Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-09-10

(PICCOLE) MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE 220/12 ALLA DISCIPLINA DELLE OPERE CHE SERVONO ALL'USO COMUNE - RM

Risultavano elencati al n. 3) - vecchio testo - dell'articolo citato le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come gli ascensori, nel senso che l'ascensore è una parte comune anche per i proprietari delle unità condominiali site al piano terra, poiché essi possono trarre utilità dall'impianto, che è idoneo a valorizzare l'intero immobile e, normalmente,

"permette di raggiungere più comodamente parti superiori che sono comuni a tutti" (Trib. Milano 16 marzo 1989, ALC, 1989, 515 - cfr., amplius, "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013);

i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico [si confronti, a tal proposito, la seguente, recente pronuncia, laddove è precisato che, in un condominio la presunzione di comproprietà, prevista dall"art. 1117 c.c., n. 3, anche per l"impianto di scarico delle acque, opera con riferimento alla parte dell"impianto che raccoglie le acque provenienti dagli appartamenti, e, quindi, che presenta l"attitudine all"uso ed al godimento collettivo, con esclusione delle condutture (ivi compresi i raccordi di collegamento) che, diramandosi da detta colonna condominiale di scarico, servono un appartamento di proprietà esclusiva; conseguentemente, la spesa per la riparazione dei canali di scarico dell"edificio in condominio, che, ai sensi dell"art. 1117 c.c., n. 3, sono oggetto di proprietà comune fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli,

"sono a carico di tutti i condomini per la parte relativa alla colonna verticale di scarico ed a carico dei rispettivi proprietari per la parte relativa alle tubazioni che si diramano verso i singoli appartamenti" (Cass., sez. II, 3 settembre 2010, n. 19045, DeG, 2010)];

gli impianti per l'acqua, per il gas, per l'energia elettrica,

l'impianto elettrico costituisce parte comune per espressa previsione di legge (art. 1117 n. 3 c.c.), a prescindere dall'utilità che può trarne il singolo condomino (Trib. Roma, sez. V, 8 luglio 2009, n. 15150, www.dejure.it, 2010)

per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini:

"la presunzione di comproprietà posta dall'art. 1117 n. 3 c.c., opera con riferimento alla parte dell'impianto di riscaldamento che rimane fuori dai singoli appartamenti e non pure con riferimento alle condutture che si addentrano negli appartamenti stessi e sono di proprietà dei titolari" (Cass., sez. III, 8 ottobre 1998, n. 9940, GI, 1999, 1594).

La legge n. 220 dell'11 dicembre 2012 (con modifica entrata in vigore dopo sei mesi dalla data di pubblicazione della medesima sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17 dicembre 2012) ha rinnovato l'elencazione di cui al n. 3 dell'articolo 1117 del codice civile nel modo che segue: "le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche".

Trattasi, in effetti, di aggiunte e piccole modifiche che nulla tolgono al senso complessivo della norma, recependo, in buona sostanza, orientamenti interpretativi abbondantemente rassegnati dalla giurisprudenza.



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