Changing Society, Opinioni, ricerche -  Zorzini Alex - 2014-11-17

PROFESSORE INSULTA E PICCHIA STUDENTE - A. D. ZORZINI

I fatti che seguono derivano da quanto riportato da alcuni quotidiani (nazionali e locali).

Si riportano, in particolare, i virgolettati perché consueta modalità con la quale la stampa assicura la paternità di quanto dichiarato dalla fonte intervistata.

In classe.

I fatti si svolgono nella prima decade di novembre, in una scuola della provincia di Perugia, durante una lezione e vedono protagonisti un insegnante di scuola superiore e uno studente di 14 anni.

Il professore, camminando all"interno della classe avrebbe detto "essere gay è una brutta malattia", guardano fisso negli occhi uno degli studenti.

L"insegnante avrebbe poi ripetuto la stessa frase aggiungendo il nome e il cognome dello studente al quale si era rivolto, dato che il ragazzo non si era accorto di essere destinatario della verità poc"anzi espressa.

Per tali ragioni, il ragazzo gli avrebbe chiesto se si rivolgeva proprio a lui.

"Certo che dico a te, è brutto essere gay. Tu ne sai qualcosa".

"Sicuramente, da quando conosco lei", ha risposto lo studente.

Il professore decide quindi di passare dalla violenza verbale a quella fisica.

Costui, infatti, dà due calci alle gambe dello studente (probabilmente seduto al suo banco), poi gli dà due pugni sulle spalle e, infine, lo solleva per il collo: "Non ti permettere mai più di prendermi in giro".

"Professore, lo lasci, non vede che lo sta strozzando?", dice il compagno di banco.

(tratto da: Giornale dell"Umbria, dd. 16.11.14 e 17.11.14; Repubblica.it, dd. 16.11.14).

Fuori dalla classe.

Una insegnante ha sentito il fatto sommariamente raccontato dal ragazzino picchiato ad un altro e avrebbe voluto chiarire la vicenda.

Solo a casa, quando i genitori lo vedono zoppicare visibilmente e insistono nel sapere i motivi di un tanto, il quattordicenne racconta i fatti della mattinata "tra lacrime di dolore e di rabbia".

Seguono il passaggio in ospedale, dove si accerta un ematoma alla coscia guaribile in cinque giorni, la denuncia dei genitori, l"intervento della preside che – in via cautelare – inserisce lo studente in una sezione diversa per non incontrare quel professore.

Domande retoriche.

E" proprio a scuola che si impara il significato di domanda retorica.

Ne facciamo una, quindi, al professore, usando le sue stesse parole: "E" brutto essere gay. Tu ne sai qualcosa, non è vero?".

Caro professore, le tue domande parlano più di te che del tuo studente.

Una domanda retorica va fatta anche alla preside: ma che modo è di cautelare lo studente spostandolo dalla sua classe?

Oltre al danno (biologico e morale) anche la beffa! Spostandolo dalla sua classe naturale, diventerà ancora più visibile, più noto nell"intera scuola, oltre che privato delle consuetudini create con i suoi compagni, nella sua classe.

Cara preside, l"unica forma cautelare possibile non era spostare l"insegnante picchiatore?



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati