Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2014-02-25

QUANDO IL DATORE DI LAVORO RISPONDE PER I DIPENDENTI: PORTIERE, CASA DA GIOCO, APPREZZAMENTI NEGATIVI - RM

Si è individuata la responsabilità indiretta del Condominio, quale datore di lavoro, in relazione alla condotta dolosa del portiere, addetto alla ricezione della corrispondenza, il quale, dopo aver ricevuto un plico contenente carta di credito e relativo Pin, indirizzato ad un condomino, ha provveduto ad utilizzarla, effettuando pagamenti e prelevamenti, senza mai consegnarla al legittimo proprietario:

"ai fini della configurabilità della responsabilità indiretta del datore di lavoro ex art. 2049 c.c., non è necessario che fra le mansioni affidate e l'evento sussista un nesso di causalità, essendo invece sufficiente che ricorra un semplice rapporto di occasionalità necessaria, nel senso che l'incombenza affidata deve essere tale da determinare una situazione che renda possibile, o anche soltanto agevoli, la consumazione del fatto illecito e, quindi, la produzione dell'evento dannoso, anche se il lavoratore abbia operato oltre i limiti dell'incarico e contro la volontà del committente o abbia agito con dolo, purché nell'ambito delle sue mansioni " (Trib. Firenze 10 maggio 2007, Redazione Giuffrè, 2009 - cfr.,amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012-).

Si confronti, in argomento, anche la seguente pronuncia, che pare distinguere tra responsabilità del condominio e responsabilità dell'amministratore:

"l'Amministrazione può rispondere della negligenza del custode a titolo di "culpa in eligendo" - ovvero per aver scelto un soggetto inidoneo ad assumere l'incarico -, (e non ai sensi dell'art. 2049 c.c.), ma tale colpa deve essere prospettata da chi invoca il risarcimento" (Trib. Napoli 4 marzo 2005, Redazione Giuffrè, 2005).

L'ente gestore di una casa da gioco risponde del danno all'immagine subito dal giocatore che abbia ricevuto banconote false in pagamento di una vincita di gioco e che sia stato, per questo motivo, sottoposto a procedimento penale, quand'anche sia rimasta ignota la persona che abbia mescolato le banconote false a quelle destinate a pagare le vincite:

"la responsabilità indiretta del datore di lavoro ex art. 2049 c.c., postula che tra il fatto dannoso e le mansioni esercitate dal preposto esista un rapporto di occasionalità necessaria, nel senso che le mansioni affidate abbiano reso possibile o agevolato la condotta illecita, anche se il lavoratore abbia agito oltre i limiti delle sue incombenze e persino se abbia violato gli obblighi a lui imposti. L'ente gestore di una casa da gioco risponde, ex art. 2049 c.c., del danno all'immagine subito dal giocatore che abbia ricevuto banconote false in pagamento di una vincita di gioco, e che sia stato per questo motivo sottoposto a procedimento penale, quand'anche sia rimasta ignota la persona che abbia mescolato le banconote false a quelle destinate a pagare le vincite" (Trib. Venezia 16 febbraio 2006, GM, 2006, 9, 1932, DeG, 2006, 13, 36).

In caso di diffusione, tra i dipendenti di un'azienda, di apprezzamenti negativi sull'operato di un agente è stato deciso – in un caso in cui il fatto illecito, di cui era rimasto ignoto l'autore, era consistito nella diffusione, tra i dipendenti dell'azienda, di apprezzamenti negativi sull'operato di un agente e la Suprema Corte ha cassato con rinvio la decisione di merito che, nell'affermare la responsabilità ex art. 2049 c.c., aveva omesso di accertare se la diffamazione era connessa - ad esempio in virtù della conoscenza di fatti e documenti -, con incombenze affidate ai dipendenti o aveva solo tratto origine nell'ambiente lavorativo, senza alcuna attinenza con le mansioni ivi svolte - che

"la responsabilità indiretta del committente per fatto dannoso del dipendente ai sensi dell'art. 2049 c.c. postula l'esistenza di un nesso di occasionalità necessaria tra l'illecito e il rapporto che lega i due soggetti, nel senso che le mansioni affidate al dipendente abbiano reso possibile o comunque agevolato il comportamento produttivo del danno" (Cass. civ., sez. lav., 6 aprile 2002, n. 4951, GCM, 2002, 596; GC, 2002, I, 1513).



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