Articoli, saggi, Generalità, varie -  Sassano Francesca - 2014-10-27

PROGETTO DOLORE E DETENZIONE - Francesca SASSANO

Ho letto con viva attenzione il testo " Dolore e Qualità della vita " di Marta Gentili , nel quale ho trovato la prefazione di Giudo Fanelli ,  Presidente della Commissione Ministeriale sulla Cure Palliative  e Terapia del Dolore, che ho già provveduto a contattare, con riscontro positivo. Confesso, non conoscevo affatto la legge 38 del 2010 e soprattutto le "aperture" di studio e di applicazione che essa offre , nell"ottica della nozione "dolore", come patologia autonoma ed è esistente già un protocollo scientifico di rilevazione del suo stato. Ho avviato richiesta di contatto con tutte le Autorità in Italia , di Garante dei Denuti  o del  Difesore Civico ( ove esso non sia stato autonomamente istituito)   Lo scopo della richiesta di contatto , è  - come operatore del diritto – le riflessioni e il progetto che ho redatto,  di applicabilità in  un ambito carcerario.  Ho già preso iniziale contatto con il Prof . Giudo Fanelli ed ho acquisito materiale  utile al mio progetto. proprio nell"ultimo convegno che si è tenuto in Roma il 13 Ottobre nel Palazzo della Cancelleria ,per la presentazione del libro bianco sul dolore cronico.  Di diritto al trattamento adeguato del dolore si discute per la prima volta nel 1997quando l"Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) con un invito di riflessione ampia . Nel 2004  è stata organizzata al prima Giornata Mondiale Senza dolore ,organizzata dall"OMS  insieme all"Associazione Internazionale per lo studio del dolore e nel 2011 è stata promulgata la dichiarazione di Montreal  che sancisce il trattamento adeguato del dolore  come un diritto fondamentale dell"uomo. Già nel 2010  in Italia con la legge numero 38  è garantito a tutti i cittadini il diritto alla terapia del dolore, con una normativa che regola e obbliga al trattamento del dolore in chiunque lo necessiti , in qualunque momento della sua vita. La carcerazione è afflittiva per sua natura , sia essa intesa come sanzione pura che come rieducazione prospettica . La soglia della rilevazione del dolore è un obbligo primario dello Stato che detiene il cittadino , ancora di più della adeguatezza di spazio, poiché è la stessa detenzione che provoca questa patologia. Quindi è onere dello Stato restituire alla libertà un cittadino sano e non malato, di qui la necessità di rilevazione della soglia del dolore per ogni soggetto detenuto. Ancora maggiori e più ampie riflessioni, che mi riservo di produrre in in possibile incontro che sollecito, sarebbero da evidenziarsi sulla detenzione cautelare che non ricadute legislative ancora più forti ed incidenti sulla esistenza e compatibilità di una misura che non può essere afflittiva, poiché ha altra specifica natura ed ha esigenze e finalità diverse dallo sconto della pena. Sono  da sempre convinta  della inadeguatezza del sistema repressivo punitivo e soprattutto cautelare, tuttavia mai avevo avuto la possibilità di imbattermi in una materia legislativa che mi offrisse un ambito privilegiato di applicazione e di riflessione.  Ho acquisito la notizia, anche queste interessante per il mio progetto, di un Protocollo d"intesa, volto a garantire la piena operatività della Carta dei servizi sanitari, firmato dal Garante dei detenuti Angiolo Marroni, dal Direttore Generale della Asl Rm A Camillo Riccioni e dalla direttrice di Regina Coeli Silvana Sergi. Nella Carta dei servizi sanitari (approvata dalla Asl con Delibera nr. 235/2013) sono riepilogate le prestazioni di prevenzione, diagnosi e cura cui hanno diritto i detenuti di Regina Coeli, sulla base degli obiettivi generali di salute e dei livelli di assistenza stabiliti dalla Regione, oltre alle modalità e alla tempistica per la loro fruizione. In base al Protocollo, la Asl ha l"obbligo di assicurare, a Regina Coeli, l"organizzazione dei Servizi sanitari delineati con la Carta, nonché di erogare le tipologie di prestazioni con le modalità e le professionalità indicate nella Carta stessa. La direzione del carcere dovrà invece garantire assistenza tecnica ed amministrativa al fine di assicurare la regolare erogazione delle prestazioni. « Il protocollo firmato - ha detto il Garante Angiolo Marroni - è il passo operativo decisivo per garantire quel diritto alla salute che è fra i più trascurati in carcere. Per questo, la decisione di rendere operativa, in tempi certi, la Carta dei servizi sanitari a Regina Coeli è un importante passo in avanti sulla strada di garantire, ai detenuti, quanto previsto dall"art. 1 del D.Lgs. 230/1999 e dalla nostra Costituzione e cioè che detenuti ed internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, all"erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione efficaci ed appropriate sulla base degli obiettivi generali e speciali di salute e dei livelli essenziali di assistenza».  Nel Lazio, le Carte già predisposte coinvolgono la metà delle carceri della Regione, 7 su 14 e l"IPM di Casal del Marmo: oltre alle due adottate a Civitavecchia, vi sono quelle per Regina Coeli e per le 4 strutture del complesso polipenitenziario di Rebibbia. Nelle altre realtà (Latina, Viterbo, Rieti, Frosinone e Velletri), le singole Asl hanno deliberato l"istituzione del Tavolo tecnico di monitoraggio ed avviato le procedure per l"adozione del documento.  Da questi dati traggo ulteriori spunti di applicazione della legge n.38/2010. Ho interesse e sto sollecitando in ogni sede  un contatto,  perché  sto ultimando lo studio a riguardo . La sua incidenza sulla drammatica situazione carceraria  può  dar corso anche a  nuove sanzioni per lo Stato Italiano.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati