Varie, Processo di esecuzione -  Faccioli Marco - 2014-02-25

Processo esecutivo: LA FORMULA ESECUTIVA – di Marco Faccioli

La spedizione in forma esecutiva del titolo è preordinata allo scopo di procurare il possesso del titolo stesso (necessaria condizione per esperire l"esecuzione forzata) alle parti cui spetta, ovvero a quelle a cui favore è stabilita la prestazione nella sentenza o nel provvedimento.

Il titolo, a mezzo della spedizione, diventa esecutivo, ossia idoneo per l"esecuzione forzata. L"apposizione della formula esecutiva avviene non sull"originale del titolo, ma sulla prima copia da consegnare alla parte interessata assieme ad altre copie dichiarate conformi alla prima, che dovranno essere utilizzate materialmente dal creditore ai fini di preannunciare l"intenzione di procedere ad esecuzione forzata, mediante notificazione del titolo.

Non si faccia confusione sui passaggi: mentre la spedizione del titolo in formula esecutiva fa parte integrante dell"atto o provvedimento giurisdizionale e si limita a indicare il destinatario che ne è legittimo beneficiario (nel nostro caso il creditore che intende procedere in via esecutiva), l"apposizione della formula da parte del pubblico ufficiale, che è conseguenza diretta della spedizione, non è altro che la materiale applicazione della stessa su un documento (di solito a mezzo di un timbro apposto sull"ultima pagina del titolo) da consegnare al legittimo possessore (mediante il rilascio della prima copia del titolo in forma esecutiva).

Sono queste appena indicate le due formalità descritte dal 3° comma dell"art.475 c.p.c. I titoli esecutivi (vedremo in seguito esattamente quali), con la sola eccezione della cambiale, delle scritture private autenticate e degli altri titoli di credito, consentono di promuovere l"azione esecutiva solo quando siano muniti della suddetta formula (art. 475 c.p.c.).

L"apposizione della formula deve essere richiesta al cancelliere competente (per i titoli giudiziali) o al notaio (per i titoli stragiudiziali). La formula, riportata sull"originale o sulla copia conforme richiesta, è la seguente, come tutti conosciamo: "Comandiamo a tutti gli ufficiali giudiziari che ne siano richiesti e a chiunque spetti, di mettere a esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza, e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi, quando ne siano legalmente richiesti."

M cosa deve intendersi esattamente per "formula esecutiva"? E perchè un titolo esecutivo, giudiziale o stragiudiziale che sia, deve necessariamente essere munito della suddetta formula per poter essere utilizzato ai fini dell"esecuzione contro il debitore?

Vediamo di rispondere a queste due domande, fondamentali per comprendere appieno la fase iniziale del recupero del credito giudiziale.

Innanzi tutto una precisazione terminologica: la spedizione in forma esecutiva di un titolo ed il conseguente rilascio della formula esecutiva sul medesimo titolo sono, come sopra brevemente accennato, due diverse operazioni:

- la prima consiste nella semplice attestazione fatta dal cancelliere o dal notaio del rilascio, su richiesta di parte, che avviene sull"originale dell"atto (spedizione),

- la seconda (formula esecutiva: comandiamo a tutti gli ufficiale giudiziari... etc) è la dichiarazione apposta (di norma a mezzo di un timbro recante l"intera formula da parte del cancelliere, previo controllo della formale perfezione dell"originale) solo sulle copie che saranno rilasciate al richiedente affinchè le utilizzi per l"esecuzione (notificandole al debitore unitamente all"atto di precetto (v. disp. att. 153 c.p.c.).

La spedizione può farsi solo alla parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento o stipulata l"obbligazione, o ai suoi successori, con l"indicazione in calce della persona alla quale è spedita.

L"art. 476 c.p.c. non consente il rilascio di più di una copia in forma esecutiva. Detto divieto assicura che non siano in circolazione più copie esecutive contro lo stesso soggetto. Solo nell"ipotesi in cui vi sia un giusto e comprovato motivo (che, secondo una dottrina piuttosto restrittiva, potrebbe essere unicamente il caso di perdita non imputabile, e cioè sottrazione, smarrimento o distruzione del titolo) sarà consentito il rilascio di un"ulteriore copia. Tale divieto non si applica ai titoli di credito, per i quali è prevista la specifica procedura di ammortamento.

Si vedano ora alcune peculiarità dell"istituto, con specifico riferimento all"efficacia della formula esecutiva per poter consentire al creditore di iniziare l"esecuzione. Innanzi tutto si specifichi che la spedizione in formula esecutiva del titolo esecutivo non comporta l"accertamento dell"efficacia di quest"ultimo (né, tantomeno, serve a sanarne possibili irregolarità), ma, come sopra ricordato, ha la mera funzione di controllo di legittimazione del soggetto attivo del titolo a servirsi di esso per la soddisfazione in concreto del proprio diritto accertato, così da permettere al debitore (al quale il titolo munito dell"apposita formula verrà notificato prima dell"inizio dell"esecuzione) di poter formalmente verificare (grazie alla certificazione di un organismo statale) che il titolo esecutivo esiste e che potrà essere usato contro di lui (es. sentenza di condanna nei suoi confronti).

Il controllo da parte del pubblico ufficiale non è pertanto puramente formale, ma si spinge sino a rilevare non solo se se l"atto è formalmente perfetto, nel senso che ha seguito l"iter processuale richiesto, ma anche se la sentenza porti oppure no una decisione di condanna (non infatti a tutte le sentenze può essere apposta la formula esecutiva), ovvero se siano presenti tutti i requisiti formali richiesti per l"esecutività e cioè l"idoneità a fondare esattamente l"esecuzione forzata tipica, ossia quella per espropriazione o quella specifica per consegna o rilascio e degli obblighi di fare e di non fare.

(...continua)



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