Articoli, saggi, Reato -  Bernicchi Francesco Maria - 2013-11-28

PRETERINTENZIONE E ABERRATIO ICTUS: NUOVI SVILUPPI GIURISPRUDENZIALI - F.M. BERNICCHI

Il problema che si affronta, in breve, è la configurabilità o meno del delitto preterintenzionale aberrante cioè quando per esempio Tizio compie atti diretti a ledere Caio, e colpisce, cagionandone la morte, Sempronio.

Quid iuris?

La dottrina si divide.

Alcuni autori ritengono che si debba considerare applicabile l"aberratio ictus in combinato disposto con l"art. 584 c.p., nel senso di punire Tizio per delitto preterintenzionale compiuto nei confronti di Sempronio.

Altri autori ritengono che carattere imprescindibile della preterintenzione sia la convergenza tra soggetto preso di mira e soggetto effettivamente leso (e ucciso), cosa che non si riscontra nell"aberratio ictus, che anzi si fonda proprio sull"aberrazione in tema di soggetto passivo.

Tale dottrina ritiene, quindi, che  serva applicare a Tizio la pena per omicidio colposo, da solo, o in concorso formale con l"eventuale tentativo perfezionato nei confronti della vittima predestinata. (così ci sarebbero tentate lesioni + omicidio colposo).

In sintesi, mentre la prima dottrina crea la figura di delitto preterintenzionale aberrante, la seconda utilizza il normale concorso di reati tra tentato delitto principale (percosse o lesioni) e omicidio colposo.

La Cassazione nel 2000 (sentenza n. 2146) e più recentemente nel 2007 (n. 1796), ha deciso un caso simile.

L"agente veniva rapinato, si metteva, impugnando una pistola, all"inseguimento dei  due rapinatori che si erano dati alla fuga. Durante la corsa l"agente esplodeva dei colpi di pistola che attingevano, uccidendola, una giovane donna. L"imputato veniva condannato per omicidio preterintenzionale di cui all"art. 82 c.p. comma1 e art. 584 c.p.

Nel caso di specie, in Cassazione, la difesa ha sostenuto che la fattispecie doveva inquadrarsi nell"ipotesi di cui all"art. 586 c.p.,mancando la prova che l"imputato volesse effettivamente ferire i rapinatori, volendo quest"ultimo solo minacciarli, mancando in sostanza qualsiasi elemento idoneo al reato presupposto di percosse o lesioni.

La Corte ritenendo logica, esauriente, e corretta la motivazione in ordine alla prova che l"imputato in realtà volesse ferire i due rapinatori in fuga, e non semplicemente minacciarli (era emerso infatti che l"imputato aveva sparato ad altezza d"uomo), conferma le sentenza dell"appello.

Specificando testualmente: " l"art. 584 c.p. prevede un"ipotesi di evento più grave di quello voluto, allorché si cagiona la morte di un uomo con atti diretti a commettere il reato di lesioni o quello di percosse, mentre l"art. 586 c.p.,  che costituisce un"applicazione dell"art. 83 c.p. –aberratio delicti- prevede l"ipotesi di un evento diverso da quello voluto, allorché la morte derivi come conseguenza non voluta da un fatto preveduto come delitto doloso, che non sia quello di lesioni o percosse. È poi pacifico (...) che il delitto preterintenzionale è compatibile con l"abberatio ictus, nel senso che quando per effetto di lesioni o percosse che si vogliono praticare a Tizio, venga colpito, per errore nei mezzi di esecuzione del delitto, Caio è applicabile l"art. 584."



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