Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2017-05-06

Rapporti di vicinato e condomino: sopraelevare non significa attrarre il tetto nell'uso escusivo del singolo - Riccardo Mazzon

Quanto alla responsabilità derivante dall'attrarre il tetto nel proprio esclusivo dominio, sottraendolo alla destinazione comune, essa non va confusa con la sopraelevazione, consentita ex articolo 1127 del codice civile.

Non si deve confondere la sopraelevazione, consentita ex articolo 1127 del codice civile, con eventuali opere di trasformazione del tetto che, per le loro caratteristiche strutturali, siano idonee ad attrarre il bene comune nell'uso esclusivo del singolo condomino, sottraendolo alla sua destinazione favorevole agli altri condomini (nella pronuncia che segue, ad esempio, trattavasi di ampliamento della superficie dell'appartamento, con spostamento di una parete, nonché realizzazione di un balcone, di due ripostigli e di un abbaino: cfr., amplius, paragrafi 12.1. e ss. del volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013.

La ratio della norma che, sia pure a certe condizioni, conferisce al proprietario dell'ultimo piano dell'edificio condominiale il diritto di sopraelevazione va ricercata, infatti, nel fatto che la sopraelevazione sfrutta lo spazio sovrastante l'edificio e occupa la colonna d'aria su cui esso insiste, situazione ben diversa da quella in cui egli trasformi il tetto dell'edificio,

"eseguendo opere e manufatti tali da sottrarlo anche in parte alla sua destinazione e ad attrarlo nella sfera della sua disponibilità esclusiva" (Cass., sez. II, 7 febbraio 2008, n. 2865, GDir, 2008, 16, 92).

Per fare un esempio, un condomino non può trasformare un manufatto condominiale, avente la sola funzione di copertura (nella specie un tetto), in una terrazza a livello per il proprio uso esclusivo, atteso che in siffatto modo viene alterata la destinazione della cosa comune e si attrae, in contrasto con l'articolo 1102 del codice civile, nella proprietà esclusiva un bene di uso condominiale; in tal caso, infatti, non sussiste alcuna analogia con quanto previsto dall'art. 1127 del codice civile, in quanto quest'ultima disposizione presuppone il pagamento di una indennità e la ricostruzione dell'intero tetto o del lastrico solare al livello superiore, senza pregiudizio per la proprietà condominiale:

"né assume rilievo il fatto che la parte di tetto sostituita continui a svolgere una funzione di copertura dell'immobile" (Cass., sez. II, 5 giugno 2008, n. 14950, GCM, 2008, 6, 884).



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