Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2014-06-18

PRODUZIONE E FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA SONO ATTIVITA' PERICOLOSE? - Riccardo MAZZON

La presunzione di responsabilità per danni arrecati a terzi nell'esercizio di attività pericolose, in ipotesi di attività pericolosa di carattere tipicamente tecnico svolta da enti pubblici, quale la produzione e la fornitura di energia elettrica da parte dell'Enel, non sorge in funzione dell'astratta qualità di titolare dell'esercizio di linee elettriche e di proprietario dell'energia - attraverso le stesse erogata -. ma presuppone la concreta gestione da parte di detto ente di impianti, reti, linee o manufatti, utilizzati per la produzione o distribuzione di energia elettrica

"la disciplina della responsabilità per l'esercizio di attività pericolose dettata dall'art. 2050 c.c. è applicabile anche in ipotesi di attività pericolosa di carattere squisitamente tecnico svolta da enti pubblici, quale la produzione e la fornitura dell'energia elettrica da parte dell'ENEL; pertanto, allorché, nello svolgimento dell'attività di gestione di una linea elettrica ad alta tensione, costituente attività pericolosa, l'ENEL cagioni danno ad un terzo, è tenuto al risarcimento, ex art. 2050 c.c., se non prova di avere adottato tutte le misure tecniche idonee ad evitare il danno" (Cass. civ., sez. III, 27 gennaio 1982, n. 537, GCM, 1982, 1; GC, 1982, I, 915; RCP, 1982, 370; FI, 1982, I, 674 - cfr., amplius, il volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012)

- non trovando, quindi, applicazione a carico dell'ente medesimo, quando l'effettiva gestione e manutenzione della linea di distribuzione dell'energia sia rimasta nella sfera del soggetto proprietario della linea stessa, cui grava in tal senso l'esclusiva responsabilità del danno (nel caso oggetto di decisione nella pronuncia che segue, la condotta aerea avrebbe dovuto avere una distanza non inferiore a m. 3,20, in posizione di catenaria verticale, dal fabbricato più vicino, mentre distava solo m. 2 dal pavimento della terrazza ove era avvenuto l'incidente):

"con riguardo alla gestione di una conduttura aerea di energia elettrica, ancorché a bassa tensione, l'inosservanza da parte dell'ENEL delle misure di salvaguardia, specificamente dettate dal regolamento di cui al d.P.R. 21 giugno 1968 n. 1062 al fine di evitare folgorazioni (nella specie, distanza minima dai fabbricati, ancorché costruiti dopo l'installazione dell'elettrodotto), implica la responsabilità risarcitoria dell'ente medesimo, per i danni che si pongano in derivazione causale da detta inosservanza, secondo la previsione dell'art. 2050 c.c., indipendentemente dal fatto che la situazione di pericolo fosse occulta od avvertibile dal danneggiato, e senza che si possa fare carico a quest'ultimo di non aver sopperito a tale situazione con personali cautele od autonome iniziative" (Cass. civ., sez. III, 29 maggio 1989, n. 2584, GCM, 1989, 5; GI, 1990, I,1, 234).



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