Changing Society, Intersezioni -  Redazione P&D - 2013-11-25

QUEI CAPELLI GRIGI - Giuseppe FEDELI

"sed fugit interea, fugit irreparabile tempus" (Virgilio, "Georgiche")

Quei capelli radi grigi che il vento scompiglia. Quel vento diaccio di novembre, che nessuno vorrebbe sentir ululare, sbatacchia gli scuri, s'insinua nelle feritoie, serpeggia nell'anima...

Fa brutto tornare al paese e vedere i solchi induriti sui volti di gente che ricordi ancora solare, allegra, giovane. Perché se è vero che si può essere giovani anche varcato il mezzo secolo, è altrettanto vero che spesso la vita non fa sconti, per un improbabile ritorno di fiamma.

Le stradine che tortuose lambiscono le case si fanno di ora in ora sempre più buie, si accendono lampioni a rischiarare il cammino di uno sparuto drappello di ragazzi ancora in traccia di follie.

Ma la giovinezza passa.

E si fa la conta di chi non c'è più.

Immerso in una dimensione atemporale, quasi onirica, ti ritrovi allora con gli anni che sciamano alle tue spalle prigioniero di un meccanismo, come una ruota che, in corsa verso il Traguardo, nessuno può fermare.

Li leggi gli anni dai solchi scavati sulla pelle, dagli sguardi spenti che si rianimano a un fiato di voce, dai capelli cenere.

La stretta al cuore è una morsa che fiacca ogni velleità di resistenza.

Si affacciano ricordi di gioventù che pare così vicina, eppure mai come adesso è così lontana. Amarcord...

Dolceamara nostalgia di ciò che si è vissuto ma anche di ciò che si è perso, lasciandolo andare... Come i giocattoli stipati nel lucernario, che guatano sottecchi, e sembrano ammonire arcigni sul fuggire incoercibile del tempo.

Uno zoom a rovescio su uno spaccato che è passato. Il presente fugiens è delegato al futuro, prossimo o remoto non è dato sapere.

Tante piccole scatole cinesi le casupole, quando ridipinte, quando screpolate dall'usura dei giorni.

Il bar all'angolo con avventori casuali, la pizzeria ammorbata di fumo e odori grevi...il suono grave della campana che scandisce lo scorrere del giorno...

Straripa improvvisa la fiumana dei ricordi......quando si andava a giocare a guardia e ladri nei pressi del torrente che scorre ora blando e sinuoso, ora crosciante e impetuoso, disegnando la mappa del borgo...quando tornare a casa al crepuscolo era un lusso per pochi....quando fioccavano i rimbrotti per qualcosa che, secondo l'occhio dei grandi, non "andava", ma si finiva di lì a poco per riappacificarsi, nell'inganno che si sarebbe svelato "all'apparir del vero"...e il mulinare dei cristalli di neve che facevano incantate tutte le cose...

È vero, i ricordi s'addipanano alla nostra vita. Ma, guardando lo stupore bambino di due occhi infossati annegati nelle lacrime che stentano a venir giù, e quel gatto macilento che attraversa furtivo la strada, percorsa dal rombo di un motore, che scivola come un'ombra inquietante nel baratro della notte, e sentirsi soli, spettatori muti di un copione dal finale già decretato, alle volte, troppe volte può far male.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati