Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Russo Paolo - 2014-04-07

POSTUMI LIEVI E ABBANDONO DEGLI STUDI: NO AL DANNO ESISTENZIALE – G. Pace Gallipoli, 20.03.2014 - Paolo RUSSO

Giudice di Pace Gallipoli, 20 marzo 2014, G.U. Nassisi Un giovane di 26 anni cade nottetempo in prossimità di una buca piena di pietrisco, esistente sul manto stradale del proprio Comune di residenza, non visibile per mancanza di illuminazione pubblica ed occultata dalle auto parcheggiate nelle vicinanze, riportando una invalidità temporanea totale pari a sette giorni e postumi permanenti quantificati in misura del due per cento.

Riconosciuta la responsabilità del Comune ex art. 2051 c.c., il giudice di pace pugliese, pur risarcendo il danno non patrimoniale di tipo biologico patito dalla vittima, ha peraltro correttamente rigettato la domanda tesa al ristoro del preteso pregiudizio esistenziale subito, consistito addirittura, a detta del giovane, nel definitivo abbandono della vita universitaria e nella rinuncia alle attività di volontariato.

Decisamente condivisibile la tesi del magistrato salentino, il quale, preso atto delle risultanze peritali attestanti un così lieve pregiudizio di tipo biologico, ha ritenuto del tutto ingiustificata la richiesta di ristoro del tertium genus di danno non patrimoniale, evidenziando come "ben altri" dovessero essere stati, nella fattispecie, i motivi che avevano effettivamente indotto il ragazzo ad abbandonare precocemente gli studi.

Sì, dunque al danno esistenziale: ma lotta dura (come è giusto che sia) nei confronti dei danni c.d. "bagatellari".



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