Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2015-03-21

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E ARTICOLO 2049 C.C.: RESPONSABILITA' DIRETTA ED INDIRETTA - Riccardo MAZZON

non vi è alcun ostacolo all'applicabilità integrale dell'art. 2049 del codice civile alla Pubblica Amministrazione

ambito sanitario ed enti sportivi, ad esempio, sono tenuti a tutelare la salute degli atleti, anche attraverso la prevenzione di eventi pregiudizievoli la loro integrità psicofisica e ne rispondono, in base all'articolo 2049 del codice civile, correlato all'articolo 32 della Costituzione, in relazione all'operato dei propri medici e del proprio personale

altro ambito, nel quale l'applicazione della responsabilità indiretta (o oggettiva), prevista dall'articolo 2049 del codice civile, appare consueta, è quello della comunicazione

Premesso che, talvolta, in virtù del rapporto organico che lega la pubblica amministrazione con chi detenga funzioni dirigenziali nella struttura amministrativa, l'atto illecito del dipendente può configurare responsabilità diretta della pubblica amministrazione medesima (nella sentenza di seguito riportata la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto sussistente la responsabilità diretta della P.A., in ordine alla morte di un carabiniere ausiliario causata da un colpo di arma da fuoco, sparato imprudentemente da altro carabiniere ausiliario, per indurre il primo a partecipare ad una partita di pallavolo, stante il comportamento illecito dei superiori gerarchici del carabiniere, che aveva esploso il colpo, consistito nel non aver dato le opportune direttive ed istruzioni in ordine agli adempimenti riguardanti la custodia e l'uso delle armi alla fine del servizio, vigilando poi sulla loro applicazione),

"nel caso che un dipendente della P.A. abbia commesso un atto illecito e si accerti che ciò è avvenuto in quanto i superiori gerarchici del dipendente stesso hanno omesso di emanare le direttive opportune per prevenire la commissione, da parte dei lavoratori ad essi subordinati, di atti come quello predetto (vigilando poi sull'applicazione delle direttive medesime), è configurabile la responsabilità diretta della P.A. per il comportamento omissivo di detti superiori, sussistendo sia la riferibilità di tale atto alla stessa P.A. (una volta assodato che nella fattispecie concreta la predetta emanazione rientrava tra i compiti di chi aveva funzioni dirigenziali nella struttura amministrativa in questione), sia l'esistenza di un rapporto di causalità tra il comportamento omissivo di detti superiori e l'evento dannoso (una volta accertato che nel caso concreto senza l'omissione in questione non si sarebbe realizzato l'atto illecito del dipendente subordinato direttamente produttivo del danno) in base alla regola secondo cui causa causae est causa causati." (Cass. civ., sez. III, 17 gennaio 2008, n. 864, GCM, 2008, 1, 50; FACS, 2008, 2, 364; DeG, 2007),

risulta doveroso chiedersi, nell'ambito che ci occupa, se i principi espressi dall'articolo 2049 del codice civile - cfr., amplius, il capitolo tredicesimo del volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012), nonché la seguente pronuncia, ove la Corte territoriale aveva escluso ogni profilo di responsabilità extracontrattuale a carico del personale di una nave, asserendo che questo non era tenuto a vigilare su persone estranee, in relazione ad una vicenda che aveva visto un passeggero cadere nottetempo da una piattaforma perché priva delle catenelle trasversali - poi puntualmente applicate, successivamente all'evento dannoso -: la Suprema Corte, nell'enunciare il principio di diritto riportato, ha cassato la pronuncia rilevando la assenza, nella sua parte motiva, di qualsivoglia indagine circa la eventualità della omessa cautela ed omessa sorveglianza da parte del personale della nave, specie sotto il profilo dell'onere della illuminazione e della sorveglianza dei mezzi di accesso ai natanti appoggiati sulle banchine):

"l'art. 274 c. nav., nel disporre che "l'armatore è responsabile dei fatti dell'equipaggio" detta, in subiecta materia, una disposizione speciale e, come tale, prevalente rispetto a quella, parallela, di cui all'art. 2049 c.c., senza, peraltro, esaurire del tutto il tema della disciplina della responsabilità dell'armatore, che rimane soggetta alle norme del c.c. (art. 2049 e ss.) per ogni ipotesi non espressamente contemplata dal codice della navigazione. -" (Cass. civ., sez. III, 11 novembre 1997, n. 11124, GCM, 1997, 2133),

reggano al confronto con l'autorità della pubblica amministrazione e, se sì, con quali conseguenze: la riposta, in effetti, è per l'affermativa, e l'applicabilità integrale dell'articolo de quo non pare incontrare alcun ostacolo, come ne fan fede le numerose pronunce riportate nel volume sopra indicato.



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