Articoli, saggi, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2017-02-22

Procedure A.D.R.: Varato il D.M. per la costituzione delle camere arbitrali e di mediazione forense di Paolo F. Cuzzola

Lo scorso dicembre è stato varato il regolamento delle camere arbitrali e di conciliazione previste dalla legge professionale forense del 2012.

Vengono così disciplinate le modalità di costituzione delle camere arbitrali, di conciliazione e degli organismi di risoluzione alternativa delle controversie.

Il testo, composto di 16 articoli prevede che le camere arbitrali e di conciliazione siano amministrate da un consiglio direttivo restante in carica per almeno tre anni, costituito da un numero di componenti variabile in base al numero degli iscritti all'ordine, nominati con delibera del consiglio dell"ordine tra soggetti dotati di specifici requisiti e delle seguenti competenze: essere iscritti da almeno cinque anni all'albo del consiglio dell"ordine; essere docenti universitari in materie giuridiche.

Il consiglio direttivo tiene ed aggiorna l"elenco di arbitri e conciliatori, nel quale iscrive gli avvocati che ne facciano richiesta sulla base delle aree di competenza specificate nel Regolamento in parola.

Per cui l"avvocato che faccia domanda di disponibilità, è tenuto ad indicare l"area o le aree professionali di riferimento (altresì documentando le proprie competenze), così come l"eventuale sopraggiungere di cause di incompatibilità ed il venir meno dei requisiti di onorabilità.

Quanto ai requisiti suddetti e alle cause di incompatibilità, non possono essere nominati arbitri o conciliatori: i membri e revisori appartenenti al consiglio dell"ordine presso cui è istituita la camera arbitrale e di conciliazione; i membri del consiglio direttivo e della segreteria; i dipendenti della camera arbitrale e di conciliazione e della segreteria; i soci, gli associati, i dipendenti di studio, gli avvocati che esercitano negli stessi locali, nonché il coniuge, la persona unita civilmente, il convivente, il parente in linea retta e tutti coloro che hanno stabili rapporti di collaborazione con le persone indicate ai punti precedenti.

A norma dell"art. 13 del Regolamento di cui trattiamo, è necessario che ogni arbitro o conciliatore:

non abbia riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva non sospesa;

non sia stato oggetto di interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici;

non sia stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza;

non abbia riportato sanzioni disciplinari definitive più gravi dell"avvertimento.

Il consiglio direttivo, valutata la sussistenza di detti requisiti, procede all'iscrizione degli avvocati in una o più aree professionali, secondo l"ordine temporale di presentazione delle domande. Allo stesso modo, procede alla cancellazione qualora vengano i requisiti.

Il consiglio direttivo nell"atto della designazione degli arbitri e dei conciliatori segue la regola della rotazione in via automatica degli incarichi, attuata mediante utilizzo di sistemi informatizzati, salvo nei casi in cui arbitri e conciliatori siano individuati concordemente dalle parti.

Questi, sin dalla nomina e per tutta la durata del procedimento, devono restare indipendenti dalle parti, dai loro difensori e dagli altri componenti della camera arbitrale/di conciliazione. L"arbitro o il conciliatore, inoltre, non può ritenersi imparziale qualora egli stesso - ovvero un suo socio, associato o esercente nei medesimi locali - abbia assistito, anche in via stragiudiziale, una delle parti del procedimento nei tre anni precedenti.



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