Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-11-13

QUANDO IL MARITO PAGA IL MUTUO NON E' DOVUTO L'ASSEGNO DI MANTENIMENTO ALL'EX CONIUGE - Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 22603 del 4/11/2015 di Paolo F. Cuzzola

La Corte di Cassazione, con l' ordinanza n. 22603 del 4/11/2015, ha statuito, confermando quanto già sostenuto dalla corte di Appello competente territorialmente,  che i redditi spendibili dai due ex coniugi sostanzialmente si equivalgono e consentono ad entrambi una vita dignitosa e non sostanzialmente dissimile da quella condotta in costanza di matrimonio, circostanze che escludono il diritto della ricorrente a un assegno di mantenimento a carico dell'ex marito.

La Suprema corte  basato la decisione su una puntuale comparazione dei redditi delle parti che, seppure non uguali, sono resi pressoché corrispondenti dalla circostanza per cui il marito è obbligato al pagamento di una rata mensile di mutuo pari a 990 euro, un mutuo che gli ha consentito di acquistare dall' ex moglie la metà della casa coniugale e ha consentito alla ricorrente di acquisire una casa di proprietà in cui abitare dopo la separazione.

L'ordinanza trova la sua genesi in giudizio di Appello avverso la sentenza del Tribunale di Novara che ha statuito la separazione dei coniugi, respinge la richiesta di addebito e condanna il marito a corrispondere alla moglie un assegno di mantenimento di 200,00.

La moglie ha proposto giudizio di Appello chiedendo, in riforma alla sentenza di primo grado,  il riconoscimento di  un assegno di mantenimento di  € 1.300,00, oltre all'accoglimento della domanda di addebito; il marito propone appello incidentale reiterando la richiesta di addebito a carico della moglie e la revoca dell'assegno di mantenimento.

La Corte di Appello di Torino  ha respinto l'impugnazione principale della moglie ed in accoglimento di quella incidentale del marito,  ha disposto la revoca dell'assegno.

La moglie  ha proposto ricorso in Cassazione, deducendo, tra gli altri motivi,  ex art. 360 n. 3 c.p.c., violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto e in particolare dell'art. 156 c.c, relativamente alla statuizione sul mantenimento: secondo la ricorrente la Corte territoriale avrebbe completamente trascurato la stridente capacità reddituale delle parti, tenuto conto che il reddito mensile netto della ricorrente è di 1.400 euro a fronte del reddito mensile netto dell'ex marito di 2.600 euro.

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, con la conseguenziale condanna della ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione liquidate in complessivi 2.200 euro, di cui 200 euro per spese.



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