Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Sapone Natalino - 2014-12-18

PRIMA LE CATEGORIE, POI LE TABELLE - Cass. 24473/14 - Natalino SAPONE

-       Si deve tenere conto del danno esistenziale

-       Le tabelle milanesi tengono conto del danno esistenziale

-       Se le tabelle non risarciscono il danno esistenziale, occorre adeguare i parametri

Cassazione civile, sez. III, 18/11/2014, n. 24473, pres. Segreto, rel. D'Amico, ha ribadito il principio secondo cui "il carattere unitario della liquidazione del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c., preclude la possibilità di un separato ed autonomo risarcimento di specifiche fattispecie di sofferenza patite dalla persona (danno alla vita di relazione, danno estetico, danno esistenziale, ecc., che hanno solo funzione descrittiva dell'estensione dell'unico danno non patrimoniale nella fattispecie in esame), che costituirebbero vere e proprie duplicazioni risarcitorie, fermo restando, però, l'obbligo del giudice di tenere conto di tutte le peculiari modalità di atteggiarsi del danno non patrimoniale nel singolo caso, tramite l'incremento della somma dovuta a titolo risarcitorio in sede di personalizzazione della liquidazione".

Ha poi confermato, la S.C., che le tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante da lesione all'integrità psico-fisica predisposte dal Tribunale di Milano costituiscono valido e necessario criterio di riferimento ai fini della valutazione equitativa ex art. 1226 c.c., là dove la fattispecie concreta non presenti circostanze tali da richiedere la relativa variazione in aumento o, per le lesioni di lievi entità conseguenti alla circolazione, in diminuzione, con la conseguenza che risulta incongrua la motivazione della sentenza di merito che non dia conto delle ragioni della preferenza assegnata ad una liquidazione che, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto, risulti sproporzionata rispetto a quella cui si giungerebbe mediante l'applicazione dei parametri recati dall'anzidette "tabelle" milanesi.

Significativo è l"affermazione che "Ove, peraltro, si tratti di dover risarcire anche i c.d. iaspetti relazionali" propri del danno non patrimoniale, il giudice è tenuto a verificare se i parametri delle tabelle in concreto applicate tengano conto (come accade per le citate "tabelle" di Milano) pure del c.d. "danno esistenziale", ossia dell'alterazione/cambiamento della personalità del soggetto che si estrinsechi in uno sconvolgimento dell'esistenza, e cioè in radicali cambiamenti di vita, dovendo in caso contrario procedere alla c.d. "personalizzazione", riconsiderando i parametri anzidetti in ragione anche di siffatto profilo, al fine di debitamente garantire l'integralità del ristoro spettante al danneggiato. (Cass., n. 14402 del 30/06/2011)".

Dunque. secondo la pronuncia, la tabelle milanesi tengono conto del danno esistenziale.

È da sottolineare il principio generale circa l"utilizzo delle tabelle convenzionali. Il giudice deve in primo luogo verificare se la tabella tiene conto del danno esistenziale. In caso negativo, è tenuto ad adeguare i parametri tabellari al fine di risarcire anche tale aspetto, assicurando così l"integrale risarcimento del danno.

Quindi, prima di applicare le tabelle convenzionali, occorre già avere in mente le categorie di danno da risarcire. Poi occorre verificare se la tabelle le risarciscono effettivamente; in caso negativo, si devono modificare i parametri tabellari. Sono pertanto le categorie – e non le tabelle – ad avere l"ultima parola.



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