Changing Society, Generalità, varie -  Cariello Maria - 2014-01-29

POS E PROFESSIONISTI: CHI CI GUADAGNA ? - Maria CARIELLO

Il decreto interministeriale 24 gennaio 2014 «Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito» pubblicato sulla Gazzetta Ufficial" n. 21 del 27 gennaio 2014  ha stabilito l'obbligo, dal 28 marzo 2014 di accettare pagamenti con bancomat e carte di credito per avvocati, commercialisti, notai,  per operazioni superiori a 30 euro.

Fino al 30 giugno 2014, l'obbligo si applica limitatamente ai pagamenti effettuati a favore di professionisti che per lo svolgimento di attività di prestazione di servizi, producano un fatturato dell'anno precedente superiore a 200mila euro.

E dopo ? Per l'individuazione delle nuove soglie,  limiti di fatturato, estensione degli obblighi ad ulteriori strumenti di pagamento, si dovrà attendere un successivo decreto, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore di quello odierno.

Che dire ? Ulteriori oneri  per l'utenza e per  i lavoratori, costosi ed inutili, in perfetta sintonia con i  numerosi provvedimenti del tipo  Salva  Italia che non sono mai a costo zero per i cittadini.

Ricordo come nel 2010 sia stato introdotto l'obbligo di dotarsi di una casella PEC, il cui scopo era quello di abbattere  i costi della pubblica amministrazione nelle comunicazioni verso i professionisti.

Peccato che il Ministero dello Sviluppo Economico, ha  chiarito soltanto di recente, che tutte le caselle PEC -  "postacertificata.gov.it" -   rilasciate dallo Stato non sono utilizzabili, poco importa se i giovani professionisti avevano sottoscritto tale servizio per risparmiare. Ma non lo vogliamo capire,  che questo  Stato –Italia  è un percorso ad ostacoli, dove se ti va bene, puoi soltanto sopravvivere.

E così gli inesperti cittadini, dovranno pagare un Ente  esterno per una  PEC perché lo Stato non  riconosce  quelle che lui stesso rilascia.

Tornando a  noi, era  necessario gravare i professionisti (che da anni  fanno credito ai propri clienti ...) del  balzello – POS ? In fondo, il professionista che non emette fattura continuerà a non farlo e certamente non accetterà  assegni o pagamenti con carta di credito,  ben altri  gli strumenti di accertamento dell'evasione fiscale.

E allora chi ci guadagna ?   Presto detto:  i costi di installazione ed attivazione di un POS,  ammontano a  circa  200,00 euro nel minimo;  il canone mensile  intorno ai 10  euro e poi ci sono  le commissioni di utilizzo ( da uno  0,50 % per il bancomat all'1,50% carta credito)

Volendo considerare   soltanto gli avvocati  - oltre 250.000 - , il  provvedimento porterà nelle casse degli Istituti di credito e delle società satellite  - non certo dell'Erario - circa 56.000.000,00  di euro...  ai quali aggiungere l'importo delle provvigioni.

Oggi  più di ieri, la  politica  non si chiede  come viviamo e cosa produciamo?,  offrendo  una facile  disponibilità alla trama degli interessi disgregati   dei clientes, delle lobbies, che certamente non sono quelle degli avvocati.

E questo  è l'ennesimo esempio.



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