Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  privato.personaedanno - 2015-09-07

RAPPORTI CON I NONNI: DIRITTO STRUMENTALE E NON INCONDIZIONATO – Cass. 8100/2015 – Giorgia BACCHIN

La Cassazione torna a pronunciarsi sul tema del diritto del minore a mantenere rapporti significativi con i nonni a seguito della separazione dei genitori e, come già nella sentenza n. 752/15, lo qualifica come un diritto strumentale al pieno sviluppo della personalità del medesimo e non, quindi, come un diritto incondizionatamente azionabile dagli ascendenti.

Il caso in esame riguarda un"adolescente affidata ai servizi sociali nei confronti della quale il Tribunale per i minorenni di Trieste, con decreto del 18 dicembre 2013, revocava le disposizioni del precedente provvedimento che prevedevano un suo graduale avvicinamento ai nonni paterni.

Questi ultimi proponevano reclamo avverso il decreto sopra citato in quanto ritenevano non fosse stata considerata la loro disponibilità a mantenere il rapporto con la nipote.

La Corte d"Appello di Trieste, investita della questione, pur riconoscendo che il rifiuto opposto dall"adolescente alla frequentazione degli ascendenti era in parte alimentato dall"ostilità dei suoi genitori ad un recupero del rapporto affettivo con i nonni, respingeva il reclamo.

Non volendosi rassegnare, quindi, questi ricorrevano per Cassazione lamentando la violazione del loro diritto alla frequentazione della nipote; diritto che a loro parere trovava fondamento nell"art. 29 della Costituzione e che era ormai riconosciuto dalla giurisprudenza.

Gli ermellini hanno quindi chiarito, ancora una volta, che il criterio ispiratore della normativa inerente l"affidamento del minore deve essere sempre il superiore interesse di quest"ultimo ad una crescita serena ed equilibrata.

Gli art. 155 e 337 ter. c.c., infatti, non attribuiscono agli ascendenti un autonomo diritto di visita, ma costituiscono uno degli elementi di cui il Giudice dovrà tenere conto nell"emissione del provvedimento sull"affidamento al fine di attuare la migliore tutela possibile del minore.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha approvato la scelta dei giudici di merito che, dando rilievo alla volontà espressa dall"adolescente, hanno voluto evitare che ella si trovasse al centro di un conflitto interfamiliare che non le spettava certamente risolvere.

La Corte ha precisato inoltre che, poiché impugnava un provvedimento privo del carattere della decisorietà e definitività, il ricorso doveva comunque ritenersi inammissibile.



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