Varie, Processo di esecuzione -  Faccioli Marco - 2014-02-01

Processo esecutivo: I titoli esecutivi stragiudiziali – di Marco Facciol

A differenza di quelli esaminati nel precedente articolo (i titoli esecutivi giudiziali http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=44410&catid=199), i titoli esecutivi in esame si formano al di fuori del processo o di qualsivoglia altra attività giurisdizionale. Per la loro formazione, quindi, non è necessario il provvedimento di alcun giudice.

Sono titoli esecutivi stragiudiziali:

- La cambiale, emessa sottoforma di cambiale propria (il pagherò o vaglia cambiario), è un titolo di credito all"ordine che attribuisce al legittimo possessore il diritto incondizionato a farsi pagare una somma determinata ad una scadenza indicata. Quando in regola con il bollo, costituisce titolo esecutivo e permette quindi l"esecuzione forzata sul patrimonio del debitore. La cambiale infatti, così come il vaglia cambiario e l"assegno bancario, non ha la qualità di titolo esecutivo se non è stata regolarmente bollata sin dall"origine (ovvero dalla sua emissione) e, qualora si tratti di titolo proveniente dall"estero, prima che se ne faccia uso nel territorio nazionale.

I notai, gli ufficiali giudiziari ed i segretari comunali devono, a tale fine, nei protesti delle cambiali, menzionare l"ammontare dell"imposta di bollo pagata per detti titoli e, quando muniti di marche da bollo o di visto per bollo, devono anche indicare l"ufficio che ha annullato le marche od apposto il visto e la relativa data.

L"art. 6, All. A, del D.P.R. n. 642/72, modificato ed aggiornato dal D.M. 20/8/92, prescrive il 12 per mille quale indice generale dell"imposta di bollo alla quale devono essere assoggettate le cambiali. L"irregolarità dei bolli ab origine, rende la cambiale priva della caratteristica di essere esigibile ed azionabile immediatamente, e quindi della sua qualità di titolo esecutivo. Ne discende la nullità di ogni atto successivo, anche giudiziario, in quanto non fondato su titolo esecutivo, bensì semplicemente su mera scrittura privata (ex art. 20 - D.P.R. n. 642/72), così da rendere improcedibile ogni eventuale azione esecutiva.

NB: Si presti quindi bene attenzione a non cadere nell"errore di considerare la cambiale protestata, ma non in regola con il bollo, come titolo esecutivo direttamente azionabile nei confronti del debitore. Il protesto infatti è un atto nel quale si accerta unicamente, in forma solenne, l"avvenuta presentazione del titolo in tempo utile ed il conseguente rifiuto di pagare, per cui il creditore, in possesso di cambiale protestata ma non in regola con il bollo, dovrà provvedere, presso un qualsiasi ufficio dell"agenzia delle entrate, a far regolarizzare la medesima prima di notificarla assieme al precetto.

- La cambiale tratta, con cui il creditore (traente) ordina al debitore (trattario) di pagare incondizionatamente una determinata somma nel luogo e alla scadenza indicati al beneficiario (o prenditore), è titolo esecutivo solo se accettata dal trattario;

- L"assegno, è titolo esecutivo se regolarmente compilato in ogni sua parte. L"assegno bancario postdatato (che viene molto spesso utilizzato, sebbene con funzione diversa da quella sua propria, per svolgere le funzioni proprie della cambiale) non può essere titolo esecutivo, anche quando venga successivamente (alla scadenza) regolarizzato fiscalmente.

- Le scritture private autenticate, limitatamente alle obbligazioni di carattere pecuniario nelle medesime contenute. Con "scrittura privata" si indica un documento contenente dichiarazioni di scienza o di volontà, firmato da una o più parti (ovvero sottoscritto), il quale può essere redatto sia su un tradizionale supporto cartaceo, che avvalendosi delle nuove tecnologie informatiche. L"autenticazione consiste nell"attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell"identità della persona che sottoscrive.

In merito occorre precisare che nel concetto di scrittura privata rientrerà anche il cd. documento informatico, cioè l"estrinsecazione elettronica di atti, fatti ed altri elementi giuridicamente rilevanti. In particolare, va rilevato come già l"art. 15 della legge 15.03.1997 n. 59 (cd. Bassanini I), avesse proceduto ad una sostanziale parificazione del documento informatico al documento cartaceo, considerandolo valido e rilevante a tutti gli effetti di legge. Successivamente, è stato introdotto, nel nostro ordinamento, l"art. 10 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, come modificato dal D.Lgs. 10 gennaio 2002 n. 10, che al comma 3 dispone: "Il documento informatico, quando è sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica avanzata, e la firma è basata su di un certificato qualificato ed è generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, fa inoltre piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l"ha sottoscritto." Con riguardo all"autenticazione, l"art. 24 del precitato D.P.R. n. 445/2000, prevede la possibilità che anche la firma digitale possa essere autenticata da un notaio o altro pubblico ufficiale. In concreto, quest"ultimo attesterà che la firma digitale è stata apposta in sua presenza apponendo, a sua volta, la propria firma digitale. Il nuovo art. 474 c.p.c., dispone che la scrittura privata autenticata è un valido titolo esecutivo solo con riferimento alle obbligazioni di somme di denaro, quindi la stessa non potrà essere utilizzata, ad esempio, per la consegna di una cosa o per il rilascio di un immobile, tuttavia il Legislatore concede uno strumento in più per poter accedere all"esecuzione coattiva in ambito civile. Inoltre la norma ha previsto l"onere della trascrizione integrale del titolo de quo sull"atto di precetto, rinviando all"art. 480 comma 2 c.p.c., che dispone: "Il precetto deve contenere a pena di nullità l"indicazione delle parti, della data di notificazione del titolo esecutivo se questa è fatta separatamente, o la trascrizione integrale del titolo stesso, quando è richiesta dalla legge. In quest"ultimo caso l" ufficiale giudiziario, prima della relazione di notificazione, deve certificare di avere riscontrato che la trascrizione corrisponde esattamente al titolo originale."

Alla luce di quanto sopra, occorrerà la trascrizione integrale della scrittura privata nell"atto di precetto e l"ufficiale giudiziario dovrà certificare la corrispondenza tra l"atto trascritto e quello in possesso dell"intimante (certificazione di conformità all"originale), analogamente a quanto era già previsto in materia di cambiale.

In sintesi:

• dal 1° marzo 2006 anche alla scrittura privata autenticata è stata riconosciuta efficacia di titolo esecutivo;

• la validità di titolo esecutivo è unicamente limitata alle obbligazioni di somme di denaro; • la scrittura privata deve essere integralmente trascritta nell"atto di precetto.

(...continua)



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