Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Mastronardi Viola - 2015-03-30

QUANDO IL COMANDANTE DI UNA NAVE RISPONDE DEL DECESSO DI UN PASSEGGERO - Cass. pen. n. 9897/15 – V. MASTRONARDI

- Omicidio colposo e posizione di garanzia

- Il comandante di una nave da crociera acconsente allo sbarco di un passeggero colpito da ischemia cerebrale in un centro medico inadeguato

- Il Primo ufficiale dell"imbarcazione deve cambiare la rotta se necessario pur di salvare la vita di un passeggero a bordo

La vicenda presa in esame riguarda il decesso di un passeggero, colto da ischemia cerebrale, avvenuto su una nave da crociera, durante la rotta dell"imbarcazione. Più precisamente, il comandante, dopo il terzo e più grave attacco ischemico, disponeva, in pieno accordo con l"intero equipaggio, lo sbarco del passeggero presso il centro medico di una piccola località turistica. Pertanto, l"addebito mosso al Primo ufficiale della nave concerneva l"incapacità manifestata da quest"ultimo di organizzare uno sbarco a mezzo aeromobile e nondimeno di non aver impedito che lo sbarco del paziente-passeggero avvenisse in un centro privo di strutture di terapia intensiva.

Tuttavia, il giudice dell"udienza preliminare del Tribunale di Milano emetteva sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste e per la non configurabilità di una concreta e precisa posizione di garanzia sulla quale fondare l"imputazione.

Le parti civili ricorrevano in Cassazione eccependo la ritenuta assenza della suddetta posizione in capo all"imputato e le erronee determinazioni di carattere logistico, del tutto rientranti nella sfera di competenza del Primo ufficiale della nave: sul punto, il prevalente orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte (ex pluribus Cass.pen., Sez. IV, 16.12.2003, n°7214) fonda la posizione di garanzia del comandante della nave sull"art.409 cod. della navigazione il quale prevede che la responsabilità del predetto si estenda dall"inizio dell"imbarco e sino al termine dello sbarco eccetto non si provi che l"evento sia derivato da una causa a lui non imputabile. Anche perché, a differenza di quanto sostenuto dal giudice dell"udienza preliminare del Tribunale di Milano, il comandante ha il potere sia di deviare la rotta ordinaria che di sbarcare il passeggero quando, a suo giudizio, versi in condizioni tali da non poter proseguire l"itinerario previsto.

La difesa dell"imputato, interrogandosi su come ed in base a quali competenze scientifiche o superiori il comandante avrebbe dovuto dare disposizioni differenti da quelle fornite dal medico di bordo, riteneva, altresì, contraddittorio l"iter seguito dalla Pubblica Accusa considerato che quel tipo di soluzione, seppur immediata e frettolosa, costituiva l"unica alternativa valida.

Con particolare riferimento al ruolo apicale preso in esame, si consideri che la giurisprudenza, in tema di applicazione dell'art.409 del Codice della navigazione, ha attribuito al comandante della nave una posizione di garanzia, non limitata alle sole operazioni d"imbarco o di sbarco sulla e dalla nave bensì estesa anche alle operazioni connesse e complementari all'ingresso dei veicoli e delle persone sulla nave. In epoca piuttosto recente, le Sezioni Unite (Cass.pen., SS.UU., 24.04.2014, n°38343) hanno chiarito che garante è il soggetto "chiamato alla gestione di uno specifico rischio incarnato da una determinata categoria di eventi" e, pertanto, "responsabile sotto il profilo eziologico nel caso in cui tenga condotte omissive che rechino violazione degli obblighi connessi al suo ruolo e determinino l'evento antigiuridico oggetto di protezione".

Orbene, è agevole cogliere che l"ordinamento affida la salute dei passeggeri di un"imbarcazione da crociera alla figura istituzionale del medico di bordo, direttore del servizio sanitario (art.321 cod. della navigazione) ma che, al contempo, è bene verificare, caso per caso, se l"episodio coinvolge effettivamente o meno anche la sfera di responsabilità del Primo ufficiale della nave.

La questione nodale della posizione di garanzia va in sé considerata poiché, non di rado, essa non è isolata e, al contrario, coinvolgere altre figure, aventi diverse competenze, fino ad integrarsi inevitabilmente con esse. In concreto, però, il Primo ufficiale della nave poteva sovrapporre le proprie competenze non specialistiche a quelle tecnico-professionali del medico di bordo fino ad assorbirle?

La Suprema Corte di Cassazione, attesi gli aspetti fattuali rimasti nell"ombra, ha enucleato la necessità di comprendere se, nel caso di specie, il comandante fosse rimasto o meno coinvolto con il personale sanitario nell'organizzazione e nella scelta del trasferimento. I giudici di legittimità hanno ritenuto tale chiarimento imprescindibile poiché soltanto laddove ne consegua un esito positivo la figura del Primo ufficiale sarà ascrivibile ad una precisa posizione di garanzia così aprendo la strada all"accertamento di una sua eventuale penale responsabilità.

In conclusione, il Supremo Collegio ha ritenuto che la pronuncia in esame dovesse essere annullata con rinvio al giudice dell"udienza preliminare affinché provvedesse al superamento delle incertezze inerenti al trasferimento del paziente.



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