vive con la pensione della nonna ("Cara vecchietta"), compiange chi è diverso da lui, non smette mai di sorridere.

C"è il precario che naviga perennemente ai bordi dei Consigli di facoltà, sperando in una riconferma: inseparabile da Skype, fedele al suo preside, vive nel ricordo di un premio di poesia, vinto a tredici anni; si esprime a voce bassa, colleziona samizdat, teorizza che al mondo c"è solo opportunismo (ecco perché è in difficoltà lui), fa valere il "beneficio secondario della povertà", così dice sorridendo, per non pagare la sua quota in trattoria (si batte sulla tasca, allora, allargando le braccia,: "Sapete già, a buon rendere!").

C"è il responsabile del Centro Anarchico Regionale: vieux garçon, finanziamenti sospetti, codino brizzolato, dominatore di assemblee, in Tv locale un giorno sì e un giorno no; immancabile alle teste dei cortei, abile a negoziare col vice-questore, beve le aranciate del servizio d"ordine; rievoca spesso i tempi in cui faceva la questua ("Due soldini basteranno, signora: stiamo andando al concerto, anche lei avrà figli come noi!"), trova sempre ragazze che lo invitano a cena.

C"è il dietrologo dell"America latina: buongustaio, baffi alla Groucho Marx, conosce il pedigree di ogni generale che conti (in Brasile, in Argentina, in Perù), gestisce la bibliotechina del Che Guevara locale: pensa che ogni cosa gli sia dovuta, fa mettere in conto tutto al Circolo: scompare occasionalmente non si sa dove, risponde a chiunque col mento alto, sdegnosamente. C"è la versione lefty di Totò salvato da Gino Cervi ( il "parassita lamentoso", messo lì dal volontariato, profugo dell"est): la riconoscenza non è il suo forte, ripete che non ha chiesto lui di  sopravvivere, vive a sbafo del suo dominus: vorrebbe far venire anche i parenti (sette) dai balcani, elenca spesso i suoi "diritti", cita volentieri Franz Fanon, parla male dell"Europa, minaccia di buttarsi in mare se non si farà come vuole.

Modalità - Denominatore comune, l"oculatezza nel gestire i soldi - insieme all"abilità nel teorizzarla o nel mascherarla, a seconda dei casi. Se regala un giocattolo, è sempre di quelli in legno di una volta, che si trovano ai banchetti; sette euro, cerca se può di farsi togliere qualcosa ("Sconto architetti"), magnifica poi il dono col figlio, ci traffica lui tutto il giorno, spiegando perché è tanto meglio degli eroi sferraglianti della Marvel; qualche volta lo rompe, non sempre lo sa accomodare, trova comunque il modo di ridarlo indietro, recuperando i soldi. Se va a funghi in montagna (col permesso di raccolta di un amico, sa come aggiustarsi), trascina sempre con sé la moglie: nelle soste le insegna a mangiare - a parte l"uovo sodo portato da casa – piccoli cardi del prato, escrescenze buone crude ("Poi sputi"), nocciole selvatiche, certe bacche rosse della sua infanzia ("So quali sono quelle buone"), il trifoglio del bosco ("Mastica bene!"). Se entra al caffè storico del corso, col suo bloc-notes, sceglie un tavolo nel retro, si guarda intorno per vedere chi lo nota: osserva commiseratorio quelli dell"happy hour (spazzola però le ciotoline a portata di mano), per sé ordina un ristretto con molto latte, fa segnare in conto, dice che ricorderà tutti nel libro. Se compra una mozzarella per cena - una sola per l"intera famiglia - schiude a tavola l"involucro con maestria, religiosamente; spiega perché ha scelto quella marca, blocca con lo sguardo i bambini ingolositi ("Aspettate!"), disserta sulla goccia bianca che si forma al centro della sfera lattea, dopo che l"ha aperta con la forchetta: richiama tutti - per mezzo minuto - a gustare il profumo, a ingoiare lentamente ciascuno il suo spicchio. Se ha voglia di un the, cerca in credenza - è la sua marca preferita - un sacchetto di Twinings Earl grey (già utilizzato una o due volte), sceglie quello più fresco, fra gli altri pure usati del cassetto, scende al bar sottocasa; domanda una tazza di acqua calda, ci intinge il sacchetto, sbiadito e infeltrito, lo osserva imbibirsi: sorride per lo zucchero che si fa dare, se c"è versa una goccia di limone, sorseggia dopo cinque minuti il liquido, rosa pallido, che si è formato; recupera il sacchetto, lo ripone in una scatola rossa di metallo, esce ringraziando (un sacchetto basta per dieci tazze, "Viene più buono così", gliel"hanno insegnato in Asia, dice).

Terapie - Sulle terapie da seguire non c"è accordo: alcuni operatori, scherzando, propongono cure d"urto (lobotomie, paracadutaggi in isole deserte, lebbrosari, gite frequenti in  sentieri d"alta montagna, coma insulinici, giudizi sommari del Tribunale del popolo), altri pensano a protocolli più blandi (novene a Lourdes, diete a base di carota, acquerelli, tocchi femminili, cori di montagna). Prevale l"opinione trattarsi di casi disperati.

La bella rinunciataria - Più sottile l"avarizia del cuore, difficile estirparla tuttavia - tornare al parco giochi come un tempo. Prendiamo lei. Prima grande delusione a ventuno anni: con quell"uomo che aveva tutto, che al dunque ha scelto di restare con la moglie - sedici mesi di vita persi (metà dei sogni scivolati via per sempre). I flirt successivi? Non ne valeva la pena, alcuni li confonde addirittura. Il matrimonio? A trent"anni, sbagliato fin dall"inizio, sua madre l"aveva messa in guardia, durato sin troppo. Gli ultimi incontri? Nessun ricordo, insipide avventure. Oggi? Che sia bella glielo ripete lo specchio, ogni mattina: uguale la luce dei grandi occhi, color verde scuro, nessun filo bianco, fisico snello come a diciott"anni (ne farà quarantadue a maggio). Che il suo potere sia intatto, lo verifica ogni pomeriggio; le basta uscire per strada, vedere come la guardano - entrando al bar una specie di silenzio, la fissano curiosi anche i bambini. Che dell"amore abbia smesso di importarle (che dubiti che esista, in generale), lo avverte ogni sera. Chi vuol bene davvero – ripete alle sue amiche - non è mai ricambiato, rincorrerà di continuo il partner, che si allontanerà di altrettanto (come Achille e la freccia). Se è l"altro a cercarti troppo, sarai tu a stufarti, ogni giorno di più, non potrai evitare di far soffrire (e presto smetterà anche di importartene). Ha telefonato di nuovo quell"ingegnere, ieri mattina, gli ha detto di no, che la scusi; richiamerà domani, non sarebbe dei peggiori, gli dirà di no anche stavolta. Al Consultorio, con quelle operatrici? Dopo l"attacco di panico c"è andata. Romanticismi, acquerelli sdolcinati, psicologia da quattro soldi sul futuro - di "quei" tepori non potrebbe fare a meno, una donna istruita, nel terzo millennio, con tante cose che esistono al mondo? Per il mal di testa tornerà in erboristeria, ricomincerà col flauto dolce, chissà; per quel buio alle tempie (certe mattine dei week end) aprirà un diario in pergamena, si prenderà un gatto, con gli occhi verdi anche lui. Con la "passione" ha chiuso - troppo grandi le aspettative di partenza. Contro il destino non si va. Lontana la rugiada da jeune fille en fleur, non chiederà più niente; si terrà dentro ogni cosa.

Castità - Uno che al Centro non pensa proprio di tornarci - l"uomo che non "viene", che non vuole eiaculare, mai. Né quando va con le donne (eccezionalmente con gli uomini), né quando fa tutto da solo.  Per la verità è quasi sempre solo il nostro, meno problemi da risolvere. Orgasmo "interno", si sente e non si vede (come piaceva ad Arthur Rimbaud); prendere cura di se stessi, fino al limite estremo, fermarsi in tempo. Niente di niente sarebbe troppo poco. Una via di mezzo, la saggezza. Qualche volta sbaglia, e allora succede il patatrac - è raro però, sa come fare, si conosce a fondo. Un po" sono stati gli ammonimenti dello zio (vissuto a lungo in oriente), un po" quei manuali indiani che ha letto, un po" i discorsi di quel guru di passaggio. Avarizia in che senso? E la sua mamma da bambino cosa c"entra? Quelle brutte esperienze da ragazzo semmai - per questo non vorrebbe mai dei figli. Restare integri, non buttarsi via, non farsi venire l"emicrania. Meglio anche del solito copione. Quell"intimità fra sé e sé, senza sprechi, quel mezzo fuoco a un certo punto nella schiena. E non è neanche peccato in senso stretto - comunque meno, ha detto il confessore. Con le ragazze? Le informa in anticipo, decidano liberamente - certe non sono d"accordo, può comprenderle, pazienza. Qualcuna lo imbroglia, o vorrebbe "guarirlo", o si confonde all"ultimo momento: con lui hanno chiuso per sempre.



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