Legislazione e Giurisprudenza, Punibilità, sanzioni -  Mazzon Riccardo - 2014-01-13

RAPPORTI TRA AZIONE PENALE PER VIOLAZIONI EDILIZIE E AVVENUTA DEMOLIZIONE DELL'OPERA ABUSIVA - RM

Quanto all"avvenuta demolizione dell"opera abusiva, essa non configura attenuante, ex articolo 62, n. 6, del codice penale, quando sia avvenuta a notevole distanza di tempo, dal momento di realizzazione dell'illecito, e sia stato medio tempore emanato dalla p.a. l'ordine di demolizione,

"in materia edilizia, non è applicabile la circostanza attenuante della avvenuta riparazione del danno, di cui all'art. 62, n. 6, c.p., quando la demolizione dell'opera abusiva sia avvenuta a notevole distanza di tempo dal momento di realizzazione dell'illecito e sia stato medio tempore emanato dalla p.a. l'ordine di demolizione, atteso che viene in questo caso a mancare la spontaneità del ravvedimento oltre ad essersi realizzato, nel periodo di mantenimento in uso del manufatto, l'obiettivo illecito perseguito dal soggetto agente" Cass. Pen. 28.9.06, n. 40439, CED, 2007, 10 3868 – recentemente conforme, nel senso che la circostanza attenuante della avvenuta riparazione del danno non è applicabile ai reati edilizi quando l'abbattimento volontario dell'opera abusiva sia avvenuto in epoca posteriore all'emanazione dell'ordinanza sindacale che impone la demolizione delle opere, la cui inottemperanza avrebbe determinato l'acquisizione del sito al patrimonio comunale: Cassazione penale, sez. III, 13/07/2011, n. 29991 Dichiara inammissibile, App. Palermo, 24/02/2011 C. CED Cass. pen. 2011, rv 251025 (cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto).

La decisione applica, in materia edilizia, i principi generali che sottendono l"interpretazione dei presupposti per il riconoscimento della circostanza attenuante comune di cui all'art. 62, n. 6, c.p.: è escluso che in caso di demolizione del manufatto realizzato abusivamente ad opera dello stesso contravventore, prima del giudizio, ma successivamente all'emanazione dell'ordine di demolizione emesso dalla pubblica amministrazione, possa applicarsi l'attenuante in questione, in quanto, in tal caso, non può certo parlarsi di atteggiamento spontaneo teso alla eliminazione delle conseguenze dannose del reato.

Infatti, la mancata ottemperanza all'ordine di demolizione nel termine di giorni novanta dall'ingiunzione (a demolire) comporterebbe la acquisizione del bene e dell'area di sedime al patrimonio del Comune (senza dimenticare che l'accertamento dell'inottemperanza, una volta notificato all'interessato, costituisce titolo per l'immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari di tale trasferimento).
L"avvenuta demolizione, inoltre,

"al di fuori della tassativa ipotesi di cui all'art. 8 quater della legge n. 298 del 1985, riferita alle sole demolizioni eseguite entro la data di entrata in vigore della stessa, non comporta l'estinzione del reato commesso con la loro costruzione, non venendo eliminata l'antigiuridicità del fatto, consistente nel "vulnus" arrecato al territorio; la stessa può, tuttavia, essere valutata ai fini della determinazione della pena, della mancanza di un danno penalmente rilevante e della buona fede dell'imputato" Cass. Pen. 26.4.07, n. 35008, CED, 2008, 237531.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati