Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2014-06-18

QUANDO RESPONSABILE DEI DANNI NON E' SOLO L'APPALTATORE: PROVA E GIUDIZIO DI MERITO - RM

La dimostrazione della sussistenza delle circostanze, comportanti deroga al principio della responsabilità del solo appaltatore, fa carico al terzo danneggiato (che voglia agire direttamente nei confronti del committente) ovvero anche dell'appaltatore (che voglia essere esonerato da tale responsabilità per essere stato un semplice esecutore degli ordini del committente - cfr., amplius, capitolo tredicesimo del volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012 -):

"se l'ipotesi normale, in caso di danni a terzi, provocati nell'esecuzione di un contratto di appalto, è quella della responsabilità esclusiva dell'appaltatore, deve ritenersi che la dimostrazione della sussistenza delle circostanze che comportino la deroga al principio della responsabilità del solo appaltatore deve far carico al terzo danneggiato" (Cass. civ., sez. III, 27 maggio 2010, n. 12971, GDir, 2010, 27, 55).

L'accertamento riguardante le circostanze che escludono o meno la responsabilità del committente costituisce un'indagine di fatto, riservata al giudice di merito ed incensurabile in sede di legittimità, se correttamente motivata (nella fattispecie dalla quale è scaturita la pronuncia che segue, ad esempio, l'appaltatore, mentre eseguiva lavori di rifacimento di una conduttura idrica, aveva eseguito uno scavo invalicabile, dividendo così in due parti non comunicanti il fondo attraversato dalla conduttura; la Suprema Corte, confermando la decisione di merito, ha escluso nella specie una responsabilità del committente, sia perché il tracciato della conduttura era preesistente e non ascrivibile a scelta di quest'ultimo, sia perché la mancata adozione di accorgimenti per consentire lo scavalco dello scavo era frutto di una scelta organizzativa dell'appaltatore, e non di una direttiva del committente):

"poiché l'appaltatore gode di autonomia organizzativa e gestionale, una responsabilità del committente per i danni causati a terzi durante l'esecuzione dell'opera è configurabile solo in due casi: o quando l'opera sia stata affidata ad impresa manifestamente inidonea (cosiddetta culpa in eligendo), ovvero quando la condotta causativa del danno sia stata imposta all'appaltatore dal committente stesso, attraverso rigide ed inderogabili direttive. L'accertamento della sussistenza di tali circostanze costituisce una indagine di fatto, riservata al giudice di merito ed incensurabile in sede di legittimità, se correttamente motivata" (Cass. civ., sez. III, 23 aprile 2008, n. 10588, GCM, 2008, 4, 624).



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