Legislazione e Giurisprudenza, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2014-03-26

PRIVATI E PUBBLICI AMMINISTRATORI: CHI RISPONDE DI ABUSO EDILIZIO? - Riccardo MAZZON

La giurisprudenza, in argomento, è variegata e copiosa, coinvolgendo tanto i pubblici amministratori (quali il sindaco,

"il sindaco che rilascia una concessione edilizia illegittima risponde a titolo di concorso, o di cooperazione colposa, con il privato della contravvenzione prevista dall'art. 17 lett. b) l. 28 gennaio 1977 n. 10" Cassazione penale, sez. III, 05 marzo 1984 Sorrentino Cass. pen. 1985, 1907 (s.m.) "colui che effettua una costruzione illegittima non è esentato da responsabilità per il fatto che l'inosservanza di legge o di altra fonte normativa tragga origine dalla concessione edilizia illegittimamente rilasciata; questa non elimina l'antigiuridicità del fatto, ma comporta la responsabilità penale del sindaco a titolo di concorso o cooperazione colposa, nel reato posto in essere dal privato" Cassazione penale, sez. III, 21 gennaio 1981 Cattani Giust. pen. 1981, II,711 (s.m.) "il sindaco, che rilasci una concessione edilizia illegittima, risponde, a titolo di concorso o di cooperazione colposa con il privato, della contravvenzione punita dall'art. 17 lett. b) l. 28 gennaio 1977 n. 10 ("Norme per l'edificabilità dei suoli ")"   Cassazione penale, sez. III, 31 maggio 1983 Zanotti Cass. pen. 1984, 1802 (s.m.) "colui che effettua una costruzione illegittima non è esentato da responsabilità per il fatto che l'inosservanza di legge o di altra fonte normativa tragga origine dalla concessione edilizia illegittimamente rilasciata; questa non elimina l'antigiuridicità del fatto, ma comporta la responsabilità penale del sindaco, a titolo di concorso o cooperazione colposa, nel reato posto in essere dal privato" Cassazione penale , sez. III, 03 luglio 1978 Caroli Cass. pen. 1980, 889 "il sindaco risponde a titolo di concorso nelle violazioni della legge urbanistica di cui all'art. 41 commesse dai soggetti qualificati di cui all'ultimo comma dell'art. 31 della legge quando egli abbia dato causa al fatto con la concessione edilizia illegittima" Cassazione penale, sez. III, 03 luglio 1978 Caroli Cass. Pen. 1980, 889 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -

l'assessore

"risponde del reato di lottizzazione edilizia abusiva (in concorso con gli autori delle opere che concretino la lottizzazione) l'assessore all'urbanistica delegato dal sindaco che rilasci licenze edilizie per la esecuzione di opere che nel loro insieme costituiscono una illegittima lottizzazione a scopo edilizio" Pretura Pescara, 05 dicembre 1979 Ambrosini e altro Giur. it. 1981, II,163 (nota) "risponde del reato di esecuzione di opere edilizie abusive (in concorso con il committente, il direttore dei lavori ed il costruttore) l'assessore all'urbanistica, delegato dal sindaco, che rilasci licenze edilizie illegittime perché non precedute dalla necessaria autorizzazione alla locazione" Pretura Pescara, 05 dicembre 1979 Ambrosini e altro Giur. it. 1981, II,163 (nota)

o anche il tecnico comunale),

"sussiste la responsabilità a titolo di concorso nel reato di lottizzazione abusiva del tecnico comunale che, in funzione di capo della ripartizione edilizia privata, abbia apposto il visto sulle licenze edilizie, in quanto detta condotta, conferendo una valutazione positiva all'operato dei funzionari preposti, si inserisce con efficacia eziologica nella determinazione dell'evento lesivo, costituendo una tappa necessaria nell'iter procedimentale"  Cassazione penale, sez. III, 14 giugno 2002, n. 30141 Drago Cass. pen. 2003, 2430 (s.m.)

quanto i privati (siano essi comittenti,

"in materia edilizia il proprietario risponde dei relativi reati non in quanto tale, ma solo se abbia la disponibilità dell'immobile ed abbia dato incarico dei lavori o li abbia eseguiti personalmente; mentre se l'incarico sia stato dato da altro proprietario o da altro detentore, non può essere ritenuto responsabile dell'abuso, anche se abbia espresso adesione alla realizzazione dell'opera"  Cassazione penale, sez. III, 07 maggio 1998, n. 7148 Dionisi Cass. pen. 2000, 164 (s.m.)

meri proprietari,

"è configurabile la responsabilità del proprietario per la realizzazione di costruzione abusiva, ad opera del terzo, sulla base di indizi e presunzioni gravi, precise e concordanti, che denotano una sua compartecipazione almeno morale all'esecuzione dell'opera abusiva, come la disponibilità giuridica e di fatto del suolo, il rapporto di coniugio, la circostanza di risiedere stabilmente nel luogo dove si è edificato, il comune interesse all'edificazione per soddisfare esigenze familiari" Cassazione penale, sez. III, 03 ottobre 2002, n. 38193 Caravello e altro Ced Cassazione 2002, RV222658 Cass. pen. 2003, 2775 (s.m.)

anche non formalmente committenti,

"in tema di costruzione edilizia abusiva, il proprietario non formalmente committente risponde del reato edilizio, ex artt. 44 d.P.R. n. 380 del 2001 e 110 c.p., allorché, a conoscenza dell'assenza del preventivo rilascio del permesso di costruire, abbia fornito un contributo causale che abbia agevolato la edificazione abusiva. (Nell'occasione la Corte ha ulteriormente precisato che il giudice deve verificare l'esistenza di comportamenti, che possono assumere sia forma positiva che negativa, dai quali si possa ricavare una compartecipazione anche solo morale nella altrui condotta illecita)" Cassazione penale, sez. III, 12 gennaio 2007, n. 8667 Rigetta, App. Lecce, 20 Gennaio 2006 F. CED Cass. pen. 2007, 236081 Cass. pen. 2008, 5 2090 Si tratta di un ulteriore momento di riflessione su fattispecie sempre più frequenti; e nelle quali la giurisprudenza, dopo una iniziale oscillazione tra un orientamento formalistico, che aveva escluso tout court la possibilità di configurare una responsabilità del proprietario che non avesse rivestito la qualifica di committente, e ciò in conseguenza della natura di reato proprio dell'illecito edilizio, ed il diverso orientamento, che era giunto ad affermare tale responsabilità sulla base di una concezione solidaristica del diritto di proprietà, si è andata consolidando nel senso riportato in massima, agganciando tale responsabilità ad una serie di "riscontri" utilizzati come prova di un concorso nella commissione del reato de quo. In dottrina MONTAGNA, La individuazione delle posizioni di garanzia quale ulteriore strumento di tutela ambientale, in Riv. giur. ambiente, 2004, p. 5, nota a Sez. III, 5 luglio 2006, n. 33487)

cointestatari,

"in mancanza di prova di un concorso nella costruzione senza concessione edilizia, non è possibile far derivare la responsabilità per tale reato della mera qualità di cointestatario dell'immobile oggetto dei lavori. Infatti, soggetto attivo della contravvenzione di costruzione senza concessione, ai sensi degli art. 6 e 20 lett. b) l. 28 febbraio 1985 n. 47, non è il proprietario in quanto tale, bensì chi dell'immobile abbia la disponibilità e, come tale, abbia dato incarico dei lavori abusivi ovvero li abbia eseguiti personalmente" Cassazione penale, sez. III, 16 giugno 1994 Sebastiano Riv. trim. dir. pen. economia 1995, 1414 (s.m.)

acquirenti di lotti,

"gli acquirenti dei lotti sono concorrenti necessari del reato di lottizzazione" Pretura Vallo Lucania, 01 settembre 1987 Pollice e altro Giust. pen. 1989, II,43 "nel reato di lottizzazione abusiva non concorrono necessariamente nè gli acquirenti dei singoli lotti - salvo che sussista un accordo preventivo tra venditori e acquirenti, o almeno tra questi -, nè, in caso di concessione edilizia, pur se illegittima, il richiedente e il sindaco stesso, mancando in tutte le ipotesi un rapporto di causalità tra fatti, anche se successivi e connessi, diversi sul piano materiale e psicologico" Cassazione penale, sez. III, 02 febbraio 1983 Zavagnin Cass. pen. 1984, 682 (s.m.)

soci di società a responsabilità limitata,

"ai fini della configurabilità del concorso di soci di una società a responsabilità limitata nel reato di lottizzazione abusiva, non è necessaria una loro ingerenza materiale nelle vendite, potendo la loro partecipazione essere accertata sulla base della consapevolezza delle vendite dei lotti e del loro interesse a trarre da esse il maggior profitto, non avendo rilievo che la gestione degli affari sociali sia riservata all'amministratore" Cassazione penale, sez. III, 09 marzo 1988 Acanfora Cass. pen. 1989, 1829 (s.m.)

meri possessori,

"la semplice tolleranza da parte di chi ha la disponibilità giuridica e di fatto del fondo di un intervento dispositivo dal quale deriva la trasformazione edilizia del fondo stesso pone in essere un contributo essenziale alla realizzazione dell'illecito" Cassazione penale, sez. III, 14 ottobre 1999, n. 859 Di Salvo Cass. pen. 2001, 3518 nota TANDA Cass. pen. 2001, 1909 (s.m.) Riv. giur. edilizia 2001, I, 254 Riv. trim. dir. pen. economia 2000, 1143 (s.m.)

venditori di prefrabbricati da installare sul fondo,

"la vendita di un prefabbricato non è di per sè sufficiente ad integrare gli estremi della contravvenzione di cui agli art. 31, 41 l. urb. Quando però il venditore presta la propria assistenza tecnica per il montaggio del prefabbricato (personale specializzato e macchinario) egli partecipa alla realizzazione dell'opera abusiva" Cassazione penale, sez. III, 26 gennaio 1981 Succhiarelli Cass. pen. 1982, 610 (s.m.)

financo venditori del fondo oggetto d'abuso):

"in tema di trasformazione del territorio, gli strumenti urbanistici, nel determinare il contenuto delle attività di trasformazione, non conferiscono una particolare condizione giuridica per la quale sorga un vincolo di inalienabilità o di incommerciabilità delle cose, la cui destinazione è condizionata dagli interessi urbanistici tutelati dalla pianificazione, e ciò perché l'eventuale pregiudizio si verifica non per effetto della vendita, ma della concreta lesione della disciplina urbanistica. Tuttavia, quando dal negozio traslativo della proprietà risulti implicitamente che dal contratto scaturisce una lesione di interessi urbanistici tutelati, risponde dell'infrazione commessa anche il venditore a titolo di concorso, a nulla rilevando l'eventuale clausola di esonero di responsabilità, pattuita tra le parti. (Fattispecie nella quale si era proceduto alla vendita di un consistente numero di alberi consentendone all'acquirente il taglio e con clausola espressa di esonero di responsabilità del venditore)" Cassazione penale, sez. III, 17 maggio 1982 Ricotti Cass. pen. 1984, 1525.



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