Articoli, saggi, Fine vita -  Redazione P&D - 2013-07-03

QUANDO IL CINEMA RACCONTA IL FINE VITA - Enrico BERGIANTI

Si offre all"attenzione del lettore un interessante saggio dedicato al rapporto tra cultura visiva (cinematografica in particolare) e i temi della bioetica, in specie il fine vita visto attraverso il recente film di Marco Bellocchio Bella addormentata.

Esiste un profondo legame fra scienza e cinema. Numerosi sono i registi che si sono ispirati a genetica, astronomia, neuroscienze e altri ambiti della ricerca per proporre scenari futuri e fantascientifici prendendo spunto dalle grandi scoperte e dai grandi personaggi della scienza. La storia del cinema è piena di esempi di questa feconda unione: da 2001: Odissea nello spazio a Blade Runner, passando per Frankenstein Jr. e Il dottor Stranamore. Negli ultimi anni anche medicina e piccolo schermo si sono spesso alleati, come dimostra un elenco ormai lungo di serie televisive di successo ambientate nei corridoi degli ospedali e incentrate su medici geniali, altruisti, sempre al servizio del paziente e anche alle prese con dilemmi di bioetica. Questi serial televisivi appassionano e commuovono un pubblico eterogeneo e sempre più vasto.

Tra i dilemmi affrontati c"è molto spesso il fine vita, un tema estremamente complesso, oggetto sovente di dibattiti, conferenze e incontri in cui l"argomento è affrontato dai punti di vista più diversi. C"è l"aspetto medico-scientifico, c"è quello giuridico e legislativo, quello politico, quello bioetico, filosofico e morale, quello religioso e, non ultimo, c"è anche il punto di vista privato di ognuno di noi. Scienziati, medici, filosofi, politici, religiosi e giornalisti sono le voci che si è soliti ascoltare. Voci discordanti, a volte quasi un rumore di fondo indistinto che rende quanto mai difficile farsi un"idea. In questo lavoro ho voluto prendere in esame una voce diversa, ovvero il punto di vista del cinema e come questa forma d"arte moderna racconta il fine vita nelle sue complesse declinazioni.

Questo lavoro si concentra soprattutto sull"analisi di un film italiano presentato al Festival del Cinema di Venezia del 2012, Bella addormentata, diretto dal regista piacentino Marco Bellocchio, uno dei più importanti cineasti del nostro paese. Bella addormentata raccoglie l"ardua sfida di raccontare il fine vita affrontando la parte più drammatica della vicenda di Eluana Englaro, ovvero i suoi ultimi giorni trascorsi a Udine nella clinica "La Quiete", dove è morta il 9 febbraio 2009. Le domande che guidano l"analisi che segue nelle prossime pagine sono le seguenti: quali sono i contenuti scientifici presenti in Bella addormentata e fino a che punto sono corretti? Quanto è fedele la narrazione dei fatti? Che relazione hanno con la politica, con il diritto e, soprattutto, con il mondo della comunicazione mediatica? Qual è l"immagine della medicina che ne emerge?

Bella addormentata offre un punto di vista artistico su diverse questioni, come il principio di autodeterminazione, il diritto di rifiutare le cure (idratazione e alimentazione artificiali), il testamento biologico, il ruolo del medico e quello dei politici, il rapporto medico-paziente.

Bellocchio si fa attento interprete, e in qualche misura portavoce, di importanti principi e diritti attraverso una fine ricostruzione cinematografica in cui non prende posizione ma si limita a descrivere, utilizzando un linguaggio spesso simbolico e allusivo.

Di recente anche altri registi hanno raccontato il fine vita da altre prospettive. Per fornire un confronto stilistico e contenutistico fra diversi linguaggi cinematografici ho confrontato Bella addormentata con Mare dentro di Alejandro Amenábar, Le invasioni barbariche di Denys Arcand e Million Dollar Baby di Clint Eastwood. Tre film acclamati dalla critica, accomunati dal fatto di aver vinto almeno un Premio Oscar e dall"essere prodotti in paesi diversi: spagnolo il primo, canadese il secondo, statunitense il terzo. In quale misura i tre registi differiscono nello stile e nel linguaggio da Bellocchio? Quanto corretti e attendibili sono dal punto di vista scientifico? Una cosa è certa: il cinema sa affrontare il tema del fine vita facendosi attento interprete di questo dibattito.

Il linguaggio cinematografico può divagare dalla realtà, sa manipolarla e semplificarla (non banalizzarla, quasi mai) ma senza perdere il fuoco delle questioni. Tante parole sono state scritte sul caso Eluana Englaro, forse troppe e a sproposito. Se Bella addormentata ha un merito, è certamente ricordarci che molto di quello che si è detto e scritto su di lei era impreciso, strumentalizzato, decontestualizzato e fuorviante. Nonostante non sia un film con pretese scientifiche, il film di Bellocchio sa trasmettere un messaggio forte su un tema scottante della medicina tecnologica, una medicina in grado di tenere in vita oltre ogni limite un essere umano, anche a discapito della sua dignità. E "dignità" è una parola chiave in tutti i film da me analizzati: un termine utilizzato con forza da una delle protagoniste di Bella addormentata e simboleggiato dai protagonisti degli altri tre film che scelgono una morte "opportuna", per usare le parole di Piergiorgio Welby, ossia una morte che non privi l"individuo della sua dignità e che sia frutto di una libera scelta.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati