Changing Society, Contratti, clausole abusive, vessatorie -  Poncib√≤ Cristina - 2013-12-10

QUALE SARA' L'ETICHETTA GIUSTA? LONDRA CONTRO ROMA SULLA PIZZA

Lo scorso giugno il dipartimento inglese per la salute ha pubblicato una raccomandazione indirizzata ai produttori e distributori di prodotti alimentari per invitare tali soggetti ad indicare con etichette rosse, gialle e verdi i prodotti esibiti sui loro scaffali.

Scopo delle etichette è quello di guidare il consumo a seconda del contenuto di sale, zuccheri e grassi dei cibi. Il sistema è evidentemente basato sulla adesione - volontaria - dei produttori e dei distributori.

Maggiori dettagli in lingua sul sito del dipartimento inglese della salute: https://www.gov.uk/government/news/single-system-for-nutrition-labelling-announced

E' stata scelta una forma ibrida, perché oltre al  colore rosso, giallo o verde, devono essere indicate anche le quantità  giornaliere consigliate. C"è di più, le porzioni dovranno indicare il  valore di calorie e di nutrienti riferiti al fabbisogno giornaliero  oltre alle quantità assolute di ciascun ingrediente. Per alcuni prodotti  accanto ai numeri sono previste parole come "alto", "medio" e "basso"  per segnalare in modo intuitivo se un cibo è ricco di grassi e sale.

La raccomandazione del 19 giugno 2013 stabilisce che se ci sono oltre 17,5 grammi di grassi  ogni cento il semaforo è rosso, il che vale per il sale oltre 1,5  grammi, e lo zucchero qualora si passino i 22,5, disegnando così  categorie tabù in cui finiscono praticamente tutti i formaggi, salumi,  dolci, sughi, tortellini, biscotti, per non parlare di culatello,  Nutella e jamon iberico.

ll Regno Unito ha un grave problema di stazza. Il governo  spende ogni  anno oltre 5 miliardi di sterline per trattare malattie  legate al peso  eccessivo dei suoi cittadini, il 25% dei quali è  classificato come  "obeso". «Siamo i ciccioni d"Europa», ha scritto il  Daily Telegraph,  tanto che gli amministratori locali dell"isola hanno  anche pensato di  sospendere i benefici sociali a chi è troppo oltre il  peso forma, ma la  cosa per ora non è passata.

Il Ministro della salute è intervenuto  spiegando che: «la Gran Bretagna detiene già il primato europeo per  numero di alimenti che riportano, sulla facciata principale,  un"etichetta nutrizionale, ma molte ricerche hanno mostrato che  ciononostante il consumatore si sente spesso confuso quando prova a  leggere scritte troppo specialistiche, e fatica a capire quanto  indicato, anche perché trova un gran numero di etichette troppo diverse  tra loro".

Peccato che l'effetto del provvedimento è ovviamente assai negativo nei confronti dei nostri prodotti 'tradizionali': dalla mozzarella al panettone, passando il parmigiano reggiano e il prosciutto di Parma.

In Francia sono andati oltre: Noteo è un'applicazione gratuita per  smartphone in grado di restituire un giudizio sintetico su un  grandissimo numero di prodotti (l'obiettivo è di raggiungere i 40 mila),  fa cui anche quelli alimentari. Inquadrando il codice a barre presente  sulla confezione, l'applicazione fornisce un giudizio sintetico in  decimi, basato sulla media di quattro valutazioni diverse: salubrità,  impatto sull'ambiente, impatto sociale e costo. Anche in questo caso i  colori utilizzati per un giudizio visivo dei vari parametri sono quelli  del semaforo, per facilitarne ulteriormente la comprensione. Nel caso di  giudizi negativi l'applicazione è anche in grado di suggerire delle  alternative migliori.

Se dovesse passare in Europa la scelta inglese, che ha dalla sua parte  l"estrema semplicità  comunicativa (verde fa bene, rosso fa male), ci  sarebbero effetti negativi su molti dei prodotti agroalimentari di  qualità, prima di  tutto quelli "made in Italy". Succederà che una  bibita light, con un po"  meno zucchero, benché densa di edulcoranti,  conservanti e  aromatizzanti, avrà il semaforo verde mentre il latte, a  causa del suo  tenore in grassi, avrà il semaforo rosso.

Evidentemente, il cibo non si misura con una etichetta. Si prospetta una battaglia in Europa, dove nove paesi in Europa si sono  già schierati con l"Italia, ovvero: Slovacchia, Lussemburgo, Spagna,  Cipro, Portogallo, Francia, Romania, Grecia e Slovenia. La questione è  appena approdata al Parlamento Europeo.



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